Kashmir - Cashmere
Atlante delle razze caprine

Origine e diffusione

Razza di capre da fibra inizialmente selezionata nella regione del Kashmir (regione nord-occidentale dell'India) ed in zone limitrofe da molti secoli secondo quanto riportano le testimonianze storiche.
Oggi la capra cashmere è allevata in molti altri Stati (India, Tibet, Cina, Mongolia, Pakistan e Afghanistan, Nord America, Australia e Nuova Zelanda, Europa) per la produzione di fibra di altissima qualità.
Il cachemire è una fibra molto sottile e per questo adattabile a numerose lavorazioni anche combinate con altre fibre tessili. Il range di spessore è variabile essendo generalmente compreso tra  11-18 micron  (secondo i più accreditati standard internazionali) a fronte di una media di 22 micron della lana più pregiata utilizzata dalle aziende tessili.
Il primo produttore mondiale di cashmere grezzo è la Cina (dal 60% fino anche al 90%) in cui tuttavia le pratiche zootecniche spesso hanno provocato qualche problema per la gestione delle greggi scarsamente interessata a tutelare il territorio.
Ovviamente vi sono anche altri paesi dell'area come Mongolia, India, Pakistan, Iran, Afganistan, che hanno produzioni annuali elevate a fronte sovente di standard qualitativi differenti. Dal secolo scorso la capra cashmere viene allevata anche in Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Regno Unito e Francia. Tuttavia l'Italia resta leader per la trasformazione del prodotto grazie alle più antiche tecniche affiancate alle metodologie tecnologiche più recenti con produzioni che pongono i lavorati nel settore del lusso.
La lavorazione è simile a quella della lana, con la differenza che il cashmere, spesso raccolto quando perso dalle capre cashmere o pettinato e non tosato deve essere "degiarrato" ossia separato dal vello superiore che in piccolissima percentuale viene perso dall’animale (giarra) con le temperature più calde, recuperato poi ed utilizzato per le imbottiture, per la procedure di infeltrimento o per produrre tappeti.
In Italia la realtà degli allevamenti è difforme e non si ha un vero riconoscimento della capra cashmere, il che implica la registrazione nei registri quale capra hircus a cui tuttavia gli allevatori più attenti a migliorare ogni stagione la propria fibra hanno sopperito con l’ausilio di laboratori dell’analisi delle fibre certificati (quali lo stesso CNR) per avere fiber test con cui selezionare le migliori linee di sangue. Ogni fiber test ha validità scientifica poiché associato ad un singolo animale e non all’intero gregge dalla relazione con il numero identificativo dell’animale stesso e solo se rilasciato da un laboratorio accreditato. Con questi intenti è nata Unione Allevatori Capre Cashmere che riunisce gli allevatori che decidendo di operare per un miglioramento continuo della capra cashmere in Italia hanno ottenuto le prime registrazioni grazie al materiale scientifico sviluppato con il supporto di studiosi accreditati.
Selezionando i migliori ceppi, stagione dopo stagione ed importando dall’estero i migliori riproduttori dalle zone di allevamento, alcune realtà sono riuscite a migliorare sensibilmente la qualità della fibra prodotta in media in un gregge.
Il cashmere ovvero il duvet o sottovello della capra cashmere viene raccolto con la pettinatura in primavera. Una volta pulito lo stesso diviene prodotti di artigianato di lusso che ben si adattano alla lavorazione sui telai tessili in legno come le sciarpe in cashmere lavorate quale tela.
Rispetto alla lana di pecora il cashmere ha un vantaggio: non necessita di ammorbidente, ed anzi con i lavaggi diventa sempre più morbido. Questo perché mentre la pecora produce lanolina, una sostanza grassa che impregna e protegge la lana impermeabilizzandola, e che viene in gran parte eliminata con il lavaggio effettuato dopo la tosatura e poi nei lavaggi in lavatrice, nel cashmere questo processo è ridotto.
La qualità della fibra è comunque molto diversa a seconda dell'animale selezionato e da una serie di fattori che sono tutt’ora in fase di studio da numerosi studiosi (alcuni dei quali proprio in collaborazione con Giasone Cashmere).

Il colore del vello superiore degli animali è variabile nei diversi ceppi ma il cashmere raccolto verrà suddiviso in tonalità che vanno dal bianco-panna al grigio e dal marrone al nero. Sovente per la produzione industriale l'industria predilige i colori chiari per poterli tingere più facilmente.

Kashmir Capra Cashmere Ceppo Scozzese (www.giasonecashmere.com)

Caratteristiche morfologiche e produttive

Taglia: medio-piccola.
Corna: presenti in entrambi i sessi; di lunghezza variabile e forma caratteristica del ceppo selezionato.
Vello: Quello superiore può essere lungo o corto, dai colori che vanno dal crema al nero (tipico del ceppo siberiano) incontrando tutte le sfumature intermedie.
Peso medio:
- Maschi a. Kg. 50-100
- Femmine a.   Kg. 30-40

Produzione di fibra: variabile a seconda del sesso, dell’età dell’animale e da altri fattori esogeni. In un gregge correttamente bilanciato ogni pettinatura 250-350 g annuo di fibra grezza utilizzabile  per capo. I migliori maschi (ad esempio gli esemplari da competizione possono arrivare ad 800 g di fibra.

 

Kashmir MicroGregge di capre Cashmere per la pulizia di terreno prima incolto (www.giasonecashmere.com)

Allevamento
La Capra Cashmere è stata selezionata con metodologie di allevamento brado o semibrado soprattutto per sopravvivere nell’estrema variabilità ambientale e climatica, protetta anche in condizioni di grande freddo dall’isolamento termico della combinazione di giarra e cashmere. Per queste caratteristiche si sconsiglia la stabulazione fissa per la capra cashmere il cui allevamento è invece molto semplice ed economico.
Gestione
Le strutture necessarie per allevare la capra cashmere sono minime e il pascolo estensivo permette di riutilizzare terreni in disuso o di difficile manutenzione.
La mungitura in alcuni casi proprio per la conformazione mammaria della specie (mammella raccolta e ricoperta da pelo superiore per la protezione nel pascolamento libero nei sottoboschi) non è quasi mai l’attività primaria di questo allevamento.
La specie ben si adatta ad un allevamento part-time in termini di lavoro richiesto per capo allevato o come attività correlata in aziende agricole o agriturismi che hanno talune spese di mantenimento dei terreni aziendali più difficili.
La protezione del gregge ben si adatta all’utilizzo dei cani da guardiania così da rendere l’allevamento immune dagli attacchi di lupi e cani selvatici, pur rispettando la convivenza in zone in cui sono presenti.
Le attrezzature richieste per la pettinatura, se svolta, sono molto semplici, ovvero pettini cardatori che oltretutto in questa fase facilitano il rapporto uomo-animale.
Lo sviluppo della filiera corta crea non solo un prodotto maggiormente sostenibile ma ulteriori valori aggiunti: attività collaterali quali trekking, pet therapy, pulizia terreni per conto terzi, rivalutazioni dell’immagine aziendale visto l’impatto green sul territorio.
La Capra Cashmere è un animale da reddito con poche pretese ed una produzione agricola reddituale vantaggiosa poiché diversificata, molto interessante per la nuova generazione di allevatori purché si inizi da capi selezionati di ottima genealogia.

Kashmir Gregge di capre Cashmere (www.giasonecashmere.com)

Riferimenti bibliografici
Browne, Goats in Pinus Radiata Agroforesty, in Cashmere Goat Notes pp. 250-254
http://www.giasonecashmere.com/gestione-del-gregge-di-capre-cashmere-e-del-foraggio/
http://www.capre.it/images/PDF/Gestione_gregge_foraggio.pdf
Lanari, M.R.; Pérez Centeno, M.; Arrigo, J.; Debenedetti, S.; Abad, M. (2009): “Razas locales y fibras caprinas, bases para un desarollo tutal del norte de la Patagonia Argentina”.

Scheda curata da Nadia Giasone - www.giasonecashmere.com

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