Strillozzo - Emberiza calandra Linnaeus, 1758
Atlante della Fauna selvatica italiana - Uccelli

Classificazione sistematica e distribuzione

Classe: Uccelli
Ordine: Passeriformi
Famiglia: Emberizidi
Genere: Emberiza
Specie: E. calandra Linnaeus, 1758
Sinonimo: Miliaria calandra

È diffuso nell'emisfero nord in Europa, Asia, ed Africa. In Italia nidifica tra aprile ed agosto, in tutto il territorio escluso le Alpi.
Predilige gli ambienti agricoli aperti, ricchi di frutteti, al di sopra dei 1000 metri di altitudine.

Se ne conoscono due sottospecie:
- Emberiza calandra calandra Linnaeus, 1758
- Emberiza calandra buturlini Johansen, 1907

Strillozzo Strillozzo - Emberiza calandra (foto www.gbif.org)

Strillozzo Strillozzo - Emberiza calandra
("Emberiza calandra MHNT.ZOO.2010.11.217 Chiach Maroc-Naurois" di Didier Descouens - Opera propria. Con licenza CC BY-SA 4.0 tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Emberiza_calandra_MHNT.ZOO.2010.11.217_Chiach_Maroc-Naurois.jpg#/media/File:Emberiza_calandra_MHNT.ZOO.2010.11.217_Chiach_Maroc-Naurois.jpg)

Strillozzo Strillozzo - Emberiza calandra

Caratteri distintivi

Lunghezza: 18-20 cm
Apertura alare: 30-33 cm

Maschi e femmine sono indistinguibili in natura tra di loro. Le parti superiori sono marron con screziature marrone chiaro e marrone scuro - nerastro. Il becco molto tozzo è giallo arancio con sfumature nerastre sulla parte superiore. La gola è bianca e dalla base del becco parte una stria chiara contornata inferiormente da marrone scuro. Il petto fulvo è finemente screziato di marrone scuro e schiarisce verso l'addome (anche le striature si diradano e sono meno evidenti). Le zampe sono rosa. I giovani sono praticamente indistinguibili dagli adulti.

Biologia

Come tutti gli zigoli, anche essendo un granivoro, si nutre anche di insetti in primavera quando deve alimentare i pulli con alimenti ricchi di proteine.  Costruisce dei nidi a terra, dove depone al massimo due volte l’anno 4-5 piccole uova di colore azzurro-maculato. Le uova vengono covate dalla femmina – che in quel periodo sfoggia delle piume marcatamente giallastre – per circa due settimane. Dopo un mese dalla schiusa i pulcini prendono il volo.

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