Rapis - Rhapis spp.
Atlante delle piante da vaso - Piante da appartamento e da balcone

Classificazione, provenienza e descrizione

Nome comune: Rapis.
Genere: Rhapis.

Famiglia: Palmaea.

Provenienza: sud della Cina e Giappone.

Descrizione genere: comprende circa 12 specie di palme che presentano steli rigidi non ramificati, coperti da una specie di fibra lucida color rosso bruno, che portano foglie a forma di ventaglio costituite da elementi più sottili e lunghi anche 20 cm.

Foglie di Rhapis excelsa Foglie di Rhapis excelsa

Specie e varietà

Rhapis excelsa: originaria della Cina e del Giappone, questa specie che ricorda il bambù, presenta fusti rigidi non ramificati e ricoperti da una fibra ruvida e bruna. Le foglie, portate da steli lunghi circa 30 cm., hanno forma di ventaglio e sono costituite da elementi più sottili lunghi anche 20-25 cm. In casa può raggiungere 1,5 m. di altezza. La varietà “Zuikonishiki” presenta le foglie variegate.

Rhapis humilis: questa specie presenta fusti rigidi, simili a giunchi, più sottili di quelli di R. excelsa. Le foglie, sempre a forma di ventaglio, sono lunghe 20-30 cm. e sono divise in 10-20 sezioni più sottili.

Rhapis excelsa Rhapis excelsa

Esigenze ambientali, substrato, concimazioni ed accorgimenti particolari

Temperatura: la temperatura minima invernale non deve essere inferiore a 13 °C.
Luce: posizione luminosa, ma al riparo dai raggi diretti del sole.
Annaffiature e umidità ambientale: annaffiare abbondantemente da aprile a settembre; in autunno-inverno, è sufficiente mantenere il terriccio appena umido. L’umidità ambientale deve essere aumentata, specie in giornate molto calde (sia in estate che in inverno) spruzzando le foglie con acqua tiepida e mettendo i vasi su terrine riempite di ciottoli bagnati. Una buona umidità ambientale previene gli attacchi di cocciniglie e ragnetto rosso.
Substrato: un buon terriccio da vaso.
Concimazioni ed accorgimenti particolari: si rinvasano in marzo-aprile ogni due anni utilizzando vasi di dimensioni maggiori, se necessario. Nell’anno in cui non si effettua il rinvaso occorre sostituire lo strato superficiale (2-5 cm) del substrato con composta nuova. Somministrare del concime liquido a cadenza settimanale. Pulire regolarmente le foglie con un panno umido e tagliare quelle basali rovinate.

Moltiplicazione

Si possono ottenere nuovi esemplari staccando i polloni, che si formano alla base della pianta (avendo cura di lasciare una buona porzione di radici) e piantandoli in aprile o settembre in vasi riempiti di normale terriccio universale.

Malattie, parassiti e avversità

- Foglie ingiallite e con le punte imbrunite: scarsa umidità.

- Foglie bruciate: esposizione al sole diretto.

- Cocciniglie cotonose: può attaccare le piante, specie in presenza di clima caldo e secco. Bisogna asportarle, trattare la pianta con un prodotto anticoccidico ed elevare il tasso di umidità ambientale (le spruzzature e i lavaggi fogliari permettono di eliminare le cocciniglie allo stato larvale). In alternativa al prodotto chimico, si possono strofinare le parti colpite con un batuffolo di cotone bagnato con acqua e alcool.

- Cocciniglie brune: si manifestano con la formazione di escrescenze (determinate dal piccolo “guscio”) marroni e conferendo alla pianta un aspetto nerastro e appiccicoso (a causa della produzione da parte della pianta di sostanze zuccherine che la rendono soggetta all’attacco di funghi e fumaggini). Si combattono asportandole e trattando la pianta con un prodotto anticoccidico o strofinando le parti colpite con un batuffolo imbevuto di acqua e alcool.

- Ragnetto rosso: acaro che si sviluppa facilmente in ambienti caldi e secchi. Se ne può prevenire la comparsa spruzzando le foglie e mantenendo alta l’umidità ambientale (ad esempio ponendo la pianta su una terrina riempita di ciottoli tenuti sempre bagnati, facendo attenzione che l’acqua non raggiunga mai il fondo del vaso). Si combatte con prodotti acaricidi.

Nome genere I - Z
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