Ordini: Rincoti o Emitteri
Atlante di Entomologia Agraria - Insetti utili e dannosi

Generalità

I Rincoti sono un ampio ordine di insetti (oltre 50.000 specie) di dimensione variabile e molto importanti per il settore agrario. Caratteristica comune a tutti i rappresentanti dell'ordine è la presenza di un apparato boccale pungente-succhiante che può avere diversa conformazione nei vari gruppi di Rincoti; esso è costituito da stiletti atti a pungere e succhiare i succhi di vegetali o di animali. Gli stiletti sono contenuti in un rostro, da cui il nome dell'ordine (Rhynchos = rostro). Le zampe sono, generalmente, ambulatorie; in alcune specie sono trasformate in zampe saltatorie (es.: Psillidi, ecc.), oppure, in alcuni Rincoti acquatici (Nepidi, Notonettidi), in zampe natatorie. In alcune Cocciniglie le zampe sono assenti. Le ali possono essere membranose o, più o meno, sclerificate uniformemente; in alcune specie possono essere trasformate in emielitre (Eterotteri). Le ali degli Aleirodidi sono ricoperte di squamette; in alcuni gruppi mancano (es.: certi Afidi e femmine dei Coccoidei), mentre nei maschi delle Cocciniglie è presente solo il primo paio. Molti Rincoti possiedono ghiandole per la produzione di sostanze come cera e lacca, per proteggere il corpo o le uova; oppure ghiandole che producono sostanze repellenti (es.: Cimici). Nell'ordine si ha dimorfismo sessuale (Cocciniglie) e polimorfismo (es.: Afidi). La riproduzione è generalmente anfigonica, tuttavia, abbastanza spesso, si ha anche partenogenesi; nella maggior parte dei casi sono insetti ovipari, anche se vi sono diverse forme ovovivipare e vivipare. Lo sviluppo è diretto (eterometaboli); nelle Cocciniglie si ha anche catametabolia e neometabolia.
Normalmente la dieta dei Rincoti è fitofaga, tuttavia vi sono anche specie zoofaghe. Tra queste, alcune si nutrono di sangue di mammiferi, come le Cimici, altre predano Artropodi, tra cui molti insetti dannosi.

Danni alle piante

Il danno che questo Ordine di insetti procura alle piante è fondamentalmente legato all'assunzione di linfa; tuttavia le sintomatologie possono essere molteplici e principalmente:

  • decolorazione e/o alterazioni cromatiche degli organi verdi;
  • disseccamento di foglie, germogli, ecc.;
  • malformazioni, arricciamenti, rigonfiamenti e galle.

Varie specie di Rincoti producono la melata, che rallenta gli scambi gassosi degli organi vegetali imbrattati, e favorisce l'insediamento di funghi saprofiti come le fumaggini, responsabili della formazione di patine nerastre sugli organi erbacei con danni estetici e fisiologici (rallentano la fotosintesi). Infine i Rincoti possono essere vettori di virus e batteri; inoltre le ferite inferte con le loro punture possono divenire via d'ingresso per molti patogeni da ferita.

L'ordine dei Rincoti, in funzione della diversa conformazione delle ali e ad altre caratteristiche morfologiche, è diviso in due sottordini: gli Eterotteri e gli Omotteri.
Gli Eterotteri (eteros = diverso) hanno ali anteriori diverse da quelle posteriori e trasformate in emielitre.
Gli Omotteri (omos = uguale) hanno ali anteriori e posteriori simili; tuttavia, a volte, le ali anteriori possono essere leggermente sclerificate.

Afidi dell'oleandro Aphis nerii Afidi dell'oleandro Aphis nerii Fonscolombe (foto www.rbgsyd.nsw.gov.au)

SOTTORDINE ETEROTTERI

Gli Eterotteri sono caratterizzati da:
- presenza di emielitre. Queste a volte sono ridotte o mancano; in stato di riposo sono poste orizzontalmente al corpo e coprono l'addome e le ali membranose;
- corpo generalmente appiattito;
- la base del rostro è situata anteriormente al capo e, a differenza degli Omotteri, non si viene a trovare in corrispondenza delle zampe anteriori;
- sono presenti, spesso, delle ghiandole repugnatorie;
- la riproduzione avviene per anfigonia; sono ovipari;
- lo sviluppo avviene, di norma, attraverso due stadi di neanide e tre stadi ninfali;
- l'alimentazione può essere fitofaga e zoofaga.
Le specie presenti in Italia vengono divise in due sezioni:
- Cryptocerati: comprende varie Famiglie di Rincoti acquatici, tra cui molti predatori di insetti e di piccoli animali acquatici, come: Notonecta L. e gli Scorpioni d'acqua (gen. Nepa); questi sono dotati di zampe raptatorie con cui catturano insetti e altri artropodi, girini e anche pesci di piccolissime dimensioni;
- Gymnocerati: comprende sia forme acquatiche (gen.: Hydrometra Latr., Gerris F. dalle lunghe ed esili zampe con cui possono spostarsi sul pelo dell'acqua, catturando prede), che forme terrestri, tra cui molte dannose all'agricoltura.

Sezione Gymnocerati

Famiglia Coreidi
Comprende specie quasi tutte fitofaghe che si nutrono, prevalentemente, di frutti e semi; presentano il pronoto molto ampio e l'addome molto sviluppato tanto da essere ben visibile e sporgente dalle emielitre. Sul Nocciolo è frequente il Gonocerus acuteangulatus (Goeze), Cimice del nocciolo.

Famiglia Pentatomidi
Sono insetti di medie dimensioni, caratterizzati da un corpo con una forma tendenzialmente pentagona; il pronoto è ampio. e lo scutello è triangolare, ben sviluppato a ricoprire, in parte o tutto, l'addome. Presentano livree di vario colore (giallo, rosso, verde) con macchie o strie di tonalità scura e, a volte, con riflessi metallici; possiedono ghiandole che producono un caratteristico odore ripugnante (odore di cimice). Il regime alimentare è prevalentemente fitofago molte specie sono dannose alle coltivazioni; ad esempio:
- Aelia rostrata Boh., la Cimice dei cereali;
- Nezara viridula (L.), Cimice verde.

Famiglia Tingidi
I Tingidi sono insetti di piccole dimensioni (circa 5 mm); sono caratteristici per il grande sviluppo del pronoto, reticolato, che si espande anche lateralmente, e per le ali anteriori che sono finemente reticolate e trasparenti. Ricordiamo le Tingidi del pero (Stephanitis pyri F.) e del platano (Corythucha ciliata Say).

Famiglia Miridi
I Miridi comprendono il maggior numero di Eterotteri; sono diffusi ovunque con specie sia di piccole che di medie dimensioni che, spesso, presentano il corpo di forma allungata. Questa famiglia raggruppa insetti prevalentemente fitofagi; attaccano piante erbacee ed arboree, pungendo sia foglie che gemme, fiori e giovani frutti. Alcuni Miridi sono predatori di vari Artropodi (insetti ed acari). Molti di questi insetti sono responsabili di danni alle coltivazioni; tra questi ricordiamo le specie appartenenti al genere Calocoris Fieb., responsabili della litiasi dei frutti.

Famiglia Antocoridi
Comprende specie di piccole dimensioni, dal corpo allungato e con pronoto che presenta un restringimento a forma di collare. Sono predatori e vivono sui fiori e sulle foglie dove cacciano gli insetti e le loro larve; le prede sono generalmente dei fitofagi tra cui Tripidi, Psillidi, Afidi ed Acari, a volte svuotano anche le uova. Generalmente trascorrono l'inverno allo stadio adulto in ripari o sotto le cortecce. Gli Antocoridi sono specie utili al controllo naturale dei fitofagi; attualmente la loro importanza è così rilevante che si sta provando il loro allevamento, in modo particolare si sperimentano le specie del gen. Orius, da utilizzare nelle serre contro i Tripidi.

Famiglia Gerridi
I Gerridi o insetti pattinatori devono il loro nome alla capacità di "scivolare" sull'acqua poggiandovi solo i tarsi delle zampe medie e posteriori senza affondare.
I Gerridi sono insetti acquaioli o semiacquatici. In altri termini, sono organismi fondamentalmente terrestri ma strettamente associati ad ambienti acquatici, in quanto la loro vita si svolge in gran parte sulla superficie di specchi d'acqua (corsi d'acqua, laghi, stagni, paludi e anche mari), tuttavia nel loro ambiente necessitano della presenza di punti emersi, come sassi e vegetali.

Gerris gibbifer (foto Sebastien Bedani)

SOTTORDINE OMOTTERI

Gli Omotteri sono caratterizzati da:
- due paia di ali simili, quando sono presenti. Entrambe possono essere membranose o, quelle anteriori, leggermente e uniformemente sclerificate, come le tegmine degli Ortotteri; le ali anteriori sclerificate, quando non sono utilizzate, vengono chiuse "a tetto" sul corpo proteggendo le ali posteriori;
- corpo di diversa forma ma, generalmente, non appiattito; normalmente sono presenti molte ghiandole secernenti cera;
- capo che porta il rostro posteriormente e la sua base è in corrispondenza delle anche anteriori;
- la riproduzione può avvenire per anfigonia e spesso per partenogenesi; a volte anfigonia e partenogenesi sono alternate. Tra le Cocciniglie si trova anche l'ermafroditismo (Icerya purchasi Mask.). Normalmente sono insetti ovipari, tuttavia vi sono forme vivipare;
- sviluppo eterometabolo, con alcune forme sia neometabole che catametabole (es.: Cocciniglie).

Gli Omotteri sono tutti fitofagi e comprendono le specie più frequentemente dannose all'agricoltura. Essi vengono classificati in più sezioni; in particolare gli Omotteri di interesse agrario appartengono alle sezioni degli Auchenorrinchi e degli Sternorrinchi.
Gli Auchenorrinchi comprendono le specie caratterizzate da un rostro sporgente dal corpo, da antenne corte, da ali con molte nervature e da tarsi di tre articoli (es.: Cicadidi e Cicadellidi).
Gli Sternorrinchi devono il loro nome al fatto che, in alcune specie, il rostro si trova all'altezza dello sterno del primo segmento toracico, per cui viene a spuntare tra le zampe anteriori. Le antenne sono lunghe, fino ad 11 articoli, e hanno ali con venature ridotte; i tarsi sono formati da uno o due articoli. Appartengono a questa sezione gli Psillidi, gli Aleirodidi, gli Afidi e le Cocciniglie.

Sezione Auchenorrinchi

Famiglia Cicadidi
Appartengono a questa famiglia le comuni cicale; esse sono insetti di media e grande taglia che vivono, da adulti, sulle chiome degli alberi. Gli insetti adulti compaiono durante i mesi estivi e sono ben conosciuti per il suono stridente, prodotto dagli organi sonori posti ai lati dell'addome. Si nutrono sottraendo linfa ai rami e il loro atto trofico provoca, a volte, danni alle piante colpite; inoltre le piante possono subire ferite da parte delle femmine in ovideposizione. Infatti alcune cicale, come la cicaletta (Cicadetta brullei Fieb.), danneggiano i fruttiferi e gli alberi con punture inferte con il robusto ovopositore.
Tra le specie nostrane ricordiamo:
- Lyristes (Tibicen) plebeius Scop., chiamata cicala grande per le sue dimensioni (può raggiungere circa 40 mm di lunghezza); presenta una livrea grigio-scura con peluria chiara. Essa sembra possa rimanere nel terreno per ben quattro anni, come neanide, prima di evolvere in adulto.

Famiglia Cercopidi
I Cercopidi sono insetti di piccole dimensioni (alcuni possono raggiungere i 10 mm); hanno caratteristiche comuni alle altre famiglie della sezione (Cicadellidi, Membracidi) presentando ali anteriori uniformemente sclerificate e zampe posteriori saltatorie. Le forme giovanili rimangono protette dagli escrementi prodotti da loro stesse e frammisti ad aria. Le neanidi dei Cercopidi vivono nel suolo dove si nutrono pungendo radici ed altri organi sotterranei. Gli adulti presentano un corpo di forma ovale e ali anteriori più lunghe dell'addome; essi succhiano la linfa sia di piante erbacee che di piante arboree, tuttavia solo raramente producono danno. Appartengono a questa famiglia le comuni cicalette dalla livrea nera maculata di rosso come:
- Cercopis vulnerata Ros.: questa è lunga circa 10 mm e, a volte, provoca danni ai fruttiferi;
- Cercopis sanguinolenta (Scop.): questa può raggiungere anche 10 mm di lunghezza; occasionalmente danneggia cereali, orticole, vite.

Famiglia Afroforidi
Gli Afroforidi sono insetti di piccole dimensioni (circa 6-8 mm di lunghezza) comunemente conosciuti come "sputacchine", per i caratteristici ammassi schiumosi in cui le forme giovanili si riparano dalle radiazioni luminose e dai predatori e che imbrattano la vegetazione. Possono, occasionalmente, provocare danni soprattutto alle coltivazioni erbacee (es.: erba medica) e floricole. Tra le specie più comuni e che possono arrecare qualche danno ricordiamo:
- Philaenus spumarius (L.), la comune sputacchina; essa si presenta di colore tra il nerastro ed il bruno chiaro, lunga circa 5 mm. Le femmine depongono le uova, con l'ovopositore, nella corteccia degli alberi durante il periodo estivo; le uova passano l'inverno e, in primavera, schiudono liberando le neanidi che si portano sulle piante erbacee. Gli adulti compaiono in estate e possono invadere anche gli alberi sui quali arrivano volando o saltando.

Famiglia Membracidi
I Membracidi sono insetti che presentano il pronoto che si espande in curiose e caratteristiche forme, soprattutto nelle specie tropicali; possiedono grandi occhi composti e due ocelli. Le ali sono sclerificate e le zampe posteriori sono di tipo saltatorio; posseggono un ovopositore con cui depongono le uova dentro i tessuti delle piante. Tra le specie più comuni ricordiamo la Stictocephala bisonia.

Famiglia Cicadellidi
I Cicadellidi sono una vasta famiglia di Omotteri di piccola taglia (lunghi generalmente pochi millimetri), dal corpo di forma allungata e sottile; possiedono ali leggermente sclerificate, zampe posteriori saltatorie e, come le cicale, sono dotati di membrane vibranti produttrici di suoni la cui frequenza non è percettibile all'orecchio umano. Le femmine sono dotate di ovopositore con cui depongono le uova dentro i tessuti vegetali.
I danni sono causati sia dalle punture di nutrizione, per sottrazione di linfa, che dalle ferite inferte con l'ovopositore; inoltre possono essere vettori di virus e di fitoplasmi.
Tra le specie più comuni ricordiamo:
- Scaphoideus titanus Ball., Cicalina americana della vite;
- Empoasca vitis G., Cicalina verde della vite.

Sezione Stenorrinchi

Famiglia Psillidi
Gli Psillidi sono insetti di piccola taglia (pochi millimetri), con corpo allungato e provvisto di due grandi occhi composti, tre ocelli e lunghe antenne. Le ali anteriori sono leggermente sclerificate e dotate di grosse nervature; le ali posteriori sono membranose. Le zampe del terzo paio sono di tipo saltatorio; le psille si spostano con rapidi voli e salti, tanto da essere difficilmente osservabili. Nelle femmine l'addome porta un corto ovopositore con il quale depongono le uova dentro i tessuti dei germogli o nella corteccia dei giovani rami. Le neanidi e le ninfe presentano una caratteristica forma del corpo che è appiattito e largo, con fusione, degli ultimi segmenti addominali, in una struttura detta pigidio. Si nutrono di linfa, inoltre provocano alterazioni dello sviluppo dei germogli, soprattutto in seguito alle punture con l'ovopositore; alcune specie determinano la formazione di galle e si ipotizza che possano diffondere virus e fitoplasmi. Producono abbondante melata, sia nelle fasi giovanili che in quelle adulte, favorendo la comparsa di fumaggini; possono secernere cere ed altre sostanze per proteggere il corpo, soprattutto negli stadi giovanili.
- Psylla pyri L. e Psylla pyricola (Forst.), Psille del pero.

Famiglia Aleurodidi (Aleirodidi)
Gli Aleurodidi (comunemente chiamati "mosche bianche") sono insetti di piccola taglia (pochi millimetri), caratteristici per avere il corpo e le ali (membranose) ricoperti da una polvere cerosa e biancastra (aleyron = farina); questa è prodotta da ghiandole ceripare addominali. Le ali, a riposo, sono ripiegate "a tetto" sul dorso, le zampe sono esili e quelle posteriori consentono piccoli salti. L'addome è peduncolato e porta, nelle femmine, un corto ovopositore. Le uova sono, più o meno, peduncolate, ed il peduncolo viene inserito nei tessuti del lembo fogliare della pagina inferiore. La riproduzione è anfigonica ma, a volte, può avvenire anche per partenogenesi; lo sviluppo è neometabolo. Le neanidi del primo stadio sono mobili; generalmente sono seguite da altri tre stadi in cui la neanide è fissa (le antenne e le zampe sono regredite).
La neanide del quarto stadio si trasforma in una specie di pupario spesso ornato di processi cerosi da cui sfarfalla l'adulto.
I danni sono determinati dalla sottrazione di linfa oltre che dalle punture dell'ovopositore; producono inoltre abbondante melata, che favorisce l’impianto delle fumaggini, e possono trasmettere alcune virosi. I danni si verificano soprattutto nelle serre dove questi insetti, che amano i climi caldi e umidi, si riproducono abbondantemente. Tra le specie di interesse agrario ricordiamo:
- Trialeurodes vaporariorum (Westw.), Mosca bianca delle serre;
- Dialeurodes citri (Ashm.), Aleurode degli agrumi.

Superfamiglia Afidoidei
Gli insetti che appartengono a questa superfamiglia sono di piccole dimensioni (generalmente pochi millimetri), con corpo piriforme, il cui tegumento è poco sclerificato e, a volte, protetto con sostanze cerose prodotte da ghiandole ceripare, diffuse sul corpo. Comunemente sono chiamati Afidi e sono conosciuti come "pidocchi delle piante". Il torace porta zampe esili e due paia di ali membranose; il primo paio di ali è di dimensioni maggiori del secondo. Le ali in alcune specie mancano, in altre si alternano generazioni con individui alati ad altre con individui atteri. L'addome è ben sviluppato, globoso e distinto in nove segmenti; in diversi Afidoidei l'ultimo segmento addominale forma una specie di coda, detta 'codicola", che serve, a rimuovere la melata secreta dall'apertura anale. Gli Afidi sono, per la maggior parte, grandi produttori di melata, liquido zuccherino che richiama mosche, formiche, vespe ed api. Sull'addome possono essere presenti due sifoni che, oltre a produrre materiale di tipo ceroso come difesa (imbrattano gli eventuali nemici), possono secernere sostanze riconosciute come feromoni di allarme.
In quasi tutti gli Afidoidei manca l'ovopositore; le femmine possono essere, in qualche gruppo, sempre ovipare; tuttavia la maggior parte degli Afidoidei sono ovipari e vivipari. In genere sono vivipare le specie che si riproducono per partenogenesi.
Gli Afidoidei sono esclusivamente fitofagi, spesso monofagi ma anche polifagi; infestano soprattutto germogli e foglie tenere, ma anche altri organi della pianta, comprese le parti ipogee. Si nutrono prevalentemente di linfa infiggendo direttamente gli stiletti nei tubi cribrosi, oppure pungendo le cellule e succhiandone il contenuto. Le punture di suzione, a causa dell'azione irritante della saliva iniettata (a volte anche la ferita inferta dalle specie provviste di ovopositore, per le sostanze secrete dalle ghiandole ad esso annesse) possono causare la formazione di galle. Gli organi attaccati manifestano, inoltre, deformazioni, bollosità, arricciamenti, ecc. e cascola precoce. La pianta risulta indebolita anche per gli ulteriori danni indiretti, provocati dalla comparsa di abbondante melata con le relative conseguenze. Infine, gli Afidi possono essere vettori di virus e, data la grande capacità di proliferazione e diffusione, sono molto temuti anche per questo motivo.
La riproduzione avviene generalmente con alternanza tra riproduzione anfigonica e partenogenesi (eterogamia). Nel corso dell'anno si hanno generalmente diverse generazioni partenogenetiche che si susseguono, nella maggior parte dei casi, con la comparsa di generazioni di femmine, attere e/o alate (polimorfismo). Il ciclo annuale si conclude con la comparsa di una generazione di anfigonici (o sessuati), maschi e femmine, destinati ad accoppiarsi. Il ciclo degli Afidi ha in realtà molteplici variazioni in seno ai vari gruppi; si possono distinguere tre principali cicli che, a volte, possono comparire ed essere associati anche nell'ambito della stessa specie. Per semplicità distinguiamo:
- olociclo: alternanza regolare tra più generazioni partenogenetiche ed una anfigonica;
- paraciclo: comparsa saltuaria della generazione anfigonica;
- anolociclo: scomparsa della generazione anfigonica; si hanno generazioni solo partenogenetiche.
I cicli possono essere distinti anche in:
- cicli monoici: si svolgono su una stessa specie ospite;
- cicli eteroici: si svolgono su due o più specie di ospiti;
- cicli omotopi, quando la vita dell'afide si svolge su una stessa parte di pianta;
- cicli eterotopi, quando la vita dell'afide si alterna su parti diverse della pianta (es. foglie e radici).
L'olociclo prevede l'alternanza tra più generazioni partenogenetiche ed una generazione anfigonica, generalmente nell'arco di un anno, a volte di due anni. L'olociclo può essere:
- eteroico se si svolge tra una specie vegetale, ospite primario, ed almeno un'altra specie, ospite secondario;
- monoico se si svolge su una sola specie vegetale.
Inoltre l'olociclo può essere omotopo (se si svolge su una sola parte di pianta) oppure eterotopo (se si svolge su parti diverse della pianta).

A. Olociclo eteroico (omotopo)
- Lo svernamento è attuato allo stadio di uovo fecondato (uovo durevole) sull'ospite primario;
- in primavera fuoriesce dall'uovo una femmina attera (fondatrice) che si riproduce per partenogenesi, dando origine a nuove femmine attere (o anche alate) chiamate fondatrigenie; queste a loro volta possono originare altre generazioni partenogenetiche, con la formazione di colonie e con la comparsa crescente di forme alate. Le forme alate, generalmente entro l'inizio dell'estate, migrano dal ospite primario (alberi o arbusti) verso quello secondario (piante erbacee);
- in estate, sull'ospite secondario si ha lo sviluppo di una o più generazioni di femmine (virginogenie) sia attere che alate; le femmine alate volano, propagando la specie, e colonizzano altri ospiti secondari;
- a fine stagione compaiono le sessupare (alate e/o attere) che sempre per partenogenesi danno origine agli anfigonici (maschi e femmine); questi si riproducono sull'ospite primario e le femmine depongono, su di esso, le uova invernali (singole o a gruppi). Più precisamente le sessupare attere danno origine ad anfigonici maschi alati che voleranno sull'ospite primario. Le sessupare alate volano, invece, direttamente sull'ospite primario, originando anfigonici femmine attere.

B. Olociclo monoico (omotopo)
- Lo svernamento avviene come uovo durevole;
- in primavera dall'uovo fuoriesce la fondatrice che per partenogenesi dà origine a successive generazioni di femmine virginogenie;
- in estate le forme alate volano diffondendosi su altre piante, della stessa specie; a fine stagione originano le sessupare;
- in autunno le sessupare (attere o alate) per partenogenesi danno origine agli anfigonici (maschi alati o atteri, femmine sempre attere). Questi si accoppiano e le femmine depongono le uova durevoli.

Famiglia Lacnidi
Comprende gli Afidi che possono raggiungere la maggiori dimensioni (7-8 millimetri di lunghezza); sono normalmente provvisti di setole sul corpo, di corti sifoni e di zampe esili e lunghe. La maggior parte vive e si nutre sulle latifoglie e sulle conifere; solo alcune specie sono legate alle piante erbacee (graminacee, riso, ecc.). Normalmente compiono olocicli monoici, tuttavia vi sono alcune specie che compiono paracicli e anolocicli.

Famiglia Callafididi
I Callafididi sono Afidi monoici che attaccano piante arboree oppure erbacee (leguminose).
Questi Afidi presentano uno spiccato interesse per le piante di interesse forestale e paesaggistico; ricordiamo in modo particolare:
- Chromaphis juglandicola (Kalt.), Afide minore del noce;
- Callaphis juglandis (Goetze), Afide maggiore del noce.

Famiglia Afididi
La famiglia degli Afididi comprende il maggior numero di specie di afidi; in essa sono incluse la maggior parte delle specie che attaccano le piante coltivate. Le loro dimensioni sono generalmente contenute (2-3 millimetri di lunghezza), presentano spesso sifoni allungati e codicola ben sviluppata. La famiglia comprende alcune specie monoiche, ma la maggior parte è dioica e, frequentemente, polifaga; molte specie compiono olocicli, tuttavia altre hanno anche paracicli ed anolocicli. Tra gli Afididi più comuni ricordiamo:
- Myzus persicae (Sulz.), Afide verde del pesco, altamente polifago per quanto concerne gli ospiti secondari:
- Aphis pomi De G., Afide verde del melo; compie un ciclo monoico omotopo.

Famiglia Pemfigidi o Eriosomatidi
Gli Eriosomatidi attaccano varie piante arboree, forestali e coltivate, determinando, a volte, la comparsa di malformazioni e di galle specialmente sulle foglie (picciolo e lembo) e sui rametti. Producono secrezioni cerose con cui proteggono il corpo e le colonie; la maggior parte è dioica e le femmine depongono un solo uovo durevole. Tra le specie di maggior interesse agrario ricordiamo:
- Eriosoma lanigerum (Hausm.), Afide lanigero o Pidocchio sanguigno del melo.

Famiglia Adèlgidi
Gli Adèlgidi sono afidi che attaccano esclusivamente le conifere; compiono olocicli dioici di durata biennale, accompagnati da paracicli sull'ospite secondario; hanno come ospite primario sempre le specie del genere Picea e come ospiti secondari uno dei seguenti generi: Pinus, Abies, Larix e Pseudotsuga. Tra le varie specie ricordiamo:
- Sacchiphantes viridis (Ratz.), Cherme dell'abete.

Famiglia Fillossèridi
I Fillossèridi sono afidi di piccole dimensioni (circa 1 millimetro di lunghezza) che attaccano varie latifoglie spontanee e coltivate; questi afidi compiono generalmente dei cicli monoici. Presentano alcune caratteristiche morfologiche che li differenziano dagli altri afidi: infatti il loro addome ha gli ultimi uriti ristretti per cui il corpo è tipicamente piriforme, inoltre mancano di apertura anale.
A questa famiglia appartiene Viteus vitifoliae (Fitch.) (Phylloxera vastatrix Pl.), Fillossera della vite.

Superfamiglia Coccoidei
I Coccoidei, chiamati comunemente cocciniglie, sono insetti di piccole dimensioni che misurano, generalmente, qualche millimetro (vi sono specie esotiche che raggiungono anche i 30 mm). Le cocciniglie si caratterizzano per il grande dimorfismo sessuale e per l'abbondante presenza, sul corpo, di ghiandole secernenti cera, lacca e seta con cui viene protetto il tegumento e, a volte, le uova. I maschi, più piccoli delle femmine, presentano una forma allungata e sono dotati di antenne. L'apparato boccale è atrofico per cui non si nutrono; le ali, quando sono presenti, sono solo un paio (quello anteriore), quelle posteriori sono trasformate in retinacoli. Le zampe sono sempre presenti. Nelle femmine il capo può portare occhi semplici e antenne, tuttavia, nelle forme immobili, questi finiscono per regredire. L'apparato boccale è, di solito, ben sviluppato e gli stiletti, derivati dall'allungamento delle mascelle e delle mandibole, quando non sono utilizzati vengono protetti in una tasca detta crumena. Le ali sono sempre assenti, mentre le zampe possono regredire durante lo sviluppo dell'insetto (oppure mancare completamente) per cui l'insetto diviene immobile. Nell'addome, ad eccezione dei Diaspididi, è presente la camera filtrante, per mezzo della quale viene filtrata la parte eccedente della linfa assunta ed eliminata come melata. I Coccoidei sono normalmente dei grandi produttori di melata, tanto che le colonie sono frequentate dalle formiche che traggono, da essa, il nutrimento, solleticando le cocciniglie con le antenne; le formiche difendono le colonie da eventuali predatori, come fanno anche con gli Afidi. La riproduzione avviene normalmente per anfigonia, tuttavia è frequente la partenogenesi.
Le cocciniglie sono, per la maggior parte, ovipare; vi sono tuttavia anche specie ovovivipare e vivipare. Generalmente producono numerose uova, da cui nascono neanidi che si diffondono rapidamente nell'ambiente. Prediligono climi caldi e prosperano, per questo, nelle coltivazioni protette, dove possono compiere diverse generazioni all'anno e dare origine a cospicue colonie. Le uova sono normalmente protette da secrezioni cerose (ovisacchi) o rimangono riparate nel corpo della madre, spesso protetto da uno scudetto (o follicolo) di materiale da essa stessa secreto. Lo sviluppo procede in modo diverso nell'ambito dei due sessi:
- i maschi sono neometaboli; si hanno generalmente 4 stadi di cui i primi due sono mobili, e gli altri due (detti proninfa e ninfa) sono immobili, analogamente agli insetti olometaboli;
- le femmine sono pseudoametabole o catametabole; lo sviluppo procede attraverso 2-3 stadi di neanide, prima di divenire adulto. Le neanidi del primo stadio sono responsabili della diffusione della specie (soprattutto per le forme immobili) che si verifica nelle prime fasi dopo la nascita. Dopo qualche giorno, le neanidi delle specie immobili si fissano stabilmente introducendo gli stiletti nell'ospite e rimanendovi attaccate per tutta la loro esistenza.
Le cocciniglie sono generalmente polifaghe; si nutrono della linfa delle piante indebolendole. Il loro attacco determina decolorazioni, maculature (es.: frutti) e, per l'azione irritante della saliva, possono causare deformazioni, ridurre lo sviluppo di foglie e giovani rami; con le loro punture facilitano l'ingresso di microrganismi patogeni e alcune specie sono vettori di virus. Inoltre altri danni derivano, come per gli afidi, dalla produzione di melata che si presenta particolarmente abbondante in alcuni gruppi. Le popolazioni di questi insetti sono controllate naturalmente sia dai fattori ambientali (piogge abbondanti, forti insolazioni che sono causa di forti mortalità nelle neanidi) che da predatori/parassitoidi e da microrganismi patogeni (funghi).

Famiglia Margarodidi
Sono Cocciniglie primitive, mobili anche allo stadio adulto, che possono raggiungere anche 10 mm di lunghezza. Le femmine adulte sono attere e, spesso, presentano apparato boccale in parte regredito; i maschi sono normalmente alati; alcune specie sono ermafrodite. Alla famiglia dei Margarodidi appartiene la:
- Icerya (= Peryceria) purchasi Mask., la grande Cocciniglia cotonosa degli agrumi.

Famiglia Pseudococcidi
Appartengono a questa famiglia un gran numero di specie dannose alle coltivazioni agricole e conosciute come "Cocciniglie farinose" per la caratteristica polvere cerosa che ricopre il loro corpo mascherandone il vero colore, e per i raggi cerosi alla periferia del corpo. Sono insetti di piccole dimensioni (2-3 mm di lunghezza) con i maschi più piccoli; la forma delle femmine è ovale ed appiattita. Possiedono antenne e le femmine hanno occhi composti mentre i maschi solo ocelli; sono generalmente dotati di zampe per cui sono insetti mobili. Molte specie producono ovisacchi formati da un groviglio di filamenti cerosi; quando le femmine formano le colonie, gli ovisacchi, a contatto tra loro, costituiscono una massa fioccosa che avviluppa le femmine stesse e l'organo vegetale attaccato. Normalmente producono abbondante melata. Lo sviluppo, nelle femmine (pseudoametabole), procede attraverso tre stadi di neanidi; mentre nei maschi vi sono quattro stadi: due di neanidi, uno di proninfa ed uno di ninfa.
Tra le specie più comuni ricordiamo:
- Planococcus citri (Risso), Cocciniglia farinosa degli agrumi.

Famiglia Coccidi o Lecanidi
Le femmine dei Coccidi, che possono raggiungere anche 5 mm di lunghezza, sono generalmente immobili o comunque quasi immobili. Il corpo delle femmine è spesso convesso, tuttavia alcune specie hanno femmine appiattite, oppure con forma ovoidale, più o meno allungata, ed infine anche tonda.
Il tegumento del dorso è, in genere, ispessito, privo di segmentazione e spesso ricoperto di secrezioni cerose. I maschi, più piccoli delle femmine, sono dotati di ali. Le femmine possono deporre le uova sotto il ventre oppure in ovisacchi di materiale ceroso. Lo sviluppo, nelle femmine, procede attraverso tre stadi di neanide (pseudoametabole); mentre i maschi ne hanno quattro (neometaboli). Gli stadi immobili maschili sono protetti dentro un follicolo, appiattito ed allungato, quasi trasparente. Questa famiglia comprende numerose specie dannose tra cui ricordiamo:
- Saissetia (= Coccus) oleae (Oliv.), Cocciniglia mezzo grano di pepe (anche Cocciniglia nera).

Famiglia Diaspididi
I Diaspididi sono piccole cocciniglie lunghe pochi millimetri; le femmine adulte hanno antenne atrofiche, sono prive di zampe per cui sono immobili. Il corpo è appiattito e protetto dorsalmente da uno scudetto (o follicolo), più o meno tondeggiante, di cera e di seta; nello scudetto rimangono incluse le esuvie dei vari stadi di sviluppo. Il follicolo ha anche funzione di protezione delle uova; ventralmente, le femmine sono protette da una sottile pellicola (velo ventrale). Di norma gli ultimi uriti addominali sono fusi a formare il pigidio, caratteristico per ogni specie; questo è dotato di vari processi e porta ghiandole sericipare e ceripare che producono le sostanze per la costruzione dello scudetto. I maschi adulti presentano antenne ed occhi semplici; possiedono zampe e, spesso, ali. Il secondo paio di ali è trasformato in bilancieri detti retinacoli. Le neanidi, dei maschi e delle femmine, appena nate si disperdono e dopo pochi giorni si fissano formando lo scudetto (nei maschi si presenta allungato); successivamente, nelle femmine iniziano a regredire le appendici che sono completamente atrofiche nell'adulto. I Diaspididi non producono melata per l'interruzione che vi è tra l'intestino medio e quello posteriore. L'insetto elimina quindi solo le sostanze escrete dai tubi malpighiani; queste sostanze vengono inoltre utilizzate per la costruzione dello scudetto.
Tra i Diaspididi ricordiamo quelli appartenenti al gruppo Diaspis (scudetto tondeggiante nelle femmine), tra cui la Cocciniglia bianca del gelso e del pesco. Inoltre ricordiamo anche quelle del gruppo Mytilococcus, come la Cocciniglia a virgola degli agrumi, che presentano lo scudetto a forma di mitilo.

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