Tignola degli agrumi - Prays citri Mill.
Minatrice serpentina - Phyllocnistis citrella Stainton
Atlante di Entomologia Agraria - Insetti utili e dannosi

Classificazione e piante ospiti

Classe: Insetti
Ordine: Lepidotteri
Sottordine: Eteroneuri

Tignola degli agrumi
Famiglia: Iponomeutidi
Genere: Prays
Specie: P. citri Mill.

Minatrice serpentina
Famiglia: Gracillaridi
Genere: Phyllocnistis
Specie: P. citrella Stainton

Piante ospiti: Agrumi.

Identificazione e danno

La Tignola degli agrumi è specie diffusa nelle aree agrumicole dove attacca in modo particolare Limone e Cedro.
L'adulto è una farfalla (circa 12 mm di apertura alare) di colore grigio, con le ali anteriori variegate di nero e quelle posteriori frangiate.
La larva è bruno-verdastra, con tonalità di colore variabili molto chiare appena fuoriuscita dall'uovo.
I danni sono prevalentemente a carico dei boccioli fiorali e dei fiori già aperti; le larve penetrano nei fiori, riunendoli con fili sericei, e ne rodono l'interno, fino all'ovario.
Gli attacchi molto gravi possono provocare la perdita dei boccioli fiorali che sono soggetti a colatura.
Le larve possono attaccare, anche se più raramente, i germogli ed i frutticini, sui quali compiono erosioni, svuotandoli e determinandone la cascola; a volte possono essere attaccati i frutti maturi, anche se con minore gravità, compromettendo la loro conservazione.
Si ricorda infine la Minatrice serpentina dei germogli o degli Agrumi (Phyllocnistis citrella); si tratta di un microlepidottero Gracillaride che ha cominciato a manifestarsi con una certa pericolosità in Sicilia ed in Italia meridionale nel 1994. Il danno è provocato dalle larve che scavano delle mine fogliari nutrendosi a spese delle epidermidi (superiore ed inferiore); le foglie intensamente colpite cadono.
Le stesse mine possono essere scavate a livello dei germogli e dei rametti erbacei più teneri. La crescita e la formazione delle piante subiscono gravi danni dai suddetti attacchi, vegetano stentatamente e sono più facilmente predisposte ad attacchi di gravi agenti di malattia come il Mal secco e le infezioni batteriche.
L'insetto risulta particolarmente dannoso in primavera (dove compie un paio di generazioni), agli inizi dell'estate e a fine estate-autunno quando la popolazione numericamente accresciuta nei mesi precedenti può creare gravissimi danni alle piante, con negative ricadute sulla produzione dell'agrumeto anche per gli anni seguenti. La lotta contro questo fitofago è mirata soprattutto sulle generazioni di fine estate-autunno con tecniche e metodologie in fase di messa a punto.
In ogni caso si suggeriscono interventi solo al superamento della soglia del 50% di germogli infestati.

Ciclo biologico

La Tignola degli Agrumi sverna come crisalide, in bozzoli sericei, oppure come larva ed infine come uovo o adulto a seconda delle condizioni ambientali. L'ovideposizione inizia in primavera ed avviene sui boccioli fiorali; le larve appena sgusciate dall'uovo iniziano subito a nutrirsi dei fiori.
Il tempo di sviluppo da uovo ad adulto è variabile: in estate una generazione si completa in circa un mese oppure anche meno.
Nel corso dell'anno si compiono più generazioni, a seconda delle condizioni climatiche; in alcuni casi si sono raggiunge anche 10 generazioni. Sui frutti tra loro a contatto e sui fiori si può rinvenire anche la Tignola rigata (Cryptoblabes gnidiella Mill.) che compie 3 generazioni all'anno; sverna come crisalide o larva. Questa Tignola è di particolare interesse perché la sua presenza è favorita da Planococcus citri, a cui si rimanda.

Tignola degli agrumi Adulto di Tignola degli agrumi - Prays citri Mill. (foto www.inra.fr)

Minatrice serpentina - Phyllocnistis citrella Stainton Minatrice serpentina - Phyllocnistis citrella Stainton (foto www.ziraat.selcuk.edu.tr)

Adulto di Minatrice serpentina - Phyllocnistis citrella Stainton Adulto di Minatrice serpentina - Phyllocnistis citrella Stainton (foto www.jpmoth.org)

Lotta

La lotta contro la Tignola degli Agrumi è di tipo chimico e segue i criteri della lotta guidata ed integrata. In natura la specie è controllata, allo stadio di uovo o di larva, soprattutto da vari Imenotteri Calcidoidei; tra questi riveste una importanza particolare Ageniaspis fuscicollis, endo-parassitoide delle larve.

Lotta chimica
La Tignola si rende particolarmente pericolosa e dannosa in coincidenza della fioritura, nel periodo primaverile e successivamente a fine estate, tra agosto e settembre.
I periodi in cui possono essere effettuati dei trattamenti sono appunto questi indicati e si eseguono a fiori chiusi e solo in caso di massicce infestazioni.
La lotta chimica è guidata ed i monitoraggi delle popolazioni vengono effettuati con:
- trappole sessuali: queste forniscono indicazioni sulle curve di volo e consentono di stabilire il momento migliore per l'intervento. Tuttavia è bene precisare che non sempre un'alta % di catture è indizio di forte infestazione e di danno reale; infatti occorre tenere presente il momento fenologico delle piante. L'attacco ai germogli è generalmente tollerato dalle piante; mentre a volte in presenza di una abbondante fioritura anche un attacco di circa la metà dei fiori ancora non giustifica l'intervento. Le trappole sessuali possono, inoltre, essere utilizzate per una parziale cattura massiva tesa ad abbassare il potenziale di infestazione;
- campionamenti visivi: sono utili per stabilire il grado di presenza del fitofago; si interviene quando l'infestazione supera il 15% dei boccioli fiorali oppure il 2-3% dei frutticini.
Contro le larve è impiegabile, in determinate condizioni operative, il Bacillus thuringiensis ssp. kurstaki.

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