Lavanda - Lavanda
Atlante delle piante da vaso - Piante da appartamento e da balcone

Classificazione, provenienza e descrizione

Nome comune: Lavanda, Spigo, Nardo.
Genere: Lavanda.

Famiglia: Labiatae.

Etimologia: dal latino “lavare”, riferito all’uso di mettere l’essenza o i fiori di lavanda nell’acqua del bagno.
Provenienza: paesi del bacino del Mediterraneo, Indie e isole atlantiche come Azzorre, Madera, Canarie ecc.

Descrizione genere: comprende 28 specie di piante suffruticose o arbustive, perenni, sempreverdi e rustiche, che presentano foglie in genere di forma allungata e fiori, tubulosi, che sbocciano riuniti in spicastri terminali e spesso accompagnati da brattee colorate. Sono piante aromatiche dal profumo caratteristico, ma differente a seconda della specie presa in considerazione. Sembra che le piante coltivate in terreni silicei presenti un aroma più delicato. Le ghiandole che secernono l’olio aromatico sono presenti in tutte le parti aeree della pianta, ma sono particolarmente concentrate a livello dei fiori. Possono essere usate per formare bordure e siepi o per ricoprire terreni aridi. L’essenza di lavanda è utilizzata in profumeria, mentre i fiori secchi sono usati, conservati in sacchetti, per profumare la biancheria. Le spighe di lavanda possono essere utilizzate anche in cucina, per preparare gelatine, aromatizzare marmellate, aceto, dolci, creme, stufati; conosciuto è anche il miele di lavanda. L’olio essenziale di qualità migliore è quello ottenuto da L. angustifolia e L. stoechas. I rametti fiorali di L. latifolia hanno azione repellente verso le mosche. L’olio ottenuto da questa specie viene utilizzato dai pittori di porcellana nella fabbricazione delle vernici e talvolta in profumeria, come adulterante.

Pianta di LavandaPianta di Lavanda (foto www.agraria.org)

Specie e varietà

Lavanda x hybrida: questo ibrido, ottenuto incrociando L. latifolia con L. vera, presenta fusti fioriferi legnosi e molto ramificati nella parte superiore, che portano grandi foglie, simili a quelle della salvia, che in estate assumono un bel colore verde, mentre in inverno si ricoprono di una sottile peluria. In agosto produce infiorescenze a spiga costituite da fiori tubulosi con calice grigio-glauco, corolla blu scuro e stami sterili. Presenta buon vigore e cresce fino a 50-70 cm. di altezza.

Lavanda x intermedia “Dutch”: detta anche Lavanda olandese cresce fino a 60-80 cm. di altezza e 60 cm. di diametro. Presenta una vegetazione vigorosa e grandi foglie che assumono una bella colorazione invernale o in caso di tempo umido. I fiori sono blu-violetto, meno colorati e profumati di quelli di L. angustifolia. Presenta una buona rusticità.

Lavanda angustifolia o L. vera: originaria dell’Europa meridionale, questa specie presenta foglie lineari di colore grigio-verde. Somiglia molto a L. spica, ma si differenzia da questa per le foglie che sono più strette e verdi e rimangono lineari, non diventando mai spatolate o a forma di cuneo come può avvenire nella specie summenzionata. Da giugno a settembre produce spicastri lunghi circa 6 cm., formati da fiorellini tubulosi di colore azzurro-viola, portati da rami semplici, lunghi e nudi. Cresce fino a 20-60 cm. di altezza e 50-100 cm. di diametro. Tra le varietà in commercio troviamo: “Alba”, a fiori bianchi; “Grosso”, più vigorosa e fiorifera della specie tipo, produce fiori particolarmente profumati; “Hidcote”, a fiori porpora intenso; “Nana Alba”, alta e larga 30 cm. con foglie grigio-argenteo e spicastri di fiori bianchi lunghi 3-5 cm.; “Nana Compatta” o “Munstead”, con fiori rosso-porporra-scuro; “Rosea”, a fiori rosa pallido.

Lavanda dentata: diffusa in Italia, Spagna, Malta, Marocco e Algeria, questa specie cespitosa che raggiunge le dimensioni di 60-80 cm. di altezza e 60 cm. di larghezza. Le foglie, opposte e tomentose, presentano i margini dentati (a denti dall’apice arrotondato) e la lamina verde sulla pagina superiore e grigiastra su quella inferiore. In luglio-agosto produce fiori di colore blu chiaro-violetto, coronati da brattee ovate viola chiaro. Pianta poco rustica, teme il freddo e predilige i climi miti. Può anche essere coltivata in vaso da portare al riparo nel periodo invernale.

Lavanda latifolia: originaria dei paesi del Mediterraneo, presenta foglie spatolate, di colore grigio-argenteo e ricoperte da una fine peluria e brattee fiorali lineari e verdastre. In luglio-agosto produce spighe terminali formate da fiori azzurro pallido. Cresce fino a 30-80 cm. di altezza e teme molto il gelo.

Lavanda multifida o L. pinnata: originaria di Madera (secondo Masson), questa specie cespitosa presenta foglie pennate, di colore argenteo, quasi bianco e senza profumo. I fiori violetti sono più grandi di quelli di L. dentata.

Lavanda spica o L. officinalis: originaria delle regioni del Mediterraneo, questa specie presenta rami quadrangolari, che portano foglie lineari, lunghe 3,5-5 cm. e larghe 0,5 cm., di colore grigio-argenteo, con i margini leggermente ricurvi verso il basso. Tutta la pianta è ricoperta da una minuta peluria. Da giugno a settembre produce infiorescenze terminali lunghe 5-8 cm. formate da piccoli fiori dalla corolla tubulosa di colore grigio-azzurro pallido e bilabiata. Cresce fino a 50-100 cm. di altezza. Predilige un terreno leggero e in pieno sole. Tra le varietà in commercio troviamo: “Hidcote”, conosciuta anche come L. nana atropurpurrea, che presenta uno sviluppo di 30-60 cm. di altezza e 40-60 di diametro, con fiori azzurro-porpora-viola; “Twickle Purple”, che si sviluppa fino a 0,5-1 m. di altezza e larghezza, con spighe sottili di fiori viola; “Munstead Dwarf”, dai fiori scuri e dalla taglia ridotta, utilizzata per formare siepi.

Lavanda stoechas ssp. peduncolata: originaria dei paesi del Mediterraneo, questa specie, nota anche come “stecade”, presenta foglie lineari, assai strette, addensate in prossimità dei nodi, di colore grigio-verde, ricoperte su entrambe le pagine di densi peli bianchi vellutati. Da aprile a luglio produce spighe terminali, lunghe 2,5-5 cm., quadrangolari, formate da fiori porpora scuro. Queste presentano la particolarità di essere sormontate da un ciuffo di brattee viola, che persiste anche dopo la caduta dei fiori. Il profumo di questi è più forte e ricorda quello del rosmarino. Cresce fino a 60 cm. di altezza e 50 cm. di diametro. Presenta una rusticità incompleta: deve essere protetta dal freddo.

Fiori di Lavanda angustifolia Fiori di Lavanda angustifolia (foto www.agraria.org)

Esigenze ambientali, substrato, concimazioni ed accorgimenti particolari

Temperatura: esistono specie rustiche, resistenti al freddo (L.vera o angustifolia, L. x intermedia) e specie più delicate, adatte a climi miti (L. latifolia, L. stoechas, L. dentata).
Luce: esposizione soleggiata.
Annaffiature e umidità ambientale: tollera anche la siccità.
Substrato: terreno ben drenato, asciutto, magro, argilloso, umoso, più o meno calcareo.
Concimazioni ed accorgimenti particolari: si pianta in primavera o in settembre-ottobre. I fiori da destinare all’essiccazione devono essere raccolti prima della completa schiusura, legati in mazzetti da appendere in luogo ombroso e ben aerato. Si consiglia di sostituire le piante ogni 5-6 a causa della loro tendenza a perdere armonia e forma con il passare del tempo.

Moltiplicazione

Moltiplicazione: si possono ottenere nuovi esemplari mettendo a radicare, alla fine dell’estate, in un miscuglio di torba e sabbia mantenuto umido e in cassone freddo, talee lunghe 10 cm., prelevate dai germogli di un anno, laterali e non fioriferi, avendo cura di lasciare una porzione di legno vecchio. Le nuove piantine potranno essere messe a dimora nella primavera successiva. Si può anche procedere piantando, in autunno e all’aperto, direttamente a dimora, talee di 15-20 cm. Le talee più giovani radicano più rapidamente e producono piante più simmetriche di quelle legnose. Le piantine ottenute per talea devono essere sottoposte a potatura nel primo anno, per impedire loro di fiorire e permettere invece l’irrobustimento del fusto.
Potatura: alla fine della fioritura, si deve procedere alla potatura di tutti i fusti fioriferi, a livello del terreno e alla cimatura delle piante. Le piante particolarmente deperite possono essere sottoposte a potatura drastica (raso terra) per dare loro nuovo vigore e un aspetto cespuglioso, stimolando lo sviluppo di nuovi germogli basali.

Malattie, parassiti e avversità

Funghi:
- un fungo del genere Armillaria risulta molto pericoloso. Si combatte estirpando le piante colpite e disinfettando il terreno con prodotti specifici.
- l’attacco di Septoria lavandulae si riconosce per la comparsa di macchie sulle foglie. Si combatte con poltiglia bordolese o altri prodotti fungicidi.
- un fungo del genere Phoma determina l’imbrunimento dei rami, l’appassimento dei giovani germogli e il deperimento delle radici. Si combatte con prodotti specifici.
- Botrytis cinerea: attacca i germogli che si ricoprono di muffa. Fa la sua comparsa quando la stagione è particolarmente umida. Si combatte con prodotti specifici.

Alcuni bruchi possono attaccare i giovani germogli e le foglie. Si combattono con prodotti specifici, da non utilizzare durante la fioritura per la tossicità nei confronti delle api.

Nome genere I - Z
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