Pellea - Pellaea spp.
Atlante delle piante da vaso - Piante da appartamento e da balcone

Classificazione, provenienza e descrizione

Nome comune: Pellea.
Genere: Pellaea.

Famiglia: Polypodiaceae.

Etimologia: dal greco “pellos”, scuro, a causa del colore scuro delle fronde e del rachide.
Provenienza: Nuova Zelanda.

Descrizione genere: comprende circa 80 specie di felci a foglie persistenti e caduche, che risultano particolarmente adatte alla coltivazione in panieri sospesi.

Pellaea Pellaea (foto www.science.siu.edu)

Specie e varietà

Pellaea rotundifolia: specie di felce rizomatosa che presenta fronde, che nascono direttamente dai rizomi e non superano mai i 30 cm. di lunghezza, formate da un rachide nerastro sul quale sono inserite 20-40 foglioline semplici, disposte in modo alternato, di colore verde scuro e con i margini leggermente dentati e dalla forma rotondeggiante allo stadio giovanile e oblunga allo stadio adulto. La pianta presenta un aspetto accestito e un portamento prostrato, che diventa semi-eretto negli esemplari adulti.

Pellaea viridis: presenta fronde lunghe anche 45 cm., composte da foglioline piumose, di colore verde scuro con picciolo nero.

Esigenze ambientali, substrato, concimazioni ed accorgimenti particolari

Temperatura: la temperatura minima invernale deve aggirarsi intorno a 5-7 °C; la temperatura massima invernale non deve salire oltre i 21 °C.
Luce: esposizione luminosa, ma al riparo dal sole diretto.
Annaffiature e umidità ambientale: annaffiare abbondantemente in primavera-estate; ridurre le somministrazioni in autunno-inverno (specie se la temperatura è bassa) lasciando che il terreno asciughi tra l’una e l’altra. Si dovranno evitare assolutamente ristagni di acqua nel sottovaso, visto che in natura la pianta cresce nelle fessure delle rocce dove questo non può assolutamente accadere. L’umidità ambientale dovrebbe essere innalzata con ogni mezzo: risulteranno molto utili nebulizzazioni delle foglie che, in ambienti troppo asciutti e caldi (temperatura superiore a 21 °C), rischiano di seccare e cadere. È bene utilizzare acqua tiepida e non calcarea.
Substrato: terriccio fibroso torba e sabbia grossolana, per assicurare un ottimo drenaggio.
Concimazioni ed accorgimenti particolari: si rinvasano a marzo, se necessario. Per la coltivazione in panieri sospesi, è bene foderare il contenitore con sfagno (da evitare assolutamente la plastica). Da maggio a settembre somministrare concime liquido a cadenza bisettimanale.

Moltiplicazione

In primavera si possono ottenere nuovi esemplari divedendo i cespi, che dovranno essere ripiantati immediatamente, facendo attenzione che ogni nuova piantina presenti rizomi o parti di essi (che potranno essere anche tagliati) sani e con gemme. Le annaffiature all’inizio dovranno essere somministrate con molta cautela.

Malattie, parassiti e avversità

- Pianta che deperisce: temperatura massima invernale superiore a 21 °C.

- Foglie che disseccano e deperiscono: scarsa umidità ambientale.

Nome genere I - Z
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