Carpocapsa - Cydia pomonella L.
Atlante di Entomologia Agraria - Insetti utili e dannosi

Classificazione e piante ospiti

Classe: Insetti
Ordine: Lepidotteri
Sottordine: Eteroneuri
Famiglia: Tortricidi
Genere: Cydia
Specie: C. pomonella L.

Piante ospiti: Melo, Pero, Noce, alcune Drupacee.

Identificazione e danno

La Carpocapsa è uno degli insetti più dannosi per le Pomacee; le sue larve, carpofaghe, danneggiano direttamente i frutti, provocando gravi perdite produttive, sia nella qualità che nella quantità, per la frutticoltura mondiale delle Pomacee. Gli adulti sono piccole farfalle (15-22 mm di apertura alare); le ali anteriori sono di colore grigiastro, marezzato con striature bronzee trasversali più intense nel margine distale. Le larve sono dapprima biancastre, con il capo scuro, poi inscuriscono sempre più, divenendo giallastre ed infine rosee; la loro lunghezza, a maturità, è di circa 15-20 mm. II danno è determinato dagli stadi larvali che, essendo carpofagi, penetrano nei frutti in qualsiasi momento del loro accrescimento e maturazione scavando gallerie nella polpa. Le gallerie iniziano in qualsiasi parte del frutto, con una certa predilezione per la zona calicina. Queste gallerie sono dapprima superficiali, poi si affondano nella polpa fino ad arrivare nella zona centrale (carpellare), dove sono posti i semi; le gallerie, in seguito all'attività trofica delle larve, si riempiono di rosure ed escrementi.
Finito il suo sviluppo, la larva esce dal frutto scavando una galleria di uscita, e si incrisalida sugli organi legnosi; il foro di questa uscita è ben evidente, anche per la grande quantità di rosure e di escrementi che lo contornano.
Nelle ultime generazioni spesso la larva attacca direttamente molti frutti, scavando subito gallerie dirette al centro ed uscendo immediatamente per attaccare altri frutti; dopo averne attaccati alcuni, si incrisalida.
Il danno è la conseguenza dell'attività trofica delle larve che provocano sia cascola diretta dei frutti colpiti, sia gravi deprezzamenti di quelli non caduti che non possono essere commercializzati. Il danno descritto è causato anche ad altre piante da frutto, specialmente sul Noce; in questo caso la larva, dopo essere penetrata nei frutti, scava una galleria nella parte edule del seme, provocando la cascola del frutto stesso o il suo deprezzamento. A volte, nelle Pomacee le larve giovani che iniziano a scavare le gallerie nel frutto vanno soggette a mortalità naturali o a seguito di trattamenti per cui provocano solo erosioni superficiali del frutto, che cicatrizzando originano "il bacato secco".

Ciclo biologico

La Carpocapsa supera l'inverno allo stadio di larva matura, racchiusa in un piccolo bozzolo, negli anfratti della scorza della pianta ospite oppure alla base della stessa nel terreno, ed infine, in bozzoli sulle cassette (specialmente se di legno) da raccolta. In primavera le larve si impupano e successivamente tra aprile e maggio, sfarfallano gli adulti; il massimo picco di sfarfallamento si ha nella seconda decade di maggio. Gli adulti si accoppiano e le femmine ovidepongono sulle foglie; da queste uova nascono le larve di 1a generazione che iniziano la loro attività da fine maggio e la protraggono fino ai primi di luglio. Terminato il loro ciclo, queste larve si incrisalidano sui rametti, o su altri organi legnosi della pianta, ed originano gli adulti di 2° volo; questi sfarfallano da giugno-luglio fino alla prima metà di agosto e ovidepongono direttamente sui frutti già sviluppati (picco di sfarfallamento nella prima settimana di luglio). Le larve di questa 2a generazione che hanno una incubazione molto breve, sono attive da luglio a tutto agosto.
Queste larve hanno due alternative di sviluppo:
- la prima consiste nella possibilità di entrare in diapausa, terminando il ciclo annuale;
- la seconda consiste nella possibilità di incrisalidarsi per dare origine ad una 3a generazione i cui adulti sfarfallano da agosto a settembre. In questo caso, in agosto si assiste ad un accavallamento di due voli: i ritardatari del 2° volo e gli adulti del terzo. Il massimo sfarfallamento della 3a generazione si ha nella seconda o terza decade di agosto. Le larve di quest'ultima generazione sono attive a settembre-ottobre, a seconda degli ambienti.
All'approssimarsi della stagione fredda (variazione del fotoperiodo e abbassamento della temperatura) le larve si riparano nel bozzolo per svernare. La Carpocapsa compie, pertanto, tre generazioni all'anno (oppure due se si considerano i casi in cui la 3a rimanga incompleta o vada perduta). In alcuni areali dell'Europa centro-settentrionale può compiere una sola generazione.

Larva di Carpocapsa - Cydia pomonella L. Larva di Carpocapsa - Cydia pomonella L. (foto Francesco Sodi)

Adulto di Carpocapsa - Cydia pomonella L. Adulto di Carpocapsa - Cydia pomonella L. (foto www.inta.gov.ar)

Lotta

La lotta contro la Carpocapsa viene attualmente eseguita utilizzando metodi razionali di lotta guidata ed integrata; nel passato si effettuavano invece trattamenti "a calendario" che, oltre ad avere un numero maggiore di interventi, non garantivano il completo successo della lotta.
La lotta si basa sul monitoraggio ambientale relativo alla valutazione della presenza del fitofago ed in particolare dei momenti della sua massima presenza (picco di sfarfallamento), utilizzando le trappole sessuali.
La metodologia di lotta guidata è la seguente:
- le trappole vanno messe nel frutteto a fine aprile;
- il numero delle trappole è di 2-3 per il primo ettaro, ed una per ogni ettaro successivo al primo; in aziende non molto grandi e con appezzamenti uniformi possono bastare 2-3 trappole per tutta l'azienda o per appezzamenti omogenei;
- dal momento della posa delle trappole si controllano le catture per ogni settimana e per trappola, valutando anche i momenti di maggior volo che si deducono dai dati medi, per la pianura padana, riportati nel ciclo biologico (20-30 maggio per 1a gen.; 1-7 luglio per 2a gen.; 20-30 agosto per 3a gen.).
La soglia di intervento è di due maschi catturati per trappola per settimana.
Nel caso di momenti a rischio è opportuno valutare la possibilità di un trattamento anche se la soglia non viene raggiunta in una settimana ma in due, considerando una soglia cumulativa di due maschi per trappola per due settimane. La soglia di intervento può essere riferita anche al campionamento del danno, ed è pari all'1% di frutti con fori iniziali di penetrazione. I trattamenti devono essere eseguiti secondo il seguente schema:
- 1a generazione: trattamento dopo 8-10 giorni dal superamento della soglia. Oppure trattamento con prodotti chitino-inibitori (regolatori dello sviluppo o di crescita ed ovicidi); in questo caso si deve intervenire immediatamente al superamento della soglia (due adulti catturati) oppure dopo 4-5 giorni dall'inizio dei voli;
- 2a e 3a generazione: trattamento dopo circa 4-5 giorni dal superamento della soglia. Oppure, solo per la 2a generazione, trattamenti con regolatori di crescita o sviluppo, con le stesse modalità dell'intervento descritte per la 1a generazione.
Generalmente i trattamenti alla 1a generazione della Carpocapsa coincidono con trattamenti ad altri importanti fitofagi del Melo (microlepidotteri minatori e ricamatori), pertanto l'intervento, utilizzando i prodotti indicati, è comune.
I nemici naturali della Carpocapsa sono molto numerosi, tuttavia essi non sono in grado di controllare le popolazioni dei fitofago anche in considerazione del fatto che esso provoca danni anche con una presenza molto bassa.
Tra i nemici naturali presenti nell'ambiente ricordiamo i parassitoidi appartenenti agli Imenotteri:
- genere Trichogramma; questi sono oofagi ed hanno più generazioni all'anno;
- Ascogaster quadridentatus, parassitoide delle larve; questo piccolo Imenottero (circa 3 mm) nerastro è allevato sperimentalmente presso l'Istituto di Entomologia agraria dell'Università di Piacenza;
- famiglia Icneumonidi, parassitoidi larvali.
La ricerca fitoiatrica, inoltre, è in grande evoluzione, infatti sono a buon punto metodologie biotecnologiche quali il metodo della "confusione sessuale" che attualmente fornisce risultati alterni, tuttavia fa ben sperare per il futuro. Il metodo della "confusione", infatti, in alcuni areali molto settentrionali ha fornito risultati promettenti ed interessanti anche per la Carpocapsa.
In altri casi ha fornito risultati interessanti applicandola contro la 2a e 3a generazione dopo aver controllato la 1a generazione con prodotti chimici o biotecnologici.
Inoltre sono stati fatti notevoli passi avanti nel settore della lotta microbiologica; in alcuni Paesi (USA ed Inghilterra e tra poco forse anche in Italia) sono stati messi a punto dei preparati a base di virus: Cydia pomonella G.V.
Questo è un virus della granulosi che ha dato buoni risultati in sostituzione di prodotti chimici; questi preparati vengono distribuiti come i normali prodotti insetticidi.
Infine si deve ricordare anche la buona attività del fungo Beauveria bassiana quale possibile applicazione di lotta microbiologica.

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