Depressaria del carciofo - Depressaria erinaceella Stgr.
Atlante di Entomologia Agraria - Insetti utili e dannosi

Classificazione e piante ospiti

Classe: Insetti
Ordine: Lepidotteri
Sottordine: Eteroneuri
Famiglia: Oecoforidi
Genere: Depressaria
Specie: D. erinaceella Stgr.

Piante ospiti: Carciofo e altre Composite.

Identificazione e danno

Si tratta di una specie mediterranea che si sviluppa prevalentemente a carico del Carciofo. Gli adulti sono farfalle di 20-25 mm di apertura alare, con ali anteriori color bruno rossastro con tre maculature nerastre lungo la linea mediana. Le larve sono di colore rossastro da giovani e verde-giallastro a maturità, dove raggiungono la lunghezza di 20 mm. Le larve neonate minano le grosse nervature fogliari e rodono i germogli e i capolini che vengono inoltre imbrattati di escrementi. I capolini vengono minati lungo il loro asse o direttamente a livello dell'infiorescenza, sia internamente ad essa, sia esternamente a livello delle sue brattee.

Ciclo biologico

Questo fitofago sverna allo stadio di larva attiva a carico degli ospiti (in gallerie all'interno degli stessi), in primavera (aprile) si incrisalida nel terreno, gli adulti sfarfallano in estate autunno (da giugno-luglio fino a novembre). Gli adulti ovidepongono nella pagina fogliare inferiore o al colletto.
La Depressaria compie quindi una generazione all'anno.

Depressaria del carciofo Depressaria del carciofo - Depressaria erinaceella Stgr. (foto www.demetra-codivabri.it)

Capolini di Carciofo Capolini di Carciofo - Cynara cardunculus L. (foto www.agraria.org)

Lotta

Il controllo di questo fitofago si presenta difficoltoso date le sue caratteristiche endofitiche. Occorre quindi essere tempestivi nell'individuazione delle uova o delle prime infestazioni larvali (ottobre-novembre) quando queste si trovano ancora nelle foglie (le larve già penetrate nei capolini sono difficilmente raggiungibili). Sulle larve fillofaghe si interviene con prodotti endoterapici registrati per il Carciofo. Come supporto alla lotta chimica risultano efficaci alcune misure di tipo agronomico come le lavorazioni del terreno ad aprile per distruggere le crisalidi e la distruzione degli organi infestati, soprattutto i capolini.

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