Verme della farina - Tenebrio molitor L.
Atlante di Entomologia Agraria - Insetti utili e dannosi

Classificazione e piante ospiti

Classe: Insetti
Ordine: Coleotteri
Sottordine: Polifagi
Famiglia: Tenebrionidi
Genere: Tenebrio
Specie: T. molitor L.

Piante ospiti: Farina, Pane, Pasta alimentare, Biscotti ed altre.

Identificazione e danno

Il Tenebrio molitor è un Coleottero che raggiunge la lunghezza di 15-20 mm, di colore bruno; presenta un ampio protorace ed è dotato di ali membranose, oltre alle elitre, che gli consentono di volare. La larva è subcilindrica, di colore giallo-ruggine brillante e con tegumento ben sclerificato; porta corte zampe toraciche e misura circa 30 mm di lunghezza. I danni sono prodotti soprattutto dalle larve e si manifestano sulle derrate descritte che, contaminate dagli escrementi, assumono un sapore sgradevole. Si segnala una specie affine, il Tenebrio obscurus F., che si comporta in modo molto simile al Tenebrio molitor, dal quale differisce solamente per la livrea bruno nerastra. Infine si ricorda il Tribolium castaneum, Tenebrionide rosso-marrone di 3-4 mm che infesta le farine e svariate altre sostanze vegetali, che contamina anche con un secreto di odore molto sgradevole.

Ciclo biologico

Il Tenebrio molitor si riproduce normalmente per anfigonia. Tuttavia si sono registrati casi di partenogenesi.
Le uova sono deposte nella farina o tra i residui delle cariossidi; le larve si nutrono di farina e di derrate affini. Il loro sviluppo può protrarsi anche a lungo, in relazione alle condizioni nutrizionali ed ambientali. Generalmente compie una generazione all'anno.

Adulto di Verme della farina - Tenebrio molitor L. Adulto di Verme della farina - Tenebrio molitor L. (foto www.peacemakers-tierseite.de)

Larva e pupa di Verme della farina - Tenebrio molitor L. Larva e pupa di Verme della farina - Tenebrio molitor L. (foto http://insects.tamu.edu)

Lotta

Tecniche di prevenzione e lotta
Le tecniche di prevenzione e lotta devono seguire le seguenti regole basilari:
- i locali destinati a magazzino devono essere perfettamente impenetrabili dagli insetti. Le porte e le finestre devono possedere accorgimenti che ne consentano la chiusura ermetica. Lo stesso fabbricato deve essere isolato anche nelle fondazioni, per consentire le eventuali fumigazioni di disinfestazione, anche in pressione; le finestre devono essere dotate di reti di metallo o di nylon, a maglia fine, per impedire l'ingresso degli insetti adulti;
- nei magazzini e nei locali di lavorazione trovano efficace applicazione: trappole alimentari; trappole luminose a scarica elettrica; trappole sessuali: queste sono particolarmente efficaci contro i Lepidotteri.
Con queste trappole si possono ottenere dei risultati diversi:
- la cattura massiva: in questo modo si diminuisce la consistenza numerica della popolazione, mediante la cattura dei maschi che non possono più compiere gli accoppiamenti;
- la cattura di monitoraggio: in questo modo si individua l'entità della popolazione e si segue il ciclo di sviluppo allo scopo di determinare la soglia di intervento. Questa consente di individuare il momento più propizio per intervenire con prodotti disinfestanti e solo quando l'entità della popolazione è tale da provocare un reale danno economico.
La soglia varia da 1 a 2 insetti per trappola a seconda del fitofago considerato;
la disinfestazione viene effettuata con fumiganti o con insetticidi ad azione residuale; essa può essere fatta sia con infestazioni in atto che con i locali vuoti, a scopo preventivo.

Le fumigazioni
Le fumigazioni devono essere effettuate da personale specializzato, previa autorizzazione della Questura, dell'A.S.L., o della Capitaneria di Porto.
Le dosi e i periodi di esposizione devono essere rigorosamente rispettati per evitare che il prodotto immagazzinato assuma odori che poi si trasmettono anche al pane e agli altri derivati.

Insetticidi residuali (azione per contatto)
L'applicazione delle dosi deve essere rigorosa per evitare l'insorgenza di fenomeni di resistenza, è inoltre opportuno alternare l'uso dei principi attivi, per ridurre questi fenomeni.

Altre metodologie di conservazione
Attualmente la conservazione delle derrate alimentari si sta orientando sull'impiego di due nuove tecnologie: l'atmosfera controllata e la refrigerazione; queste nuove tecniche che tendono a sostituire i prodotti chimici consentono di limitare le infestazioni e di ottenere prodotti conservati senza residui chimici.
Queste tecniche prevedono ambienti appositamente costruiti e naturalmente a tenuta stagna.
La tecnica dell'atmosfera controllata viene realizzata con l'impiego di Azoto oppure di Anidride carbonica in sostituzione dell'Ossigeno.
I risultati migliori si ottengono con l'Anidride carbonica che richiede tempi di applicazione minori, rispetto all'Azoto, anche in presenza di una certa % di Ossigeno.
Gli insetti muoiono per soffocamento e per l'effetto tossico della CO2 a livello cellulare.
La tecnica della refrigerazione consente di conservare efficacemente i prodotti per lunghi periodi in quanto viene bloccato il metabolismo degli insetti.
I tempi di refrigerazione variano a seconda dell’abbassamento di temperatura prescelto, che dipende dalle specie di insetti presenti e dal loro stadio di sviluppo.
La conservazione potrebbe essere anche integrata, cioè utilizzando entrambe le tecniche: basse temperature associate ad atmosfera controllata.

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