Passiflora o Fiore della passione - Passiflora spp.
Atlante delle piante da vaso - Piante da appartamento e da balcone

Classificazione, provenienza e descrizione

Nome comune: Passiflora, Fiore della passione.
Genere: Passiflora.

Famiglia: Passifloracee.

Etimologia: dal latino “passio”, passione e ”flos”, fiore. Il nome fu ratificato da Linneo sulla base di quello dato alla pianta dai primi colonizzatori spagnoli, che ritrovarono nel fiore gli strumenti della passione di Cristo: la corona di spine (rappresentata dai filamenti disposti a raggiera nella parte centrale), la colonna della flagellazione (lo stilo), i tre chiodi (gli stigmi), la spugna imbevuta di fiele (i tre stami).
Provenienza: zone tropicali e sub-tropicali dell’America, dal Brasile al Messico.

Descrizione genere: comprende circa 500 specie di piante sempreverdi (erbacee, arbustive e persino arborescenti) delicate (possono essere coltivate all’aperto solo nelle zone a clima mite), ma comunque vigorose, dotate di forti viticci ascellari, per mezzo dei quali si arrampicano a qualsiasi sostegno. Le foglie sono alterne, con forma variabile da specie a specie (intera, lobata o digitata). I fiori, appiattiti e generalmente solitari, si formano all’ascella delle foglie superiori e presentano il calice formato da sepali espansi disposti a costituire un corto tubo alla cui fauce si apre la corolla formata, sovrastata da una corona di filamenti, talvolta doppia o tripla. Gli stami presentano i filamenti saldati in un tubo in cui è inserito l’ovario. La fioritura è seguita dalla produzione di bacche spesso di notevoli dimensioni e talvolta commestibili (P. edulis e P. quadrangolaris).

Passiflora caerulea Passiflora caerulea (foto www.agraria.org)

Specie e varietà

Passiflora alata: originaria del Perù, questa specie delicata è adatta alla coltivazione in serra e presenta fiori profumati rosso porpora con filamenti bianchi e rossi.

Passiflora x allardi: questo ibrido di origine orticola è stato ottenuto dall’incrocio tra P. quadrangolaris e P. caerulea “Constance Elliot”. Presenta foglie palmate divise in 3-5 lobi. Da giugno a ottobre produce fiori, larghi 8 cm., di colore bianco con sfumature rosa e corona azzurra. Cresce fino a 6-7 m. di altezza.

Passiflora caerulea: originaria del Brasile, questa specie semirustica che può essere allevata all’aperto quasi in tutta Italia, presenta rami che restano a lungo erbacei (lignificando solo dopo molto tempo) che portano foglie persistenti o semipersistenti a seconda del clima, di colore verde chiaro, digitate, formate da cinque segmenti di forma lanceolata. Da luglio a settembre produce fiori larghi 6-8 cm. con petali e sepali bianco-verdognoli e filamenti della corona di tre colori (blu all’apice, bianco al centro e bruno-porpora alla base). La fioritura è seguita dalla produzione di bacche ovoidali giallo-arancione commestibili, ma poco saporiti. Può raggiungere i 6-10 m. di altezza. Tra le varietà più interessanti: “Constance Elliot”, a fiori bianco puro; “Imperatrice Eugenia”, ibrido ottenuto incrociando P. caerulea con P. triangularis, più delicato e adatto alla coltivazione in vaso, che presenta fiori rosa. NB. Se coltivata in vaso necessita di potature di formazione che le permettano di ramificare molto senza crescere troppo in altezza. Inoltre si possono utilizzare supporti semi-circolari che permettano ai rami di avvolgervisi intorno dando origine a esemplari più compatti.

Passiflora x caponii: questo ibrido, ottenuto dall’incrocio tra P. quadrangolaris e P. racemosa, presenta aspetto simile a P. quadrangolaris, ma con foglie trilobate e di maggiori dimensioni. I fiori possono essere di vari colori. Raggiunge i 7-8 m. di altezza.

Passiflora coccinea: questa specie delicata è adatta solo alle regioni meridionali. Presenta fusti tomentosi, color porpora che portano foglie ovali, dai margini dentati. In luglio-agosto produce fiori larghi con petali rosso vivo e corona di filamenti piccola e poco appariscente. Cresce fino a 6 m. di altezza.

Passiflora edulis: originaria dell’America Meridionale, questa specie presenta foglie trilobate, di colore verde intenso. Dalla fine di giugno produce fiori larghi 8 cm., di colore bianco con corona di filamenti porpora, ai quali fanno seguito, già dal primo anno, bacche ovali commestibili e molto profumate, di colore porpora-violetto che maturano in agosto-settembre. Cresce fino a 6-7 m. di altezza.

Passiflora ligularis: questa specie adatta alla coltivazione in serra presenta foglie appuntite e fiori di colore rosso scuro e verde ai quali fanno seguito bacche commestibili.

Passiflora mollissima o Tacsonia mollissima: originaria dell’America Meridionale questo rampicante presenta foglie trilobate, ricoperte da una peluria biancastra. Da giugno a settembre produce fiori con calice lungo e sviluppato e petali rosa. La corona invece si presenta rada e poco appariscente. La fioritura è seguita dalla produzione di bacche ovoidali, lunghe circa 8 cm., di colore giallo carico. Cresce fino a 8-10 m.

Passiflora quadrangularis: originaria dell’America Meridionale (dove viene chiamata granadilla), questa specie presenta fusti quadrangolari che portano foglie intere ovato-cordate. Da giugno a settembre produce fiori grandi (8-10 cm.), profumati e vistosi, con sepali bianchi e petali rossastri. La corona centrale, lunga e prominente, tanto da sovrastare i petali, è formata da filamenti ondulati e colorati di bianco, azzurro e porpora. La fioritura è seguita dalla produzione di frutti ovoidali, gialli, lunghi fino a 20-25 cm., commestibili e di ottimo sapore, che, difficilmente compariranno in coltivazione in ambienti interni, a meno che non si tratti di serre. Cresce fino a 8-10 m. di altezza. Più delle altre specie non tollera i raggi del sole e l’aria calda e secca. Necessita di un’elevata umidità ambientale. Se si vuole essere certi della produzione dei frutti è bene ricorrere all’impollinazione artificiale, da eseguire con un pennellino, quando si pensi che gli stigmi siano recettivi.

Passiflora racemosa o P. princeps: originaria del Brasile, questa specie delicata e vigorosa presenta foglie glabre e trilobate (anche se talvolta si possono presentare anche intere). Da giugno a settembre produce fiori ascellari, che, dapprima solitari o appaiati, verso l’apice dei rami si riuniscono in racemi penduli. Essi presentano petali espansi o estroflessi di colore carminio chiaro o porpora. La corona centrale è formata da filamenti eretti e corti di colore bianco e porpora sulla parte esterna e da filamenti cortissimi e rossi sulla parte interna. Questa passiflora necessita di temperature invernali più elevate rispetto alle altre specie (12-16 °C). Cresce fino a 7 m. di altezza.

Passiflora umbellicata: originaria del Brasile, questa specie presenta foglie trilobate di colore verde scuro e fiori, larghi 8-10 cm, di colore porpora scuro, che compaiono da luglio a settembre. Può crescere fino a 6-7 m.

Passiflora racemosa Passiflora racemosa (Giardino Botanico di Berlino) (foto www.agraria.org)

Esigenze ambientali, substrato, concimazioni ed accorgimenti particolari

Temperatura: la temperatura minima invernale non deve essere inferiore a 5-10 °C. (fa eccezione P. racemosa, che richiede anche 12-16 °C). Se il gelo dovesse danneggiare la parte aerea della pianta, questa generalmente ributta nuovi germogli dalla base.
Luce: fortissima per fiorire. La maggior parte delle specie richiede un’esposizione parzialmente soleggiata o meglio a mezz’ombra, specie durante le nostre estati calde e asciutte.
Annaffiature e umidità ambientale: le annaffiature devono essere frequenti dalla primavera all’autunno; più diradate in inverno, specie alle basse temperature. L’umidità ambientale deve essere mantenuta elevata, visto che l’aria eccessivamente asciutta provoca la caduta delle foglie.
Substrato: miscela a base di terra di giardino, terriccio e torba. Si dovrà fare particolare attenzione al drenaggio dei vasi che dovrà essere ottimo, per evitare nocivi ristagni di acqua.
Concimazioni ed accorgimenti particolari: se si coltivano in vaso, bisogna avere l’accortezza di scegliere contenitori adeguati allo sviluppo radicale delle piante. Anche i tutori dovranno essere adeguati alla vigorosità della pianta in questione. In primavera si procederà a una concimazione con letame.

Moltiplicazione e potatura

Moltiplicazione: le passiflore si seminano da ottobre a febbraio in terrine o vasi alla temperatura di 18-20 °C. Le piantine dovranno essere ripicchettate singolarmente in vasi di 8 cm. di diametro, non appena risultino abbastanza grandi da poter essere maneggiate agevolmente. Successive rinvasature saranno effettuate via via che la pianta cresce. Le piante destinate alla coltivazione all’aperto devono essere tenute in cassone freddo fino a maggio. Nuovi esemplari si possono ottenere anche mettendo a radicare, in cassone da moltiplicazione in una miscela di torba e sabbia, talee ottenute in luglio-agosto, prelevando dai fusti rametti lunghi 8-10 cm. A radicazione avvenuta le piantine dovranno essere trapiantate in singoli vasi di 10 cm. di diametro e trattate come quelle ottenute da seme. Non tutte le specie radicano facilmente per talea e quelle più delicate potranno essere moltiplicate anche per propaggine, interrando in un vasetto a parte il ramo interessato, nel punto in cui è semilegnoso.
Potatura: in febbraio-marzo è bene eliminare i rami deboli o danneggiati dal freddo e sfoltire le piante particolarmente rigogliose, tagliando i rami a 15 cm. di lunghezza. Per P. caerulea vedere i consigli riportati nella scheda specifica.

Malattie, parassiti e avversità

- Scarsa produzione di frutti: aria troppo asciutta.

- Foglie che disseccano e cadono: aria troppo asciutta.

- Virus del mosaico del cetriolo: determina la comparsa di piccole macchie gialle, clorotiche, lungo le nervature delle foglie e successivamente la deformazione e l’accartocciamento delle stesse. I sintomi si manifestano ciclicamente in primavera o inverno e scompaiono in estate. La lotta è di natura preventiva (evitare il contagio da parte di altre piante infette o di insetti veicolanti il virus, come afidi e cicadelle). Le piante colpite dovrebbero essere eliminate, per evitare il diffondersi della malattia.

- Afidi: attaccano foglie e fiori. Succhiano la linfa e rendono la pianta appiccicosa. Si eliminano lavando la pianta e trattandola con insetticidi specifici.

Nome genere I - Z
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