Tignola della patata - Phthorimaea operculella (Zell.)
Atlante di Entomologia Agraria - Insetti utili e dannosi

Classificazione e piante ospiti

Classe: Insetti
Ordine: Lepidotteri
Sottordine: Eteroneuri
Famiglia: Gelechidi
Genere: Phthorimaea
Specie: P. operculella (Zell.)

Piante ospiti: Patata, Tabacco, Pomodoro.

Identificazione e danno

La Tignola della Patata è un fitofago di origine americana. Gli adulti (circa 12-15 mm di apertura alare) sono delle farfalle con ali anteriori di colore grigio-brunastro, marezzato, che presentano delle punteggiature nerastre sparse; le ali posteriori sono più chiare ed uniformi. Le larve (circa 10-12 mm di lunghezza) sono biancastre, con sfumature dorsali rosee o brunastre.
Il danno si manifesta su tutte le parti della pianta ed è determinato dalle larve.
Sulle foglie si evidenziano delle mine, praticate dalle giovani larve.
Sui fusti le larve scavano delle piccole gallerie.
I tuberi, dove si ha il maggior danno, possono essere attaccati sia in campo che in magazzino, durante la conservazione.
Il danno sui tuberi consiste in gallerie scavate nel parenchima amilifero e rivestite da caratteristiche formazioni sericee biancastre, molto evidenti in sezione. Questi tuberi sono poi soggetti a successivi fenomeni degenerativi e/o marcescenze, per l'aggressione da parte di agenti patogeni da ferita.

Ciclo biologico

La Tignola della Patata sverna allo stadio larvale o come crisalide, sia nel terreno tra i residui della vegetazione infestata dell'anno precedente, che in magazzino, sempre dentro ai tuberi infestati. L'attività riprende in momenti diversi a seconda degli ambienti (regioni settentrionali o meridionali) e dei luoghi in cui sverna (in campo o in magazzino). Generalmente all'esterno l'attività viene ripresa alla fine di marzo-aprile con gli adulti che sfarfallano, si accoppiano ed ovidepongono sulla vegetazione. L'ovideposizione può avvenire alla base delle gemme, all'inserzione delle foglie sul fusto, ma anche in magazzino sui tuberi conservati.
Spesso si assiste ad una migrazione degli adulti dai magazzini ai campi coltivati, dove ovidepongono.
Le larve neonate inizialmente "minano" le foglie, poi scavano gallerie sui fusti ed infine raggiungono i tuberi dove scavano le tipiche gallerie descritte.
In magazzino i tuberi vengono colpiti subito e direttamente; la penetrazione diretta nei tuberi avviene generalmente in corrispondenza delle gemme.
Nel corso dell'anno si possono avere da 3 a 6 generazioni; tuttavia in ambienti molto caldi il numero delle generazioni può essere anche superiore.

Maschio adulto di Tignola della patata Maschio adulto di Tignola della patata - Phthorimaea operculella (Zell.) (foto http://oregonstate.edu)

Larva di Tignola della patata Larva di Tignola della patata - Phthorimaea operculella (Zell.) (foto www.forestryimages.org)

Lotta

La lotta contro la Tignola della Patata è di tipo guidato ed integrato e si avvale di molteplici interventi di natura agronomica, biotecnologica e chimica.
Si eseguono monitoraggi con trappole a ferormoni, sia in campo che in magazzino, che consentono di seguire la reale consistenza delle popolazioni del fitofago; sulla base delle indicazioni dei monitoraggi si possono impostare congrue misure:
- profilattiche di natura agronomica: scelta del momento della semina;
- razionali interventi chimici nell'ottica della lotta guidata.
Le trappole devono essere installate:
- in campo: nella seconda metà di marzo, con una densità di 1 trappola per ettaro;
- in magazzino: nel caso di temperature degli ambienti superiori a 10°C, si devono mantenere tutto l'anno, con una densità di 1 trappola per ambiente (temperature più basse sono sfavorevoli alla vita e all'attività del fitofago).
In magazzino i ferormoni possono essere utilizzati anche nelle trappole sessuali ad imbuto, per la cattura massale; inoltre, sempre nei magazzini devono essere messi in atto tutti quegli accorgimenti che consentano l'isolamento degli ambienti (reti alle finestre) dall’esterno.
Infine la temperatura dei magazzini deve essere mantenuta a livelli relativamente bassi, per ostacolare l'attività del fitofago.
La lotta chimica in pieno campo viene eseguita, seguendo il volo degli adulti ed in corrispondenza delle prime infestazioni larvali sulle foglie, con 1-2 trattamenti.

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