Gipeto - Gypaetus barbatus subsp. barbatus (Linneo, 1758)
Atlante della Fauna selvatica italiana - Uccelli

Classificazione sistematica e distribuzione

Classe: Uccelli
Ordine:  Accipitriformi  
Famiglia:  Accipitridi
Genere: Gypaetus 
Specie: barbatus
Sottospecie: barbatus

Il Gipeto è il più grande uccello delle Alpi, dove è sedentario e nidificante. Si nutre in preferenza di ossa, riuscendo a inghiottire pezzi lunghi fino a 25 cm. e larghi 3-4 cm.; le ossa più lunghe vengono frantumate lasciandole cadere sulle rocce. Il Trend della popolazione europea è stabile e in leggero incremento sui Pirenei, in diminuzione in Corsica e a Creta, recentemente scomparso in Grecia; in progressivo incremento sulle Alpi. A causa dell'erronea credenza popolare sulla sua ferocia di predatore (veniva anche chiamato "avvoltoio degli agnelli"), è stato oggetto di caccia indiscriminata fino alla suo completa scomparsa dalle Alpi (l'ultimo esemplare venne abbattuto nel 1913 in Val di Rhemes (Valle d'Aosta). Nel 1986, a Rauris nel Parco Nazionale degli Alti Tauri (Austria), sono stati liberati alcuni esemplari giovani nati e cresciuti in cattività. Da allora tutti gli anni alcuni giovani gipeti vengono liberati sulle Alpi (144 dal 1986). Nel 1997 (in Alta Savoia - Francia) è stato registrato il primo involo di un giovane gipeto, nato e cresciuto in natura.

Gipeto Gipeto - Gypaetus barbatus subsp. barbatus (foto http://it.geocities.com/gipetobarbuto)

Gipeto Gipeto (foto Michelangelo Giordano)

Caratteri distintivi

Avvoltoio di grandi dimensioni: apertura alare tra i 265 ed i 285 cm, lunghezza tra i 100 ed i 115 cm.
Peso da 5 a 7 kg.
Gli esemplari giovani hanno piumaggio scuro, con capo nerastro e parti inferiori grigio scuro; gli adulti, parti inferiori e testa chiare, parti superiori scure.

Biologia

E' in grado di sfruttare le correnti volando anche a grandi altezze; normalmente però si mantiene a poche decine di metri di quota per perlustrare il terreno,
Come l'aquila reale, il gipeto è monogamo; non è raro che formi delle "terne" di due maschi ed una femmina. Depone 1-2 uova (una sola covata all'anno); la durata della cova è di 53-53 giorni; i piccoli rimangono nel nido 110-130 giorni; periodo riproduttivo dicembre-luglio.
Può vivere fino a venti anni. Si nutre di ossa di carogne, raramente prede vive (piccoli mammiferi e uccelli); non preda agnelli o pecore: quando talvolta si posa tra le greggi è per nutrirsi della placenta delle pecore che hanno partorito da poco o dei resti di un animale morto.
Nidifica su cenge rocciose; ogni coppia dispone di diversi nidi, che utilizza a rotazione.

a cura di Sauro Giannerini

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