Cimice del nocciolo - Gonocerus acuteangulatus Goeze
Atlante di Entomologia Agraria - Insetti utili e dannosi

Classificazione e piante ospiti

Classe: Insetti
Ordine: Rincoti
Sottordine: Eterotteri
Famiglia: Coreidi
Genere: Gonocerus
Specie: G. acuteangulatus Goeze

Piante ospiti: Nocciolo, Quercia, Castagno ed altre.

Identificazione e danno

G. acuteangulatus è la cimice del nocciolo potenzialmente più pericolosa perché può svolgere il proprio ciclo vitale unicamente sul nocciolo mentre le altre svolgono parte del loro ciclo anche su altre specie vegetali. L’adulto ha il corpo di colore marrone chiaro con sfumature violacee lungo i margini di torace.

L’insetto ha un apparato boccale pungente-succhiatore e infligge ai frutti del nocciolo punture di nutrizione con gli stiletti boccali raggiungendo il seme attraverso il guscio non ancora lignificato. Il danno che la cimice provoca sul nocciolo è di tipo prettamente qualitativo. Con la puntura di suzione l’insetto inietta della saliva nel seme causando due tipi di reazione a seconda del periodo. Se si tratta di punture precoci, il seme subisce un aborto traumatico e alla raccolta si avranno nocciole con il guscio normalmente formato ma con il seme totalmente atrofizzato. Nel caso di punture più tardive il seme completa il suo sviluppo ma presenta alterazioni del colore e delle caratteristiche organolettiche, si presenta raggrinzito, con macchie brunastre necrotiche e con odore e sapore fortemente sgradevoli a causa dei fenomeni di irrancidimento. La parte del seme colpita talvolta è circondata da alone più scuro, ed è spesso interessata da depressione dei tessuti periferici esterni. La presenza di cimiciato influisce negativamente sulla qualità del prodotto con conseguente deprezzamento commerciale al momento della sgusciatura.

Inoltre l'attacco del Gonocerus provoca anche danni indiretti con la trasmissione di un fungo parassita. Analoghi danni sono provocati da altre cimici, appartenenti alla famiglia dei Pentatomidi, tra cui particolarmente diffusa è Palomena prasina; inoltre ricordiamo Nezara viridula, Dolycorus baccarum, Rhaphigaster nebulosa.
Infine vanno ricordate le specie del genere Carpocoris, specialmente Carpocoris pudicus.

Altre informazioni: www.agricoltura.regione.campania.it

Cimice del nocciolo Cimice del nocciolo - Gonocerus acuteangulatus Goeze (foto www.ukwildlife.bravehost.com)

Cimice del nocciolo Cimice del nocciolo - Gonocerus acuteangulatus Goeze (foto Sebastien Bedani)

Ciclo biologico

Compie 1 generazione/anno e l’adulto presenta una colorazione marrone sul dorso e verde chiaro nella parte ventrale. Lo svernamento avviene in siepi e cespugli e la comparsa in campo si ha a partire dalla seconda metà di maggio. Le femmine vivono fino a fine estate e durante la loro vita depongono, sulla pagina superiore delle foglie, alcune decine di uova, prevalentemente in modo isolato, sulle brattee e sulle foglie del nocciolo. Le forme giovanili (neanidi) sono rintracciabili sulla vegetazione da metà giugno a tutto agosto.

Lotta

Il controllo ecosostenibile delle cimici del nocciolo prevede il rispetto dei principi ispiratori della difesa integrata della coltura, basati sui seguenti momenti decisionali:
• Ricorso a buone pratiche agronomiche come evitare le consociazioni e la vicinanza di zone incolte in prossimità del noccioleto.
• Monitoraggio dell’andamento delle popolazioni dell’insetto in campo mediante campionamento eseguito con il metodo dello scuotimento delle piante nel periodo maggio-giugno. • Esecuzione dei trattamenti insetticidi solo al superamento della soglia di intervento prevista dai disciplinari regionali di difesa integrata (5-6 individui per pianta).
• Scelta dei prodotti fitosanitari da utilizzare tra quelli con minor impatto verso l’uomo e l’agroecosistema (insetti utili e altri organismi non bersaglio). Il ricorso ad alcune semplici pratiche agronomiche consente inoltre di evitare l’insorgenza di altri fenomeni che vengono spesso confusi con il cimiciato (“vizio occulto” o “marcio interno”) e che invece sono legati a una cattiva conservazione delle nocciole:
• Evitare la permanenza al suolo per alcuni giorni della nocciola dopo la sua maturazione. Dopo il distacco dall’albero la nocciola presenta un contenuto di Controllo ecosostenibile umidità ridotto, pari al 5-6% del peso totale. Durante la permanenza sul suolo però le nocciole possono riassorbire umidità dal terreno o dall’aria il che consente l’avvio dei processi fermentativi che portano all’imbrunimento del seme (“vizio occulto” o “marcio interno”). L’imbrunimento generalizzato del seme comporta un cattivo odore e un sapore sgradevole.
• Ricorrere alla doppia raccolta: effettuare due raccolte successive, la prima quando circa il 70% del prodotto è già caduto a terra, la seconda al termine della cascola fisiologica. La doppia raccolta, contrariamente alla raccolta unica in cui il prodotto viene prelevato con un unico passaggio, consente di limitare i danni al seme.
• Essiccazione del prodotto: l’essiccazione delle nocciole rappresenta la prima importante fase di preparazione del prodotto per la conservazione ed evita l’inacidimento dell’olio. Tale processo deve essere tale da garantire il mantenimento di basse umidità nel seme (<5%).
• Stoccaggio: le nocciole possono sopportare tempi lunghi di stoccaggio, tuttavia la loro qualità si riduce progressivamente. Inoltre, la disponibilità di nocciole sul mercato è soggetta ad alternanza, per vari motivi, stagionali e climatici. Questo fatto determina periodi in cui il prodotto scarseggia o in cui è molto abbondante con evidenti conseguenze sui prezzi. Per garantire la qualità e ridurre le fluttuazioni di prezzo, risulta indispensabile controllare e protrarre la vita commerciale dei semi allo scopo di introdurli sul mercato con flussi più regolari.

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