Tunbergia - Thunbergia spp.
Atlante delle piante da vaso - Piante da appartamento e da balcone

Classificazione, provenienza e descrizione

Nome comune: Tunbergia.
Genere: Thunbergia.

Famiglia: Acantaceae.

Provenienza: Africa, Asia.

Descrizione genere: comprende circa 200 specie di piante annuali o perenni, erbacee o suffruticose, rampicanti o a portamento eretto, coltivate per la bellezza dei fiori che si presentano grandi, colorati, con una corolla tubulosa che termina con cinque lobi appiattiti, isolati o riuniti in lunghi grappoli penduli, talvolta apicali.

Fiore di Thunbergia grandiflora Fiore di Thunbergia grandiflora (foto arboretum.sfasu.edu)

Specie e varietà

Thunbergia affinis: originaria dell’Africa meridionale, questa specie perenne e delicata è più adatta alla serra calda. Ogni anno rinnova i fusti volubili. I fiori sono porpora con la gola gialla.

Thunbergia alata: originaria dell’Africa meridionale, questa specie perenne e sempreverde, che viene solitamente coltivata come annuale, presenta sottili fusti volubili, legnosi nella parte basale, lunghi fino a 3 m., che portano foglie appaiate, di forma ovato-triangolare, lunghe 8 cm. e di colore verde scuro. Può essere coltivata sia come rampicante che come decombente in cestini sospesi e anche all’aperto in regioni a clima mite. Generalmente, però, in questo caso, i fusti seccano durante l’inverno per ributtare a primavera. Da giugno a settembre produce, fiori solitari, larghi 5 cm., dalla corolla tubulosa color porpora con i cinque lobi espansi giallo-arancio, con il centro marrone. In commercio si trovano numerose varietà che si differenziano per il colore. Tra queste è compreso anche un gruppo di ibridi con fiori che vanno dal bianco all’arancio: “Susie Mixed”.

Thunbergia coccinea: originaria dell’Asia, questa specie, che nei climi miti può essere coltivata all’aperto in regioni dal clima mite. I fiori, rossi con gola giallo-arancio, sbocciano riuniti in grappoli penduli, a fine inverno e sui rami di un anno.

Thunbergia erecta: originaria dell’Africa tropicale, questa specie presenta portamento eretto. I fiori tubulosi, di colore azzurro-violetto, con la gola gialla sbocciano in inverno.

Thunbergia fragrans: originaria dell’India, questa specie presenta foglie cuoriformi a margini dentati e fiori bianchi profumati, larghi 3 cm.

Thunbergia gibsonii o T. gregorii: originaria dell’Africa sud-orientale, questa specie sempreverde presenta fusti volubili (lunghi anche 6 m.), che seccano e muoiono durante l’inverno, negli esemplari coltivati all’aperto. Da giugno a settembre, all’ascella delle foglie sbocciano fiori solitari, larghi 4 cm. e di color arancio.

Thunbergia grandiflora: originario dell’India settentrionale, questo rampicante sempreverde, molto vigoroso presenta fusti volubili che arrivano anche alla lunghezza di più di 10 m. Da giugno a settembre produce fiori larghi 5-8 cm., di colore azzurro-lavanda, con gola bianca o giallo chiaro, che sbocciano riuniti in grappoli penduli.

Thunbergia kirkii: originario dell’Africa orientale, questo arbusto sempreverde dal portamento un po’ disordinato può crescere fino a 60 cm. di altezza. In estate produce fiori larghi 2,5 cm., di colore blu-viola con la gola bianco-giallastra.

Fiori di Thunbergia spp. Fiori di Thunbergia spp. (foto www.agraria.org)

Esigenze ambientali, substrato, concimazioni ed accorgimenti particolari

Temperatura: la temperatura minima invernale non deve essere inferiore a 10 °C; quella ideale si aggira intorno ai 16 °C. Con temperature troppo basse la pianta può perdere tutte le foglie. In tal caso bisogna tagliare i fusti a 30 cm. dalla base e aspettare che la pianta emetta nuovi germogli.
Luce: posizione luminosa, ma riparata dal sole diretto.
Annaffiature e umidità ambientale: annaffiare regolarmente in primavera-estate; ridurre le somministrazioni in autunno-inverno, avendo cura di mantenere il substrato appena umido.
Substrato: miscuglio a base di terra di brughiera, terriccio di foglie e terra silicea in parti uguali.
Concimazioni ed accorgimenti particolari: si rinvasano annualmente a marzo utilizzando contenitori di dimensioni superiori se necessario. In tale occasione è bene procedere alla cimatura degli apici vegetativi delle piante giovani (per stimolarne l’accestimento) e alla potatura degli esemplari adulti cresciuti troppo e disordinatamente. I fiori appassiti devono essere asportati, per ottenere una fioritura più duratura. Tra giugno e settembre somministrare un concime liquido ogni quindici giorni. Tutte le specie rampicanti devono essere sostenute con tutori adeguati.

Moltiplicazione e potatura

Moltiplicazione: T. alata e T. gregorii si seminano in febbraio-marzo su composta umida in una cassetta da riproduzione, in ambiente con alta umidità e temperatura di 18-24 °C. Di solito, germinano nel giro di una settimana. Le nuove piantine si trapiantano in singoli vasi di 8 cm. di diametro, non appena raggiunta l’altezza di 10-12 cm. ed emesse 2-3 foglie. Successivamente devono essere rinvasate e trattate come piante adulte. T. grandiflora si moltiplica, in aprile-maggio, mettendo a radicare in una cassetta da riproduzione, riempita di una miscela di torba e sabbia umida, in posizione ombreggiata e alla temperatura di 20-22 °C., talee lunghe 10-15 cm., ottenute tagliando i fusti subito sotto il nodo di una foglia ed eliminando le foglie più basse. A radicazione avvenuta (alla ripresa della crescita) devono essere trapiantate in singoli vasetti.
Potatura: al momento del rinvaso è bene procedere alla cimatura degli apici vegetativi delle piante giovani (per stimolarne l’accestimento) e alla potatura degli esemplari adulti cresciuti troppo e disordinatamente.

Malattie, parassiti e avversità

- Foglie che perdono colore e cadono: annaffiature eccessive in inverno.

- Bruciature sulle foglie: esposizione al sole diretto, specie dopo spruzzature.

- Afidi: attaccano foglie e fiori. Succhiano la linfa e rendono la pianta appiccicosa. Si eliminano lavando la pianta e trattandola con insetticidi specifici.

Nome genere I - Z
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