Tipografo o Bostrico dell'abete rosso - Ips typographus L.
Atlante di Entomologia Agraria - Insetti utili e dannosi

Classificazione e piante ospiti

Classe: Insetti
Ordine: Coleotteri
Sottordine: Adefagi
Famiglia: Scolitidi
Genere: Ips
Specie: I. typographus L.

Piante ospiti: Abeti, Larici, meno frequentemente altre Conifere.

Identificazione e danno

Il Tipografo è un piccolo Coleottero (circa 4-5 mm di lunghezza) di forma cilindrica; presenta un colore bruno-nerastro con sfumature giallastre o aranciate per la presenza di peli che possono essere concentrati, a volte, in alcune parti del corpo. Le larve sono endofitiche e xilofaghe. II danno è determinato sia dagli adulti che dalle larve; in certi casi può essere anche molto grave. Gli adulti si portano a livello degli organi legnosi di maggiori dimensioni (fusto, grossi rami) e, spesso nella parte basale dei tronchi, cominciano a forare la scorza, per portarsi sotto la zona corticale, tra il floema ed il cambio. In questa posizione iniziano a scavare una galleria oppure una nicchia per ovideporre; successivamente le femmine scavano gallerie, lunghe qualche centimetro (6-7 cm), e con diametro di alcuni millimetri. Le larve neonate, partendo da queste gallerie materne, scavano gallerie laterali singole che si irraggiano verso l'esterno, disegnando caratteristiche figure sottocorticali. Le larve maturano in queste gallerie, originando gli adulti che svernano, oppure che danno inizio ad altre generazioni, a seconda dell'ambiente e del clima. Questo insetto può essere fitofago primario, ma anche fitofago secondario, attaccando piante già deperite. Le piante colpite manifestano un evidente deperimento con clorosi, arrossamenti e disseccamento di parte del cimale.

Tipografo Tipografo o Bostrico dell'abete rosso - Ips typographus L. (foto J.K. Lindsey www.commanster.eu)

Tipografo Tipografo o Bostrico dell'abete rosso - Ips typographus L. (foto www.ecosystema.ru)

Lotta

La lotta contro questo fitofago è di tipo preventivo agro­nomico.
Essa consiste nel mantenimento di un buon stato fisiolo­gico e fitosanitario delle piante; inoltre, per gli esempla­ri di giardini e parchi pubblici è consigliabile una costante potatura di rimonda, per togliere i seccumi o le parti deperienti che possono essere un ottimo substra­to per questi fitofagi.
Infine, ma non meno importante, è la giusta collocazio­ne pedo-climatica delle specie; infatti, mettere a dimo­ra piante in ambienti non idonei provoca sempre una vegetazione stentata, con piante deboli e facilmente soggette ad attacchi di malattie o di fitofagi. La lotta chimica contro il Pissode non è applicabile per gli scarsi risultati che può produrre. In natura i controllori più importanti di questi fitofagi sono gli uccelli, specialmente i Picchi.

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