Ricamatrice delle pomacee - Pandemis cerasana (Hubner)
Atlante di Entomologia Agraria - Insetti utili e dannosi

Classificazione e piante ospiti

Classe: Insetti
Ordine: Lepidotteri
Sottordine: Eteroneuri
Famiglia: Tortricidi
Genere: Pandemis
Specie: P. cerasana (Hubner)

Piante ospiti: Melo, Pero, Drupacee, Latifoglie ornamentali.

Identificazione e danno

La Pandemis cerasana è uno dei ricamatori delle Pomacee.
Allo stesso genere appartengono altre specie, come la Pandemis heparana e la Pandemis dumetana, che provocano lo stesso danno di P. cerasana; in considerazione che il danno ed il ciclo biologico sono praticamente coincidenti Pandemis cerasana diviene il punto di riferimento per questi insetti ricamatori. Gli adulti sono delle farfalle di medio-piccole dimensioni (circa 16-22 mm di apertura alare). La Pandemis cerasana presenta ali anteriori color ocra; la livrea si completa con una fascia vicino al capo, una banda trasversale e il margine distale color bruno chiaro.
La Pandemis heparana presenta ali anteriori di colore bruno più scuro; la livrea presenta una fascia trasversale più scura che si evidenzia maggiormente nel maschio. Le larve che sono di colore verde brunastro nella Pandemis cerasana (colore verde chiaro nella Pandemis heparana) sono lunghe circa 20-24 mm.
Le femmine adulte depongono le uova in oviplacche verdastre sulle foglie.
Il danno, simile per tutti i ricamatori, è dovuto all'attività trofica delle larve; queste attaccano germogli, fiori, foglie e frutticini con le seguenti modalità:
- le larve svernanti producono caratteristiche erosioni sui germogli e sui mazzetti fiorali che possono essere danneggiati fino alla completa distruzione. Successivamente attaccano i frutticini con delle tipiche erosioni, più o meno profonde, che possono provocare la cascola del frutto stesso; in ogni caso il frutto si blocca nel suo sviluppo, oppure il suo accrescimento è irregolare risultando deprezzato;
- le larve delle successive generazioni attaccano:
• le foglie, con erosioni irregolari del parenchima;
• i frutti, anche già ingrossati, con caratteristiche erosioni superficiali somiglianti a ricami (da cui il nome di ricamatori); questi frutti vengono deprezzati anche se le rosure sono superficiali; le erosioni irregolari suberificano e rimangono come segno indelebile dell'attacco.

Ciclo biologico

Le Pandemis svernano allo stadio di giovani larve, sia negli anfratti della scorza che in altri rifugi, ottenuti con foglie secche, alla base delle piante o sulle stesse. In primavera, già a marzo-aprile, si verificano i primi danni, sui germogli o sui mazzetti fiorali, dovuti alle larve svernanti; queste, raggiunta la maturità, si incrisalidano tra le foglie che legano e arrotolano, caratteristicamente, con fili di seta.
Gli adulti sfarfallano dalla seconda decade circa di maggio fino alla prima metà di giugno (con picchi di sfarfallamento a fine maggio: 1° volo). Da queste ovideposizioni origina la generazione con attività larvale nei mesi di giugno-luglio. Gli adulti originati da questa generazione (2° volo) volano tra luglio ed agosto e originano le giovani larve destinate a svernare. La Pandemis compie, pertanto, due generazioni all'anno.

Adulto di Ricamatrice delle pomacee - Pandemis cerasana (Hubner) (foto http://szigetkoznet.extra.hu)

Lotta

La lotta contro la Pandemis, come peraltro contro tutti gli altri ricamatori, segue le metodologie di lotta guidata ed integrata.
Molte volte per valutare le soglie di intervento, sia attraverso il campionamento che con il monitoraggio con trappole sessuali, si considerano in modo cumulativo tutti i ricamatori, con particolare riferimento alla Pandemis cerasana e alla Archips podanus. In alcuni areali si stanno mettendo a punto dei modelli previsionali per prevedere il momento di sviluppo del fitofago. Il campionamento ambientale viene eseguito in primavera per valutare l'attività delle forme svernanti sui germogli e sui mazzetti fiorali. In prefioritura (per la generazione svernante) la soglia è del 15-20% (in certi casi abbassata al 5%) di germogli infestati.
Dalla fioritura, per le generazioni successive, la soglia è del 5% dei germogli/mazzetti infestati; se non si interviene prima si può intervenire alla caduta dei petali con gli stessi prodotti. Dopo questi interventi, effettuati secondo le indicazioni emerse dai campionamenti, tutti gli altri trattamenti possono essere eseguiti valutando le soglie mediante le trappole sessuali. La metodologia di monitoraggio è la seguente:
- le trappole vanno montate verso l'inizio di maggio;
- il numero di trappole è di una per ettaro o di due per azienda;
- se si considera solo Pandemis, la soglia di intervento è di 15 adulti catturati per trappola in 1 o 2 settimane;
- se si considerano Pandemis e Archips, la soglia di intervento cumulativa è di 30 adulti catturati nelle due trappole in 1 o 2 settimane.
La soglia di intervento per la 1a e la 2a generazione, specie se contro le larve svernanti, può essere valutata anche con un campionamento dei germogli/organi infestati ed è pari al 5%.
Se si considerano le soglie di volo delle trappole contro le larve di la generazione (giugno-luglio) si interviene, dopo circa due settimane dal superamento della soglia, con Bacillus thuringiensis ssp. kurstaki (i trattamenti devono essere almeno due). Contro le larve della 2a generazione si interviene dopo circa una settimana dal superamento della soglia. Il trattamento contro la 1a generazione della Carpocapsa corrisponde anche all'intervento contro la 1a generazione dei ricamatori (Pandemis e Archips).
I nemici naturali dei ricamatori, comuni anche a Carpocapsa, non sono in grado di contenere, da soli, le popolazioni fitofaghe sotto le soglie di danno. Tuttavia ricordiamo, per la loro azione coadiuvante, gli Imenotteri Calcidoidei e Braconidi; tra i Calcidoidei molto importanti sono i Trichogramma che sono attivi sulle ovature. Infine ricordiamo i Ditteri Larvevoridi le cui larve parassitizzano le larve dei Tortricidi.

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