Orchidea - Odontoglossum spp.
Atlante delle piante da vaso - Piante da appartamento e da balcone

Classificazione, provenienza e descrizione

Nome comune: Orchidea.
Genere: Odontoglossum.

Famiglia: Orchidaceae.

Provenienza: America Centrale e Meridionale.

Descrizione genere: comprende circa 200 specie di orchidee epifite, che presentano pseudobulbi di forma variabile dai quali si originano le poche foglie nastriformi, lanceolate e persistenti e gli steli fioriferi penduli o eretti, che portano fiori appiattiti formati da tepali esterni larghi, da tepali interni stretti e appuntiti o larghi e tondeggianti e da un labello di colore e forma variabile. Al genere appartengono anche circa 2000 ibridi. Sono orchidee adatte alla coltivazione in serra fredda e, specie quelle di origine messicana, in appartamento.

Odontoglossum grande Odontoglossum grande (foto www.orchidspecies.com)

Specie e varietà

Odontoglossum bictoniense: originaria dell’America Centrale, presenta pseudobulbi appiattiti lunghi 10 cm. che danno origine a due foglie ciascuno. I fiori, larghi 3-5 cm., compaiono da ottobre ad aprile, riuniti in racemi che possono raggiungere la lunghezza di 75 cm. e presentano tepali giallo-verdi con macchie marroni e labello rosa pallido macchiato di giallo o bianco. Tra le varietà diffuse in commercio troviamo: “Album”, con tepali rossicci e labello bianco; ”Superbum”, con tepali marrone scuro e labello porpora.

Odontoglossum cervantesii: originaria del Messico, questa specie presenta pseudobulbi che danno origine a una sola foglia ciascuno. Da gennaio a marzo produce steli che portano da 3 a 6 fiori bianchi striati di marrone.

Odontoglossum cirrhosum: questa specie, in primavera produce fusti fiorali ramificati che portano numerosi esemplari stellati di colore bianco con macchie marroni.

Odontoglossum citrosmum o O. pendulum: originaria del Messico, questa specie presenta pseudobulbi tondeggianti, alti 8-14 cm., che danno origine a una coppia di foglie larghe e coriacee, lunghe circa 30 cm. In maggio giugno produce fusti fioriferi, penduli e lunghi anche 30-60 cm, che possono portare fino a 30 fiori, larghi 5-6 cm, profumati, con i tepali bianchi o rosa pallido, talvolta con striature rosa su quelli interni e con il labello rosa scuro o rosso che presenta una cresta gialla macchiata di rosso. In commercio se ne trovano anche varietà a fiori bianchi, con cresta gialla (“Album”) e a fiori giallo-zolfo, con labello rosa (“Sulphureum”)

Odontoglossum crispum: originaria della Colombia, questa orchidea presenta pseudobulbi alti 10 cm che danno origine ciascuno a una coppia di foglie ovate e robuste. Da febbraio ad aprile (ma talvolta anche in altri periodi dell’anno) produce fiori larghi fino a 10 cm, portati da steli lunghi fino a 60 cm. I tepali, dei quali gli interni a margine frastagliato risultano più grandi di quelli esterni, sono bianchi con sfumature rosa o macchie brune; mentre il labello appare bianco striato di giallo. Negli ultimi anni ne sono state create numerose varietà con fiori di vari colori.

Odontoglossum edwardii: orchidea profumata, produce steli fioriferi ramificati, lunghi fino a un metro, che portano fiori piccoli viola con il centro giallo.

Odontoglossum grande: questa orchidea, originaria del Guatemala, presenta pseudobulbi alti 10 cm, che danno origine a due foglie ciascuno. I fiori, larghi fino a 15-17 cm, che compaiono in autunno e in inverno in numero di 4-7 per ogni stelo presentano tepali giallo brillante con striature trasversali marroni e labello di forma tondeggiante e di colore giallo chiaro o bianco crema, con la base marrone-rossiccio e una cresta arancione. È una specie particolarmente adatta alla coltivazione in appartamento. In commercio se ne trovano diverse varietà, tra le quali segnaliamo: “Magnificum”, dai fiori più grandi, più numerosi e dai colori più brillanti; ”Miltonia”, con i fiori simili alla viola del pensiero, particolarmente duraturi; ”Sanderae”, dai fiori giallo limone lucido.

Odontoglossum harryanum: originaria della Colombia, questa orchidea presenta foglie coriacee e steli fioriferi che portano 10-12 fiori con tepali marroni striati di giallo e labello viola brillante nella parte inferiore, bianco in quella superiore e con una macchia gialla. Solitamente fiorisce in luglio-agosto.

Odontoglossum pescatorei o O. nobile: originaria della Colombia, questa specie presenta pseudobulbi alti 10 cm, che danno origine a due foglie ciascuno. Da marzo a maggio produce steli fiorali ramificati, lunghi 60 cm, che possono portare fino a 100 fiori, larghi 7-8 cm, con tepali bianchi, talvolta sfumati di rosa e macchiati di marrone, e labello di forma tondeggiante di colore bianco, macchiato di porpore, con una cresta gialla striata di rosso. I fiori della varietà “Veitchianum” sono bianchi irregolarmente macchiati di porpora.

Odontoglossum pulchellum: originaria del Guatemala, questa specie a fioritura primaverile presenta due foglie per ogni pseudobulbo e scapi fiorali lunghi fino a 30 cm in grado di portare 10-12 fiori, larghi 2,5 cm., completamente bianchi.

Odontoglossum rossii: specie originaria del Messico, alla fine dell’inverno produce uno scapo fiorale eretto e corto che porta da 2 a 5 fiori con tepali bianchi macchiati di marrone e labello rosa o bianco.

Odontoglossum schlieperianum: è originaria del Costa Rica questa specie a fioritura autunnale, caratterizzata da un corto stelo in grado di portare 4-5 fiori di grandi dimensioni con tepali e labello gialli macchiati di marrone.

Odontoglossum uro-skinneri: originaria del Guatemala, questa specie, a fioritura primaverile o autunnale, presenta uno stelo fiorale eretto che può misurare anche un metro di lunghezza e portare da 12 a 20 fiori. Questi, di dimensioni medie, sono profumatissimi e hanno i tepali verdi con macchie bruno-porpora e il labello rosa chiaro macchiato di giallo.

Esigenze ambientali, substrato, concimazioni ed accorgimenti particolari

Temperatura: la temperatura ideale è fresca, compresa tra 8 e 15 °C.
Luce: buona, ma assolutamente al riparo dal sole diretto o da luce forte non filtrata. In modo particolare, in estate gradiscono molto l’ombra. Durante la stagione invernale gradiranno molto esposizioni molto luminose.
Annaffiature e umidità ambientale: in estate le annaffiature devono essere anche molto frequenti: si bagna completamente la composta e si aspetta che se ne sia asciugata la metà superiore per annaffiare di nuovo. In inverno si procederà più o meno con lo stesso criterio. L’umidità ambientale deve essere innalzata con ogni mezzo.
Substrato: deve essere costituito da 2/3 di fibra di osmunda e 1/3 di sfagno, con l’aggiunta di una piccola quantità di sabbia grossolana.
Concimazioni ed accorgimenti particolari: dalla primavera all’autunno somministrare concime liquido ogni 2-3 settimane, facendo attenzione alla sua composizione: ricco di azoto dalla primavera all’estate; ricco di potassio dalla fine dell’estate all’autunno.

Moltiplicazione

In agosto-settembre o in marzo-aprile si può procedere alla divisione di esemplari molto cresciuti. Il rizoma deve essere tagliato, facendo in modo che ogni porzione presenti almeno 2-3 pseudobulbi e lasciato a cicatrizzare nel vaso stesso. Passate 3-4 settimane si procede delicatamente alla separazione delle porzioni ottenute in precedenza e al loro trapianto in vasi di 10 cm. di diametro. Gli pseudobulbi non devono essere interrati, bensì appoggiati sul substrato di coltura. Per tutto il primo mese dovranno essere tenute in posizioni luminose e annaffiate con moderazione. Quando avranno cominciato a crescere potranno essere trattate come piante adulte.

Malattie, parassiti e avversità

- Annaffiature eccessive associate a basse temperature: fanno marcire pseudobulbi e radici.

- Afidi: attaccano foglie e fiori. Succhiano la linfa e rendono la pianta appiccicosa. Si eliminano lavando la pianta e trattandola con insetticidi specifici.

- Cocciniglie cotonose: può attaccare le piante, specie in presenza di clima caldo e secco. Bisogna asportarle, trattare la pianta con un prodotto anticoccidico ed elevare il tasso di umidità ambientale (le spruzzature e i lavaggi fogliari permettono di eliminare le cocciniglie allo stato larvale). In alternativa al prodotto chimico, si possono strofinare le parti colpite con un batuffolo di cotone bagnato con acqua e alcool.

- Cocciniglie brune: si manifestano con la formazione di escrescenze (determinate dal piccolo “guscio”) marroni e conferendo alla pianta un aspetto nerastro e appiccicoso (a causa della produzione da parte della pianta di sostanze zuccherine che la rendono soggetta all’attacco di funghi e fumaggini). Si combattono asportandole e trattando la pianta con un prodotto anticoccidico o strofinando le parti colpite con un batuffolo imbevuto di acqua e alcool.

- Tripide delle serre: si manifesta con la comparsa di piccole macchie nerastre sulla pagina inferiore delle foglie. Danneggia notevolmente la fioritura e si combatte con anticrittogamici specifici.

Nome genere I - Z
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