Peperomia - Peperomia spp.
Atlante delle piante da vaso - Piante da appartamento e da balcone

Classificazione, provenienza e descrizione

Nome comune: Peperomia.
Genere: Peperomia.

Famiglia: Piperaceae.

Etimologia: dal greco “peperi”, pepe e ”omolos”, simile, a causa della somiglianza delle specie di questo genere con quelle del genere Piper.
Provenienza: foreste tropicali dell’America centro-meridionale e dell’Asia (anche se queste specie non vengono commercializzate).

Descrizione genere: comprende circa 1000 specie di piante erbacee, perenni, sempreverdi, cespitose, rampicanti, striscianti, talvolta epifite. Sono tutte caratterizzate da un apparato radicale poco espanso e da fusti piuttosto succulenti, che portano foglie opposte, alternato o raggruppate in verticilli, ma comunque molto ornamentali, di forma e dimensioni variabili da una specie all’altra, di consistenza più o meno carnosa, con lamina glabra o tomentosa, spesso variegata o con venature depresse. I fiori, gialli o bianchi e piccolissimi, sono solitamente riuniti in spighe talvolta erette e arricciate come una piccola coda. Nella tassonomia dell’intero genere si riscontra una certa confusione e spesso i sinonimi sono utilizzati come nomi di specie a sé stanti; tuttavia le più comuni sono generalmente ben definite.

Piantina di Peperomia obtusifolia Piantina di Peperomia obtusifolia (foto www.agraria.org)

Specie e varietà

Peperomia argyreia o P. sandersii: questa specie originaria del Brasile, cespugliosa e compatta, dovrebbe essere praticamente acaule e presentare foglie dalla lamina spessa, peltata (con picciolo inserito nella lamina anziché sul margine della stessa), acuminata, leggermente concava, di colore grigio-argenteo (con striature verde scuro che, dal punto di attacco del picciolo, si irradiano verso l’apice, lungo le nervature principali), sulla pagina superiore e verde pallido su quella inferiore. Tutte dotate di un lungo picciolo carnoso e punteggiato di rosso, sono disposte a rosetta con portamento eretto, per quelle centrali e ricurvo, quasi a mezzaluna, per quelle più esterne. Da giugno a settembre produce spighe di fiorellini biancastri lunghe 8-10 cm. Raggiunge i 15-25 cm. di altezza.
NB. Questa specie in appartamento tende ad assumere aspetto disordinato con piccioli che si allungano e piegano eccessivamente a causa del peso delle foglie. Sarà buona pratica rinnovarle periodicamente per mezzo di talea di foglia, che potrà essere messa a radicare con parte del picciolo, alla base del quale nascerà la nuova piantina, o senza di esso (è sufficiente addirittura una porzione di foglia purché in presenza di una vena principale per ottenere un nuovo esemplare).

Peperomia caperata: originaria del Brasile meridionale, questa specie presenta foglie piccole dalla lamina verde scuro, peltato-cordata, di forma arrotondata e profondamente corrugata tra le nervature, portate da piccioli rossi o rosati. Da aprile a dicembre produce spighe di fiorellini bianchi, lunghe 13-15 cm., che si innalzano al di sopra delle foglie. In natura è praticamente acaule, ma in appartamento sarà difficile mantenerla a tale stadio. Cresce fino a 15-30 cm. Tra le varietà in commercio troviamo “Tricolor”, che presenta foglie dai margini bianchi e dalle delicate variegature rosate. È una varietà più delicata della specie tipo e non moltiplicabile per talea di foglia.

Peperomia fernandeziana

Peperomia incana

Peperomia griseoargentea o P. hederifolia: specie originaria del Brasile di aspetto simile a P. caperata, con foglie dall’aspetto trapuntato di colore verde-oliva o grigio-verde, nervature verde scuro e riflessi argentei. In estate produce infiorescenze a spiga di fiorellini bianco-grigiastri.

Peperomia magnolaefolia: proviene da Haiti questa specie che cresce fino a 15-25 cm. prima di assumere portamento ricadente. Presenta fusti carnosi rossastri che portano foglie ovate, di consistenza carnosa, lisce, piatte o leggermente concave, di colore verde intenso. In casa fiorisce raramente. La specie tipo non si trova facilmente in commercio. Più facilmente si possono reperire le varietà “Green Gold”, a foglie grandi con margine giallo crema e ”Variegata”, dalle foglie screziate di giallo-crema che, nelle piante adulte tendono a diventare verdi partendo dal centro, così come i fusti, che dapprima rossastri, tendono a diventare verdi macchiati di rosso.

Peperomia obtusifolia: originaria delle zone tropicali dell’America Meridionale (Venezuela), questa specie, tra le più rustiche del genere, presenta fusti grossi, carnosi, ramificanti, di colore porpora che portano foglie carnose, abbastanza grandi, obovate, leggermente concave, di colore verde scuro (quasi violaceo), con margini rosso cupo, sulla pagina superiore e verde più chiaro, su quella inferiore. Da giugno a settembre produce numerose spighe di fiorellini bianchi, lunghe 5 cm. La varietà “Variegata” presenta foglie verde scuro con un largo margine di colore bianco o bianco-crema che tende a sparire nelle foglie vecchie o in condizioni di scarsa luminosità.
NB. Specie ancora più succulenta delle altre, risulta particolarmente soggetta a marciumi radicali, specie nel periodo invernale. Se tenuta asciutta, sopporta temperature abbastanza basse. Negli esemplari adulti i fusti tendono a distorcersi e ad assumere un aspetto disordinato.

Peperomia scandens: originaria del Perù, questa specie presenta portamento strisciante o rampicante con fusti sottili, rossastri, carnosi e con internodi piuttosto lunghi che portano foglie piccole, dalla lamina verde, lucida e di forma cordato-acuminata. Ai nodi la pianta emette radici che possono rientrare nel terreno o essere usate per aggrapparsi a sostegni permettendole una crescita verticale. Può crescere fino a 1,2-1,5 m. di altezza. La varietà “Variegata” presenta foglie con grandi margini di colore bianco o bianco-crema. Talvolta alcune foglie si presentano del tutto albine. Per ottenere nuovi esemplari per talea di fusto bisognerà che siano presenti almeno due foglie con porzioni della lamina verde, dato che il totale mascheramento o l’assenza di clorofilla impedisce la formazione dei tessuti rigenerativi.
NB. Solitamente viene coltivata come decombente o in panieri sospesi, vista la difficoltà di procurarle sostegni abbastanza umidi, senza rischiare di far marcire i fusti succulenti. Spesso viene confusa con P. glabella che si differenzia dalla quale però si differenzia per la base della foglia che è cordata e non attenuata e per la lamina che è meno ellittica.

Peperomia fernandeziana Peperomia fernandeziana (Giardino Botanico di Berlino) (foto www.agraria.org)

Peperomia incana Peperomia incana (Giardino Botanico di Berlino) (foto www.agraria.org)

Esigenze ambientali, substrato, concimazioni ed accorgimenti particolari

Temperatura: la temperatura minima invernale non deve essere inferiore a 15-16 °C. Le correnti d’aria, specie in inverno, sono particolarmente sgradite.
Luce: esposizione molto luminosa, ma al riparo dal sole diretto. In ambienti non abbastanza luminosi gli internodi si allungano; le foglie delle specie variegate perdono le caratteristiche variegature; le specie a portamento compatto, quasi acaule, svilupperanno fusti lunghi ed esili che faranno fatica a reggere il peso delle foglie, ottenendo un aspetto prostrato.
Annaffiature e umidità ambientale: annaffiare regolarmente in primavera-estate; ridurre le somministrazioni in autunno-inverno. Sono piante con fusti succulenti che possono soffrire molto per ristagni di acqua o annaffiature eccessive. La richiesta di umidità ambientale varia da specie a specie, ma di solito quelle coltivate in appartamento non hanno particolari esigenze in tal senso (specialmente se di tipo succulento). Comunque, in genere, si possono mettere i vasi su terrine contenenti ghiaino o ciottoli, che andranno mantenuti sempre umidi.
Substrato: leggero e poroso, formato da terra di foglie e torba con aggiunta di sabbia o perlite. Il drenaggio dovrà essere ottimo, per evitare marciumi radicali. I vasi potranno essere anche piccoli (compatibilente con la stabilità della pianta) dato lo scarso sviluppo dell’apparato radicale.
Concimazioni ed accorgimenti particolari: da maggio a settembre somministrare concime liquido ogni tre settimane (utilizzando la metà della dose indicata sulla confezione). Le foglie delle peperomie non devono essere mai pulite, ma solo spruzzate. Cimare i germogli permetterà di ottenere esemplari più folti e accestiti.

Moltiplicazione

Da aprile ad agosto, si possono ottenere nuovi esemplari mettendo a radicare, in una miscela di torba e sabbia, mantenuta umida, alla temperatura di 18-21 °C e quasi al buio, talee di foglia, per P. argyreia, P. caperata e P. hederifolia, o di fusto, per P. magnoliaefolia, P. obtusifolia e P. scandens. Per le prime, ottenute prelevando singole foglie sane, si procederà a piantare i piccioli poco profondamente (fa eccezione P. argyreia che per la quale si potranno utilizzare anche porzioni di foglie purché provviste di una venatura principale dall’estremità della quale nasceranno le nuove piantine). Le talee di fusto invece, ottenute dagli apici vegetativi, dovranno essere lunghe circa 8 cm. e presentare almeno due foglie. A radicazione avvenuta (di solito dopo sei settimane), le nuove piantine dovranno essere trapiantate singolarmente in piccoli vasi.

Malattie, parassiti e avversità

- Luce scarsa: le foglie delle specie variegate perdono le caratteristiche variegature; gli internodi si allungano; le specie a portamento compatto, quasi acaule, svilupperanno fusti lunghi ed esili che faranno fatica a reggere il peso delle foglie, ottenendo un aspetto prostrato e disordinato.

- Foglie che cadono e radici che marciscono: annaffiature eccessive, specie nei mesi invernali.

- Foglie che cadono: esposizione a temperature troppo basse.

- Foglie che si ricoprono di bolle: annaffiature eccessive.

- Bruciature sulle foglie: esposizione ai raggi diretti del sole.

- Cocciniglie cotonose: può attaccare le piante, specie in presenza di clima caldo e secco. Bisogna asportarle, trattare la pianta con un prodotto anticoccidico ed elevare il tasso di umidità ambientale (le spruzzature e i lavaggi fogliari permettono di eliminare le cocciniglie allo stato larvale). In alternativa al prodotto chimico, si possono strofinare le parti colpite con un batuffolo di cotone bagnato con acqua e alcool.

- Ragnetto rosso: acaro che si sviluppa facilmente in ambienti caldi e secchi. Se ne può prevenire la comparsa spruzzando le foglie e mantenendo alta l’umidità ambientale (ad esempio ponendo la pianta su una terrina riempita di ciottoli tenuti sempre bagnati, facendo attenzione che l’acqua non raggiunga mai il fondo del vaso). Si combatte con prodotti acaricidi.

Nome genere I - Z
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