Maranta - Maranta spp.
Atlante delle piante da vaso - Piante da appartamento e da balcone

Classificazione, provenienza e descrizione

Nome comune: Maranta.
Genere: Maranta.

Famiglia: Marantaceae.

Etimologia: il nome ricorda Bartolomeo Maranta, medico e botanico del XVI° secolo.
Provenienza: sottobosco della foresta equatoriale del Brasile e della Guyana.

Descrizione genere: comprende circa 25 specie di piante erbacee perenni, sempreverdi che presentano foglie grandi e molto appariscenti, per le venature e le screziature che le caratterizzano, portate da fusti ridotti e solitamente striscianti. I fiori, che talvolta possono comparire riuniti in spighe, sono bianchi, piccoli e poco appariscenti.

Maranta leuconeura Maranta leuconeura (foto www.agraria.org)

Specie e varietà

Maranta arundinacea: questa specie è l’unica a portamento eretto. Presenta foglie ovali, lucide, che raggiungono i 20-30 cm. di lunghezza e 10 cm. di larghezza, portate da fusti con andamento zigzagante che raggiungono anche i 3 m. di lunghezza. Sono screziate di bianco le foglie della varietà “Variegata”.

Maranta bicolor: presenta foglie ellittiche lunghe 15 cm. e larghe 10, di colore verde chiaro, con macchie grandi e regolari color verde più scuro sulla pagina superiore e porpora su quella inferiore, questa specie che cresce fino 20 cm. di altezza o poco più.

Maranta leuconera: questa specie raggiunge i 30 cm. di altezza e presenta fusti prostrati che presentano numerosi nodi a livello dei quali ciuffi di foglie e, se le condizioni sono ottimali, radici. Le foglie, lunghe circa 15 cm., prendono inserzione sul fusto per mezzo di un lungo picciolo guainante e alato, dal quale spuntano anche le nuove, prima avvolte su se stesse e, successivamente, a lamina distesa. La specie comprende tre varietà principali:
· kerchoveana: le foglie di questa varietà, grandi e vellutate, presentano, ai lati della venatura principale, una serie di macchie brune che col tempo diventano verde scuro. I fiori compaiono facilmente, riuniti in racemi scorpioidi, ma, piccoli e biancastri, non hanno nessun valore decorativo.
· massangeana: presenta foglie vellutate con disegno centrale argenteo che si estende in linee sottili a spina di pesce verso il margine fogliare, lungo le nervature. La parte di lamina compresa tra una nervatura e l’altra presentano sfumature dal bruno al verde.
· erythroneura o tricolor: questa varietà deve il suo nome al colore rosso carminio che caratterizza le nervature fogliari. La lamina, sempre vellutata, presenta una striscia centrale verde pallido e le zone comprese tra le venature di colore verde-bruno, talvolta con sfumature o macchie più scure centrali. La pagina inferiore è rossastra. Nel linguaggio orticolo è spesso denominata “tricolor”.

Maranta arundinacea Maranta arundinacea (Giardino Botanico di Berlino) (foto www.agraria.org)

Esigenze ambientali, substrato, concimazioni ed accorgimenti particolari

Temperatura: la temperatura minima invernale non deve scendere al di sotto dei 15-16 °C. La varietà “kerchoveana” tollera anche qualche grado in meno, piuttosto che l’aridità dell’aria dovuta al riscaldamento dei nostri appartamenti.
Luce: deve essere buona, ma diffusa (non tollerano il sole diretto) e non eccessiva. Un eccesso di luminosità determinerà lo stesso effetto provocato dalla carenza di luce: lo scolorimento delle foglie.
Annaffiature e umidità ambientale: annaffiare abbondantemente in estate; più moderatamente in inverno. L’umidità ambientale dovrebbe essere innalzata con ogni mezzo. Sarà utile porre il vaso su una terrina riempita di ghiaino tenuto costantemente bagnato.
Substrato: poroso e leggero, formato da terra di foglie e torba con aggiunta di perlite o sabbia. Si devono evitare in tutti i modi i ristagni d’acqua che potrebbero far marcire i piccoli tuberi.
Concimazioni ed accorgimenti particolari: concimare ogni 2-3 settimane da maggio ad aprile. Le piante adulte dovrebbero essere rinvasate a primavera ogni 1-2 anni.

Moltiplicazione

Si moltiplicano facilmente, mettendo a radicare in un substrato di torba e sabbia, sotto copertura di vetro o plastica, una talea ottenuta tagliando il fusto subito sotto un nodo. La temperatura ideale si aggira intorno ai 24 °C. Non bisogna scordare di rimuovere la copertura di tanto in tanto per non rischiare di creare un ambiente asfittico e per evitare che l’acqua di condensazione possa danneggiare le foglie. La divisione dei cespi è una pratica piuttosto difficoltosa che deve essere eseguita da personale esperto e, comunque, solo su piante che siano in riposo vegetativo e abbiano perso la parte aerea.

Malattie, parassiti e avversità

- Foglie che sbiadiscono: eccesso o carenza di luce.

- Foglie che avvizziscono e diventano marroni: temperature troppo basse.

- Foglie che cadono con gli apici imbruniti: ambiente troppo secco.

- Cocciniglie cotonose: può attaccare le piante, specie in presenza di clima caldo e secco. Bisogna asportarle, trattare la pianta con un prodotto anticoccidico ed elevare il tasso di umidità ambientale (le spruzzature e i lavaggi fogliari permettono di eliminare le cocciniglie allo stato larvale). In alternativa al prodotto chimico, si possono strofinare le parti colpite con un batuffolo di cotone bagnato con acqua e alcool.

- Ragnetto rosso: acaro che si sviluppa facilmente in ambienti caldi e secchi. Se ne può prevenire la comparsa spruzzando le foglie e mantenendo alta l’umidità ambientale (ad esempio ponendo la pianta su una terrina riempita di ciottoli tenuti sempre bagnati, facendo attenzione che l’acqua non raggiunga mai il fondo del vaso). Si combatte con prodotti acaricidi.

Nome genere I - Z
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