Sansevieria - Sansevieria spp.
Atlante delle piante da vaso - Piante da appartamento e da balcone

Classificazione, provenienza e descrizione

Nome comune: Sansevieria.
Genere: Sansevieria.

Famiglia: Liliaceae.

Etimologia: il nome giusto avrebbe dovuto essere Sanseverina (e alcuni autori la chiamano così) visto che il botanico napoletano Vincenzo Petagna, scopritore del genere, chiese al naturalista svedese C.P. Thumberg, al quale inviò il primo esemplare osservato, di dedicarne il nome al conte di Chiaromonte, P. A. Sanseverino, creatore di un giardino di piante rare nell’Italia meridionale. Per un errore di Thumberg, forse avallato dal fatto che esisteva realmente anche un conte di Sansevero, al genere è stato dato il nome di Sansevieria, che tutt’oggi conserva.
Provenienza: quasi tutte le specie provengono dall’Africa, con eccezione di S. zeylanica che è originaria di Ceylon.

Descrizione genere: comprende circa 60 specie di piante erbacee, sempreverdi, perenni, coriacee, con apparato radicale rizomatoso (che si sviluppa appena al di sotto del superficie del terreno), dalle foglie caulinari solitarie o disposte a rosetta, strette e sottili, piatte o cilindriche (S. cylindrica), di consistenza coriacea, che in alcuni casi possono essere fittamente embricate le une nelle altre a formare un breve caule disponendosi a ventaglio o un fusto con le foglie guainanti. Una specie S. parva emette stoloni al cui apice nascono nuove piantine. Alcune specie in primavera-estate producono fiori bianchi o bianco-verdastri, poco appariscenti, ma talvolta profumatissimi.

Sansevieria trifasciata varietà Laurentii Sansevieria trifasciata varietà Laurentii (foto www.agraria.org)

Specie e varietà

Sansevieria cylindrica: questa specie rizomatosa, dal portamento eretto, presenta foglie lunghe fino a un metro, di forma quasi cilindrica, rigide e spesse circa 2,5 cm. Di colore verde scuro, sono percorse da uno stretto solco centrale. Produce fiori rosati che sbocciano in primavera-estate.

Sansevieria asciata: questa specie, originaria dell’Africa, presenta foglie di consistenza coriacea e colore verde chiaro, con i margini verde scuro e leggermente ricurvi.

Sansevieria grandis: questa specie epifita presenta foglie verdi di forma ovale, con striature verde scuro e margini orlati di rosso, che raggiungono le dimensioni di 20-25 cm. di lunghezza e 10-15 cm. di larghezza. Sono disposte a formare una rosetta principale dalla quale si dipartono stoloni ricadenti che portano altre rosette di foglie. È una specie adatta alla coltivazione in panieri sospesi.

Sansevieria hahnii o S. trifasciata “Hahnii”: questa specie nana, da alcuni considerata una mutazione di S. trifasciata, presenta foglie larghe 6-7 cm. e lunghe 10 cm., di forma ovato-triangolare, concave, talvolta ondulate, di colore verde scuro, con striature trasversali gialle, verde grigio o biancastre, disposte a spirale, l’una dopo l’altra verso il centro, a formare una rosetta. È una specie che accestisce facilmente. La varietà “Golden Hahnii” presenta foglie con i margini variegati di giallo o bianco crema.

Sansevieria liberica: questa specie, caratterizzata da foglie ensiformi, rigide, erette, che raggiungono i 60 cm. di lunghezza e percorse da larghe bande bianche orlate di rosso, produce, in primavera-estate, una lunga spiga che raccoglie fitti grappoli di fiori bianchi.

Sansevieria scabrifolia: specie caratterizzata da foglie di colore grigio-verde disposte a formare strette rosette alte 15 cm.

Sansevieria thyrsifolia: originaria dell’Africa, questa specie presenta foglie lunghe circa 40 cm., erette e larghe, con la lamina verde dai margini più scuri.

Sansevieria trifasciata: originaria dell’Africa, questa specie rizomatosa presenta foglie caulinari erette, di consistenza coriacea, di forma lineare, leggermente concave e di colore verde scuro con striature trasversali e irregolari verde grigio o biancastre. In natura raggiunge altezze ragguardevoli e viene utilizzata per ottenere fibre tessili; in vaso rimane di dimensioni ridotte (circa un metro). I fiori, quando compaiono in primavera-estate, sono bianco-verdastri e sbocciano riuniti in infiorescenze poco vistose che di notte emanano un gradevole profumo. Tra le varietà più diffuse troviamo: “Laurentii”, con foglie alte 30-45 cm. con i margini bianchi, giallastri o giallo oro. Ne sono state ottenute molte cultivar tra le quali ricordiamo: “Craigii”, a foglie lunghe e leggermente obovate e “Goldiana”, con i margini giallo crema e striature irregolari al centro della lamina.

Sansevieria cylindrica “Skyline” Sansevieria cylindrica “Skyline” (foto www.agraria.org)

Esigenze ambientali, substrato, concimazioni ed accorgimenti particolari

Temperatura: la temperatura minima invernale non dovrebbe essere inferiore a 10-13 °C, ma possono tollerare anche temperature inferiori se tenute all’asciutto.
Luce: buona e diffusa, al riparo dai raggi diretti del sole. Tollerano anche luce moderata, ma in tal caso le varietà a foglia variegata perderanno le screziature, per tornare a tinta unica.
Annaffiature e umidità ambientale: distanziare le annaffiature in primavera-estate, in modo che il terreno si asciughi tra l’una e l’altra (in genere è sufficiente una volta ogni due settimane, un po’ più spesso se fa molto caldo); diradare ancor più nel periodo autunno-invernale. Sono piante soggette a marciumi radicali, se annaffiate troppo. Non hanno particolari esigenze in fatto di umidità ambientale, ma lavaggi del fogliame contribuiranno al benessere e alla bellezza degli esemplari.
Substrato: miscuglio a base di terriccio da giardino, terriccio di foglie e torba, con aggiunta di sabbia.
Concimazioni ed accorgimenti particolari: si rinvasa in marzo-aprile, se necessario. Se non si procede al rinvaso, è bene sostituire 2,5 cm. di superficie del substrato con terriccio nuovo. Somministrare concime liquido, in primavera-estate, ogni 3-4 settimane.

Moltiplicazione

Nuovi esemplari possono essere ottenuti per divisione dei cespi, separazione dei polloni e talea fogliare. I primi due metodi possono essere utilizzati per le specie alte almeno 15 cm. e per quelle a rosetta alte 5 cm. e sono gli unici in grado di assicurare il mantenimento delle striature tipiche di alcune varietà. Si praticano in primavera, prima della ripresa vegetativa, estraendo la pianta dal vaso e separando la terra dalle radici. Quindi le piante a rosetta dovranno essere divise, facendo attenzione che ogni porzione del rizoma presenti almeno una rosetta sviluppata dagli stoloni del rizoma principale; quelle invece a crescita verticale dovranno essere moltiplicate tagliando il rizoma in modo che ogni porzione presenti almeno un germoglio e un’adeguata porzione di radici. La talea fogliare, della lunghezza di circa 10 cm., deve essere piantata, in estate, con l’apice rivolto in alto, in vasi riempiti di torba e sabbia, a una profondità di circa 5 cm. e alla temperatura di 20 °C. Prima di procedere occorre comunque aspettare una settimana circa, perché si formi il callo cicatriziale. I nuovi germogli impiegano abbastanza tempo ad apparire e in tale periodo bisogna fare attenzione ad evitare che marciscano o dissecchino.

Malattie, parassiti e avversità

- Foglie con macchie brune e che cominciano a marcire alla base: annaffiature eccessive con rischio di marcescenza delle radici. Bisogna levare la pianta dal vaso e asportare la parte di rizoma marcita. Fare asciugare il rizoma per almeno una settimana. Eliminare le foglie marcite. Trattare le parti tagliate con un prodotto fungicida. Infine, rinvasare la pianta e annaffiare con più moderazione.

- Foglie variegate o screziate che tornano totalmente verdi: esposizione poco luminosa.

- Cocciniglie cotonose: può attaccare le piante, specie in presenza di clima caldo e secco. Bisogna asportarle, trattare la pianta con un prodotto anticoccidico ed elevare il tasso di umidità ambientale (le spruzzature e i lavaggi fogliari permettono di eliminare le cocciniglie allo stato larvale). In alternativa al prodotto chimico, si possono strofinare le parti colpite con un batuffolo di cotone bagnato con acqua e alcool.

- Cocciniglie brune: si manifestano con la formazione di escrescenze (determinate dal piccolo “guscio”) marroni e conferendo alla pianta un aspetto nerastro e appiccicoso (a causa della produzione da parte della pianta di sostanze zuccherine che la rendono soggetta all’attacco di funghi e fumaggini). Si combattono asportandole e trattando la pianta con un prodotto anticoccidico o strofinando le parti colpite con un batuffolo imbevuto di acqua e alcool.

Nome genere I - Z
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