Strelitzia - Strelitzia spp.
Atlante delle piante da vaso - Piante da appartamento e da balcone

Classificazione, provenienza e descrizione

Nome comune: Strelitzia, Uccello del Paradiso.
Genere: Strelitzia.

Famiglia: Musaceae.

Etimologia: il nome onora Sophia Carlotta di Mecklemburg-Strelitz, diventata regina di Gran Bretagna, nel 1761, sposando Giorgio III.
Provenienza: Africa meridionale.

Descrizione genere: comprende cinque specie di piante, perenni, sempreverdi, delicate adatte alla coltivazione in serra o all’aperto solo nelle regioni a clima particolarmente mite. Presentano un apparato radicale carnoso, voluminoso e robusto, talvolta rizomatoso. Sono piante praticamente acauli o talvolta provviste di un falso fusto formato dalla base guainante dei piccioli delle foglie, molto ravvicinate, con la grande lamina (anche più di 30 cm.) lucida, di consistenza coriacea, di colore verde scuro e di forma ovale-lanceolata. I fiori, portati da scapi che, solitamente più alti delle foglie, possono essere apicali o inseriti all’ascella della guaina fogliare, sono belli e appariscenti, ermafroditi e presentano gli elementi del perianzio fortemente diseguali e protetti da una brattea dalla quale fuoriescono sepali, petali e stami. La fioritura può durare da ottobre a maggio inoltrato.

Strelitzia reginae - Uccello del Paradiso Strelitzia reginae - Uccello del Paradiso (foto www.agraria.org)

Strelitzia reginae - Uccello del Paradiso Strelitzia reginae - Uccello del Paradiso (foto www.agraria.org)

Specie e varietà

Strelitzia augusta (sin. S. alba): questa specie presenta foglie dalla forma oblunga e di colore verde scuro, che possono raggiungere anche i due metri di lunghezza. Dall’ascella delle foglie più basse si origina il corto scapo che porta i fiori bianchi, racchiusi in una brattea spatiforme porpora scuro. Fiorisce da ottobre a novembre e può raggiungere i 5-6 m. di altezza.

Strelitzia parvifolia: di questa specie acaule si trova in coltivazione una varietà: “Juncea”. Questa presenta foglie, dalla lamina non molto grande, portate da piccioli lunghi 1,2-1,5 m., riunite in folti ciuffi che ricordano cespugli di giunco palustre. Una brattea verde, portata alla sommità degli scapi fiorali, si schiude in aprile-maggio rendendo visibili il blu e il giallo dei fiori.

Strelitzia reginae o Uccello del paradiso: originaria dell’Africa meridionale, questa specie acaule, presenta un folto cespo di foglie lucide, coriacee, ovali, con un’evidente venatura centrale, lunghe 30-40 cm., di colore verde brillante con sfumature bluastre, portate da robusti piccioli lunghi anche 75 cm. Da ottobre a maggio, steli fiorali, lunghi anche più di un metro, portano alla sommità una brattea spatiforme, acuminata, lunga 20 cm., di colore verde sfumato di porpora, che aprendosi lascia sbocciare in sequenza 5-6 fiori formati da sepali giallo-arancio e tre petali viola-azzurri (uno, il più corto, a forma di cappuccio; gli altri due sagittati e saldati). Può crescere fino a 90-120 cm.

Strelitzia nicolai: originaria del Sud Africa, a crescita moderata, alta fino a 8 m con foglie simili a quelle del banano, lunghe fino a tre metri con la lamina di circa 1,5 m; i fiori riuniti in infiorescenze simili al becco di un airone di colore dal purpureo al bluastro scuro.

Strelitzia nicolai Strelitzia nicolai (foto www.plantoftheweek.org)

Strelitzia nicolai Strelitzia nicolai (foto www.agraria.org)

Esigenze ambientali, substrato, concimazioni ed accorgimenti particolari

Temperatura: la temperatura ideale in estate non dovrebbe essere superiore a 18 °C. La temperatura minima invernale non deve essere inferiore a 10-15 °C. Anche temperature invernali troppo alte non sono indicate, in quanto potrebbero ostacolare la fioritura. Tali regole sono fondamentali per le piante di 5-6 anni, in grado di fiorire; mentre possono essere meno tassative per le piante giovani, che non hanno ancora cominciato a fiorire.
Luce: intensa e diffusa, al riparo dai raggi diretti del sole.
Annaffiature e umidità ambientale: annaffiare frequentemente e abbondantemente tutto l’anno, ad eccezione del periodo di riposo, che corrisponde a giugno-luglio.
Substrato: terricciato di letame ben maturo, con aggiunta di sabbia per alleggerirlo e aumentarne il drenaggio. Queste piante infatti non sopportano i ristagni d’acqua.
Concimazioni ed accorgimenti particolari: le piante mature non devono essere rinvasate, per non compromettere la fioritura. Sarà sufficiente sostituire lo strato superficiale (2,5-5 cm.) di terreno con terriccio nuovo. Somministrare concime liquido da ottobre a maggio.

Moltiplicazione

Si possono ottenere nuovi esemplari, all’inizio dell’estate, per divisione dei cespi. La semina, in marzo-aprile, in terrine riempite con composta per semi, tenute alla temperatura di 18-20 °C, produrrà piante che saranno in grado di fiorire nel giro di 5-6 anni.

Malattie, parassiti e avversità

 

Nome genere I - Z
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