Tignoletta della vite - Lobersia botrana (Denis et Schiffermüller)
Atlante di Entomologia Agraria - Insetti utili e dannosi

Classificazione e piante ospiti

Classe: Insetti
Ordine: Lepidotteri
Sottordine: Eteroneuri
Famiglia: Tortricidi
Genere: Lobesia
Specie: L. botrana (Denis et Schiffermüller)

Piante ospiti: Vite, Ribes ed altre piante spontanee marginali ai vigneti.

Identificazione e danno

La Tignoletta della Vite è un insetto diffuso in tutta Italia ma soprattutto nelle regioni centro-meridionali più calde; è tra gli insetti più pericolosi, insieme alla Tignola, che attaccano la Vite. La farfalla, le cui dimensioni sono circa 10-12 mm di apertura alare, è di colore grigio variegato di giallobrunastro e di azzurro: la livrea è intensamente marmorizzata.
Le larve (9-10 mm di lunghezza) alle prime età sono color ocra-nocciola con il capo scuro, poi il corpo diviene più scuro verde-brunastro ed il capo diviene più chiaro.
Il danno è determinato dallo stadio larvale. Le larve della prima generazione attaccano i grappolini fiorali (generazione antofaga), si nutrono dei singoli bottoni fiorali costruendo anche dei nidi sericei, visibili nella parte interna del grappolo; questa generazione non è molto dannosa sia perché il danno ai singoli fiori è sopportabile (per alcune varietà a grappolo serrato potrebbe anche essere un bene), sia perché l'attacco generalmente non è mai massiccio. Le larve della seconda generazione sono più pericolose perché si nutrono degli acini (generazione carpofaga), entrandovi e svuotandoli. L'attacco è evidente in quanto gli acini avvizziscono ed imbruniscono; ad un esame più attento si notano i fori di entrata o di uscita ed eventualmente anche le larve che si riparano in ricoveri sericei biancastri, più o meno lassi, costruiti all'interno del grappolo. In alcune regioni settentrionali si hanno solo 2 generazioni, ma nella maggior parte dei casi la Lobesia compie anche una terza generazione; queste larve si comportano come la precedente, attaccando gli acini.
In questi casi la generazione avviene a fine estate, quando gli acini sono in fase di maturazione, e si presenta ancor più pericolosa per le complicanze di natura fungina (Botrite e Marciume acido) che si possono instaurare sulle ferite provocate dalle larve.

Ciclo biologico

La Tignoletta della Vite supera l'inverno allo stadio di crisalide in un piccolo bozzoletto biancastro fra gli anfratti della corteccia della Vite, degli eventuali tutori e alla base delle piante.
I primi adulti compaiono da aprile a maggio; immediatamente si ha l'accoppiamento e le femmine ovidepongono sui grappolini fiorali.
Dalle uova nasceranno le larve della prima generazione (larve antofaghe); la loro attività dura circa 3 settimane, quindi si incrisalidano nel grappolo originando, all'inizio dell'estate (metà giugno-luglio), gli adulti di secondo volo che ovidepongono sugli acini ben formati, dando origine alle larve di seconda generazione (larve carpofaghe).
Queste, dopo la loro attività sugli acini, possono originare le crisalidi svernanti (in alcune regioni settentrionali) o più frequentemente produrre una terza generazione. In questo ultimo caso lo sfarfallamento degli adulti si avrà da agosto fino a tutto settembre, a seconda degli ambienti.
La Tignoletta compie, pertanto, 2-3 generazioni all'anno.

Adulto di Tignoletta della vite Adulto di Tignoletta della vite - Lobersia botrana (Denis et Schiffermüller) (foto IASMAA - Trento)

Tignoletta della vite Larva di Tignoletta - Grappolo infestato da botrite in seguito all’attività larvale della tignoletta
(foto IASMAA - Trento)

Lotta

La lotta contro la Tignoletta della Vite si effettua, attualmente, con tecniche di lotta guidata che si basano sul monitoraggio eseguito o con le tecniche di campionamento o con l'uso di trappole sessuali. Si possono inoltre seguire le indicazioni dei bollettini di lotta integrata provinciali o zonali.

Tecnica del campionamento
Il campionamento si esegue controllando i grappoli (circa 100 ogni ettaro di vigneto), scelti casualmente sul tralcio, su un certo numero di ceppi randomizzati sul campo.
I campionamenti devono essere eseguiti in tre epoche prestabilite che corrispondono più o meno alle tre generazioni; in particolare alla fioritura (la generazione), dalla mignolatura alla pre-chiusura del grappolo (2a generazione) e dalla invaiatura alla prima metà di settembre (3a generazione). Con il campionamento le soglie di intervento sono:
- 1° generazione: 35-50% di grappoli infestati;
- 2° generazione: si può intervenire ai primi attacchi sugli acini, nelle zone a rischio; oppure con una soglia del 5% di grappoli infestati da larve oppure in presenza di uova o con fori di penetrazione;
- 3° generazione: si interviene ad una soglia del 5% di grappoli infestati.

Uso di trappole sessuali
La determinazione della soglia di intervento può essere eseguita anche mediante l'uso di trappole sessuali per monitoraggio. Queste vanno installate (1 o 2 per ettaro o per azienda) ad inizio aprile; occorre cambiare la capsula ormonale, ed eventualmente anche il fondo, circa 10 giorni prima del previsto volo della generazione successiva.
Generalmente le catture della prima generazione sono solamente indicative della popolazione esistente (non conviene trattare).
Per le altre generazioni la soglia indicativa proposta in alcuni ambienti è di 15-20 maschi catturati per trappola per settimana (es.: traptest).
Se non si vuole considerare la soglia di intervento, si può trattare circa 10-12 giorni dopo le prime catture, nel caso sia sufficiente un solo trattamento; oppure si può trattare a 9-13 giorni, con un successivo intervento dopo 7 giorni, dal momento in cui la fase di cattura dei maschi è crescente.
L'intervento viene attivato anche al superamento della soglia dei grappoli infestati, o ai primi danni sugli acini.
La lotta guidata si può effettuare anche con prodotti biotecnologici, infatti si possono utilizzare dei formulati biologici a base di Bacillus thuringiensis ssp. kurstaki.
Questo insetticida biologico, in considerazione delle sue caratteristiche, va distribuito prima che le larve siano entrate negli acini; esso si impiega con buoni risultati contro le larve della seconda generazione, distribuendolo due volte (la prima a 7-9 giorni e la seconda a 15-16 giorni dall'inizio della fase crescente delle catture) oppure 1 sola volta tra i19° ed il 13° giorno dall'inizio della fase crescente delle catture. Contro la terza generazione, si applica a 2 e 3 settimane dall'inizio delle catture dei maschi. In questi interventi è opportuno, per migliorare l'effetto dei trattamento, aggiungere circa 500-1000 g di zucchero per ettolitro di acqua.
Inoltre sono in sperimentazione dei preparati a base di virus e di funghi (lotta microbiologica), che sembrano dotati di attività contro alcuni Tortricidi fra cui anche la Lobesia, e tecniche di confusione sessuale.
Infine sono da ricordare, tra gli entomofagi, alcuni Imenotteri (Calcidoidei e Icneumonidi) parassitoidi, i Ditteri Tachinidi e i Crisopidi, questi ultimi buoni predatori ausiliari di uova.

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