Ficus- Ficus spp.
Atlante delle piante da vaso - Piante da appartamento e da balcone

Classificazione, provenienza e descrizione

Nome comune: Ficus.
Genere: Ficus.

Famiglia: Moracee.

Provenienza: paesi tropicali o subtropicali (India, Cina, sud-est asiatico).

Descrizione genere: annovera circa 800-1000 specie di piante, con portamento e dimensioni variabili: infatti troviamo sia piante di modeste dimensioni, sia piante che, nei loro luoghi d'origine, diventano grandi alberi; oppure piante sempreverdi o a foglia caduca. Generalmente si tratta di piante delicate perché provengono da paesi tropicali o subtropicali (India, Cina, sud-est asiatico). Una caratteristica comune a tutti i Ficus, anzi a tutte le specie appartenenti alla loro famiglia, le Moracee, è la presenza nei tessuti di canali laticiferi, contenenti un lattice (o latice) bianco, denso, appiccicoso, probabilmente prodotto a scopo antipredatorio. Questo liquido può essere irritante per gli occhi e la pelle. Nei paesi d'origine da questo lattice, fatto fuoriuscire da piccole incisioni praticate sul tronco di alcune specie di Ficus, viene ricavata una gomma di buona qualità; quindi queste piante sono importanti anche dal punto di vista economico-commerciale. Il Ficus elastica è uno degli alberi più utilizzati per la produzione della gomma; riveste un'importanza tale da essere spesso indicato con il nome comune di fico della gomma. Un altro impiego sicuramente più antico che accomuna alcune specie di Ficus è quello di albero sacro e per questo custode dei templi.
E' interessante soffermarci sulle grandi dimensioni e sulle altezze considerevoli che raggiungono alcuni Ficus nei loro habitat naturali, per comprendere bene l'imponenza e la maestosità di queste specie: il Ficus elastica ed il Ficus benjamina raggiungono tranquillamente i 30 metri d'altezza nei paesi d'origine; se queste specie sono messe a dimora e coltivate ad altre latitudini, in un ambiente con molte delle caratteristiche di quello originale, come la Sicilia, possono raggiungere i 20 metri, un'altezza inferiore ma sempre notevole. Negli appartamenti ovviamente non arrivano a quelle altezze, ma molti esemplari di Ficus raggiungono agevolmente i 2-2,5 metri d'altezza, oltre i quali si può procedere ad una cimatura di contenimento per ottenere piante più cespugliose. Si possono utilizzare le parti asportate alle piante per la moltiplicazione.

Ficus benjamina Ficus benjamina (foto www.agraria.org)

Specie e varietà

Il Ficus benjamina è una pianta originaria del sud-est asiatico, presente dall'India alle Filippine. Ha un tronco diritto e snello, flessibile ed elegante, con una chioma molto densa. La corteccia è liscia e di colore chiaro e tende a scurirsi con l'età. I rami sono sottili e penduli; dai rami dei vecchi esemplari si sviluppano radici aeree colonnari che servono per distribuire il peso della chioma che si espande enormemente in orizzontale una volta raggiunta la maturità. Il Ficus benjamina è una specie sempreverde, le foglie sono ellittiche con apice acuminato, picciolate, non coriacee; la loro lunghezza è di circa 7-12 cm, il margine è intero. Il colore è verde brillante da giovane mentre la colorazione è più scura è quando le foglie sono adulte.

Il Ficus elastica è originario anch'esso dell'Asia tropicale. Presenta un tronco relativamente sottile, e tende molto a ramificarsi. Infatti nei luoghi d'origine si presenta con una chioma molto espansa orizzontalmente e sorretta da lunghe radici colonnari che si dipartono dai rami. Le giovani foglie sono avvolte in una guaina rossa, sono ovate e acuminate all'apice, lunghe anche 30 cm e sono dotate di un robusto picciolo. Le foglie del F. elastica hanno inoltre una consistenza coriacea: questo fattore, oltre alle dimensioni della foglia e al colore della guaina, permette di distinguere con certezza il Ficus elastica dal Ficus benjamina. La colorazione delle foglie è verde scura e lucida superiormente, mentre inferiormente è di un verde più tenue. Nella pagina inferiore spicca la nervatura centrale, la quale è rossa e molto sporgente. Va ricordato che quella appena descritta non è la specie tipica ma è la varietà "Decora", pianta ottenuta dopo molte ibridazioni. La specie tipica, ad esempio, si distingue dalla varietà "Decora" per la forma delle foglie, che sono marcatamente oblunghe e non ovali.

Il Ficus lyrata è originario dell'Africa tropicale occidentale ed ha anch'esso, come il F. elastica, foglie molto grandi , lucide e coriacee. Però le dimensioni delle foglie del F. lyrata possono essere molto superiori a quelle del F. elastica raggiungendo perfino una lunghezza di 60 cm ed una larghezza di 25 cm. Inoltre le foglie del F. lyrata si differenziano da quelle del F. elastica anche per la loro forma, che ricorda quella del violino: infatti l'estremità della foglia è molto più larga della sua base. I margini della foglia sono marcatamente ondulati; questo è un altro elemento di distinzione con il F. elastica. Nei luoghi d'origine, il F. lyrata è un albero imponente, la cui chioma raggiunge gli 8 metri di diametro. E' una specie sempreverde.

Il Fico magnolioide (Ficus macrophylla) è originario dell'Australia orientale ed è una pianta imponente e maestosa nel suo habitat naturale, che arriva ad una altezza di 40 metri. Differisce dai Ficus trattati precedentemente per molti aspetti. Anzitutto, il tronco nei vecchi esemplari è massiccio, voluminoso ed irregolare, dalla corteccia grigio-piombo. Le radici aeree sono imponenti, infatti esse scendono dai grossi rami e quando s'interrano formano dei colonnati molto spettacolari. La chioma è impressionante, perché è una pianta che ramifica molto, e per questo deve essere sostenuta dalle radici aeree. L'elemento di distinzione più evidente è dato dalle foglie. Le foglie di questo albero ricordano quelle della Magnolia grandiflora (da cui il nome), dunque sono intere, hanno una forma ovato-ellittica e una lunghezza di circa 25 cm. La similitudine con la Magnolia grandiflora non si limita alla forma delle foglie ma si estende anche alle caratteristiche delle superfici delle due pagine fogliari. Infatti nella pagina superiore sono verdi, lucide e prive di peluria, mentre in quella inferiore, oltre ad avere una colorazione verde più chiara, presentano squame color rosso ruggine. Inoltre non hanno l'apice acuminato com'è invece nel F. elastica e nel F.benjamina. Tutti gli elementi precedentemente descritti lo differenziano dal Ficus che gli è più simile ovvero dal Ficus elastica. Il Fico magnolioide ha in comune con il Ficus elastica e con il Ficus lyrata le foglie coriacee e lucide superiormente e l'essere una specie sempreverde, caratteristica comune quest'ultima anche al Ficus benjamina.

Il genere Ficus comprende un'enorme quantità di specie, molte delle quali non hanno avuto una grande diffusione commerciale come il F. elastica, il F. benjamina ecc. per una serie di motivi e sono presenti soprattutto in alcuni orti botanici. I motivi di questa "assenza" o scarsa diffusione sono ricondicibili al fatto che alcuni di essi hanno un fogliame poco ornamentale e proprio per questo non rientrano fra le specie commercializzabili, mentre altri sono maggiormente delicati e richiedono attenzioni che spesso il semplice appassionato non è in grado di fornire e questo limita la loro diffusione, o più banalmente perché alcune varietà, se pur belle ed interessanti, non sono conosciute dal grande pubblico, il quale non le richiede. Meritano comunque di essere brevemente descritte soprattutto per offrire un panorama completo su questo genere e dunque per favorirne la conoscenza.

Il Ficus benghalensis trova il suo areale originario nel sud-est asiatico e nell'Africa tropicale. Può raggiungere i 30 metri d'altezza e possiede foglie coriacee con una forma ampiamente ovale o ellittica, la cui lunghezza va dai 13 ai 25 cm. Le foglie hanno una colorazione verde scuro con delle sfumature bronzee da giovani, mentre da adulte è riscontrabile nitidamente sulla superficie fogliare il disegno di venature chiare. Nella pagina inferiore è rilevabile una peluria soffice e breve. Emette radici avventizie dai rami.

Il Ficus buxifolia è una pianta originaria dello Zaire, dotata di un rapido accrescimento. Le foglie, lunghe fino a 6 cm, sono coriacee e cuneiformi, portate da rami sottili e penduli.

Il Ficus cannonii è un arbusto che raggiunge i 3 metri d'altezza, ma è molto diverso da quelli che siamo abituati a vedere. Le foglie non sono coriacee ma membranose, lunghe fino a 25 cm. La forma è molto varia, da cordata a trilobata, sempre con una nervatura centrale rossa. Le due pagine fogliari sono cromaticamente diverse, infatti quella superiore è di colore bruno-violetto, quella inferiore è rosso-vinata.

Il Ficus diversifolia è originario dell'India e della Malesia dove non raggiunge grandi dimensioni: lo potremmo definire un piccolo albero. I rami sono brevi, e portano foglie largamente obovate o tondeggianti, con apice arrotondato o appuntito. Le foglie hanno un colore verde scuro sulla pagina superiore, mentre la colorazione può essere da un verde più tenue al fulvo in quella inferiore. I frutti, di colore giallo o rosso, sono molto ornamentali.

Il Ficus formosanum (Ficus dell'isola di Formosa) è una pianta a foglie rotonde e persistenti, ed ha bisogno di più luce rispetto ad altre varietà. E' molto delicata.

Il Ficus ispida (sin. F. oppositifolia), originario dell'Asia e dell'Australia tropicale, è un cespuglio o piccolo albero pubescente, ispido in tutte le sue parti. Le foglie, oblunghe e non coriacee, hanno il margine intero o dentellato. Essendo fittamente pelose nella pagina inferiore, risultano particolarmente ruvide al tatto.

Il Ficus neriifolia si distingue per le foglie strette e lucide che ricordano quelle del salice piangente. Questa specie emette radici aeree facilmente, anche nei primi anni di vita.

Il Ficus pumila, originario della Cina e del Giappone, è una pianta rampicante o strisciante, i cui rami sono dimorfi. Infatti i rami giovani sono sottili ed aderiscono al sostegno con radici avventizie. Hanno foglie molto piccole ovate ed appuntite, di colore verde scuro con delle nervature molto sporgenti sulla pagina inferiore. I rami adulti, che però alle nostre latitudini si formano raramente, sono eretti e legnosi e portano delle grandi foglie ovato-oblunghe, intere, coriacee e lucide. La caratteristica propria di questo albero è quella di comportarsi come un rampicante: infatti la pianta ha un fusto volubile cioè incapace di sostenersi da sola. Alle nostre latitudini viene coltivata facendola aderire a dei supporti, oppure lasciando ricadere i fusti se vogliamo impiegare il Ficus per i panieri appesi. In natura è una pianta epifita ovvero è una pianta che vive su di un'altra utilizzandola soltanto come sostegno.

Il Ficus religiosa è l'albero sacro per eccellenza in India, piantato vicino ai templi, infatti è chiamato comunemente il fico delle pagode. E' un albero originario della Thailandia e del Vietnam ed è un albero alto perchè riesce a raggiungere i 20 metri. I rami suoi sono angolosi, eretti e presentano numerose radici avventizie e fittonanti. Le foglie, lungamente picciolate, sono cuoriformi, ovato-triangolari, ma si caratterizzano per aver una appendice lineare all'apice, ovvero possiedono un'estremità molto acuta. La forma di queste foglie richiamano alla mente quella del pioppo nero.

Il Ficus retusa ha un areale di diffusione molto estesa che comprende tutta l'Asia tropicale, dalla Malesia alle Filippine fino ad arrivare alle Hawaii. E' un grande albero dal portamento eretto che assomiglia molto al F. benjamina. Le foglie persistenti e coriacee sono lunghe 5-10 cm ed hanno un bel colore verde brillante. Le foglie del Ficus retusa, brevemente picciolate, possono assumere una forma largamente o strettamente ellittica fino ad essere obovate. E' una pianta molto vigorosa.

Il Ficus rubiginosa è un arbusto tortuoso e molto ramificato anche da giovane, di origine australiana. Presenta radici aeree fittonanti che poi serpeggiano al suolo e germogliano formando delle fitte boscaglie. Le foglie sono coriacee, intere, oblunghe e cordate alla base, lunghe 8-10 cm. Le foglie possiedono una colorazione verde scuro mentre nella pagina inferiore esse sono pubescenti da giovani e poi glabre, eccetto le nervature. Questa pelosità densa e sottile che è presente allo stadio giovanile della pianta, è di colore fulvo o rossiccio (da questa caratteristica deriva il nome della specie) e ricorda la pagina inferiore della Magnolia grandiflora. Ne esiste anche una varietà a foglie variegate.

Il Ficus sicomorus è una pianta originaria della Siria, dell'Egitto e del Sudan. E' un albero molto longevo e che raggiunge grandi dimensioni. Le foglie sono simmetriche a forma variabile: da largamente ovata a ellittiche a quasi circolari, con superficie rugosa. La lunghezza è di circa 8-10 cm, di colore verde-bluastro da giovani, verde oliva scuro da adulte.

Il Ficus triangolaris è originario dell'Africa tropicale. E' un piccolo albero sempreverde con foglie triangolari, di colore verde scuro, spesse e carnose, lunghe 5 cm con margine arrotondato. Ne esiste anche una varietà dal fogliame variegato, le cui foglie hanno un largo margine color crema, variegato dal verde scuro al grigio chiaro.

Ficus elastica var. decora Ficus elastica var. decora (foto www.agraria.org)

Esigenze ambientali, substrato, concimazioni ed accorgimenti particolari

Terriccio

I Ficus sono piante che prosperano in un substrato con pH compreso tra 5 e 6, dunque leggermente acido, ma possono svilupparsi anche in un terriccio neutro o in un terreno decisamente acido. Il terriccio deve essere particolarmente permeabile e fertile. La fertilità del terriccio è legata naturalmente alla presenza nel terriccio stesso molti elementi nutritivi di cui la pianta abbisogna, anche se va rilevata una certa rusticità delle varie specie di Ficus, che possono continuare a vivere anche in substrati piuttosto poveri. La permeabilità del terriccio è però una caratteristica imprescindibile. Quest'importanza è data dal fatto che, nonostante sia vero che i Ficus gradiscono l'acqua ed un substrato umido, è altrettanto vero che queste piante non sopportano quei substrati scarsamente drenanti, dove l'acqua ristagna, e neppure le annaffiature troppo frequenti, dove il terriccio, anche se dotato di buona permeabilità, non ha il tempo di asciugarsi. Il marciume radicale è infatti una delle cause più frequenti di morte per queste piante. Il terriccio più indicato è composto da un terzo di letame maturo, un terzo di terriccio di foglie ben decomposte e un terzo di terriccio d'erica. Può essere anche usato un terriccio a base di foglie di faggio ben decomposte e di argilla, il tutto arricchito con del letame. Invece, il terriccio acido utilizzabile è a base di torba, la quale può essere miscelata con del terriccio di foglie oppure usata in modo esclusivo.
Abbiamo appena affermato che nel terriccio non devono esserci ristagni d'acqua. Questo significa che è importante che il vaso abbia un ottimo drenaggio, ottenibile mettendo sul fondo del vaso stesso molto materiale grossolano (ad esempio, in un vaso con un diametro di 12-15 cm, almeno 2 cm sul fondo devono essere costituiti da ghiaia o argilla espansa o da cocci di vasi rotti ecc.). E' consigliabile controllare di quando in quando che il foro di scolo del vaso non si ostruisca con dei residui di terriccio, perché ciò significherebbe che il drenaggio non è stato fatto in modo adeguato. Se si dovesse verificare un ristagno d'acqua, la pianta ci avverte del suo stato di sofferenza con l'ingiallimento e successivamente la perdita delle foglie basali, e con l'impoverimento della chioma nel suo complesso. Se, a seguito di questo evento, che si verifica più facilmente in inverno, si accerta che il drenaggio è stato fatto in modo adeguato, la sofferenza della pianta è dovuta ad una eccessiva somministrazione d'acqua con l'irrigazione.

Irrigazione

Le irrigazioni devono essere molto abbondanti e frequenti durante tutta la stagione estiva, mentre in inverno la quantità d'acqua deve essere molto ridotta. E' difficile, in inverno, dare una scadenza temporale tra una innaffiatura e l'altra perché se il Ficus è tenuto in un ambiente riscaldato (casa, ufficio), l'intervallo di tempo sarà più breve, mentre se la pianta viene tenuta in un ambiente riparato ma non molto riscaldato, come può essere l'androne di un palazzo, possiamo affermare che l'intervallo di tempo fra una annaffiatura e l'altra può essere anche mensile. Comunque, prima di annaffiare, bisogna sempre assicurarsi delle condizioni d'umidità del substrato, dal quale capiremo se l'irrigazione sia necessaria o superflua; questa cautela ci può evitare spiacevoli inconvenienti. L'irrigazione deve essere intesa non solo nel modo classico, cioè come la quantità d'acqua versata nel vaso, ma anche come acqua spruzzata sulle foglie. La funzione di questo tipo di irrigazione è proprio quella di fornire acqua alla pianta tramite le foglie. Infatti le foglie sono provviste di stomi, che sono delle microscopiche aperture che regolano i rapporti gassosi con l'esterno. In relazione alle condizioni esterne di temperatura ed al fabbisogno idrico della pianta, la foglia può decidere se aprire o chiudere queste aperture. Per esempio, gli stomi possono essere lasciati aperti quando la pianta è in una situazione di stress idrico, per assorbire umidità atmosferica.
Dato che durante l'estate si deve cercare di mantenere una atmosfera umida, è particolarmente consigliato spruzzare acqua sulle foglie (meglio se acqua piovana, perché priva di calcare) e passare sulle foglie stesse una spugna o un panno bagnato. Questa annaffiatura fogliare estiva ha come ulteriori scopi quello di abbassare la temperatura fogliare e quello di pulire le foglie stesse. Dal momento che la pianta dimora in un ambiente protetto, chiuso (appartamento, ufficio ecc.), sulle foglie si deposita giorno dopo giorno una notevole quantità di polvere, che non può essere rimossa dall'azione del vento e della pioggia proprio perché la pianta non vive all'aperto. La polvere limita le funzioni delle foglie. Spruzzando dell'acqua sulle foglie della chioma e passandoci poi un panno, oppure lasciando la pianta all'aperto durante una giornata piovosa, la polvere verrà rimossa e la foglia riprenderà a vegetare senza più alcun ostacolo.

Umidità atmosferica

Abbiamo accennato molte volte dell'importanza dell'umidità atmosferica. Porre attenzione a questo aspetto può essere decisivo soprattutto in ambiente domestico. Il tasso di umidità ottimale si aggira intorno al 70-80%, e per ottenere questa umidità sarebbe sufficiente collocare nel sottovaso una buona quantità d'acqua, che, con le temperature presenti nell'appartamento o in ufficio, evaporerà creando quella umidità atmosferica a cui i Ficus non possono rinunciare. Va ricordato che non ci deve essere nessun contatto tra l'acqua presente nel sottovaso e il vaso; dunque tra il vaso e il sottovaso dovrà essere sistemato un supporto preferibilmente di materiale plastico, abbastanza alto, sul quale verrà collocato il vaso. Questo supporto plastico si rivela utile anche per separare il vaso dall'acqua che somministriamo con l'irrigazione; senza questo espediente le radici sarebbero sempre avvolte da un pane di terra bagnato e questa situazione sarebbe portatrice di marciumi dei tessuti radicali.

Illuminazione

E' necessario curare molto l'esposizione luminosa per i Ficus. Infatti non necessitano e non amano la luce diretta del sole, ma prediligono ugualmente ambienti luminosi. Fanno eccezione alcune varietà come il Ficus diversifolia e Ficus pumila, perché possono vivere in ambienti molto ombreggiati. Se durante la stagione primaverile-estiva decidiamo di collocare all'aperto il nostro Ficus, dobbiamo ricordare questo aspetto, cioè molta luce ma non diretta; sistemeremo quindi il Ficus sotto una tettoia in plastica trasparente, la quale garantirà la necessaria luminosità evitando ai raggi solari di colpire le foglie. Inoltre i Ficus possono essere collocati sotto un pergolato, oppure sotto un porticato o all'interno di una veranda; come si può notare sempre in un ambiente riparato. Infatti, quando i raggi solari colpiscono le foglie, esse presentano delle scottature e delle decolorazioni, soprattutto se hanno passato la stagione fredda in un luogo riparato dai raggi solari. In inverno le piante dovranno essere ricoverate in casa perché, essendo originarie di ambienti tropicali, temono le temperature molto basse che si possono verificare soprattutto al nord. Anche in inverno è particolarmente importante la luce, infatti esse saranno collocate vicino ad una finestra, attraverso la quale riceveranno la luce necessaria per la fotosintesi. Nelle regioni meridionali, dove il clima si mantiene mite per tutto l'inverno, i Ficus possono rimanere all'aperto senza problemi di luce e di temperatura.

Temperatura

Queste piante trovano in appartamenti e uffici buone condizioni di vita soprattutto in relazione alla temperatura. Infatti in questi ambienti la temperatura, anche in pieno inverno, è sempre stabile intorno ai 18-20°C. Questa temperatura è sufficiente per far vivere e prosperare i Ficus in appartamento, anche se la temperatura ideale di cui i Ficus avrebbero bisogno sarebbe leggermente superiore, ovvero intorno ai 20-22°C nelle ore di luce, e intorno ai 15-18°C di notte. Altri Ficus, come il F. benjamina, sopportano anche temperature minime più basse, intorno ai 13-15°C. Il F. pumila, che è una specie rampicante, può vivere anche con una temperatura di soli 10°C e nelle zone a clima mite vive all'aperto tutto l'anno.
Ovviamente è impossibile riprodurre le condizioni dell'habitat originario nel nostro appartamento, però adottando alcune precauzioni minime eviteremo alle piante inutili sofferenze, come quelle dovute alle correnti d'aria che si possono creare all'interno delle abitazioni, oppure degli sbalzi termici anch'essi particolarmente dannosi.

Moltiplicazione e potatura

MOLTIPLICAZIONE
- Talea
La moltiplicazione per talea è sicuramente il metodo più usato e più facile per produrre nuove piante. Abbiamo detto che la potatura può dare l'occasione per moltiplicare il Ficus presente nel nostro appartamento; è bene però rilevare che i rametti che radicano più facilmente e più rapidamente sono quelli asportati dalla cima delle piante. Si prelevano delle porzioni di rami lunghe 5-10 cm, se vogliamo moltiplicare Ficus come il benjamina, il pumila ecc., mentre se vogliamo moltiplicare Ficus come il F. elastica e il F. lyrata le talee possono essere anche più lunghe, tra 10-15cm. Il taglio deve essere effettuato appena al di sotto del punto dove sono inserite le foglie, che assume il nome di nodo; infatti è proprio dal nodo che si svilupperanno le radici. Le foglie del nodo dove abbiamo fatto il taglio saranno asportate perchè questa parte verrà interrata. Le foglie che rimarranno in superficie saranno tagliate a metà per evitare al massimo la traspirazione cioè la perdita di liquidi. Le talee così ottenute saranno piantate in un substrato composto da un miscuglio di sabbia e torba in parti uguali. Il periodo più indicato per svolgere questa operazione va da Aprile fino ad Agosto, ma con modalità diverse nel trascorrere dei mesi, perchè le condizioni di temperatura che si succedono in un arco di tempo così lungo sono molto diverse. In generale bisogna assicurare alle talee una temperatura abbastanza alta, che va dai circa 18°C per il F. benjamina, fino ai 21°C - 24°C per il F.elastica e il Ficus lyrata. Come se non bastasse è richiesta una elevata umidità ambientale. Nei mesi di aprile - maggio, per raggiungere queste condizioni è necessario porre le talee in un grande e profondo contenitore, ricoperto con del film plastico trasparente o con lastre di vetro, in modo da creare all'interno del contenitore la giusta umidità e la necessaria temperatura. Il ricorso a questa "mini-serra" è dovuta al fatto che in Aprile-Maggio la temperatura esterna non è ancora tale da favorire l'attecchimento e non sono infrequenti gli abbassamenti di temperatura, che possono arrestare la radicazione e danneggiare le talee. Le talee potrebbero essere anche ospitate in casa, ma nelle abitazioni i caloriferi sono già spenti in quei mesi e anche qui, per assicurare le necessarie temperatura e umidità, si dovrebbe ricorrere alla "mini-serra". Come poi vedremo, il ricorso al film plastico, per assicurare l'umidità necessaria, non è artigianale, ma è usato anche nelle grandi aziende floricole.
Nel prosieguo della stagione, quando la temperatura comincia a stabilizzarsi sui 25-30°C e più, in Giugno, Luglio ed Agosto, la procedura per la moltiplicazione deve leggermente variare. Se applichiamo il metodo sopra descritto rischiamo di veder marcire e morire le talee. Infatti la temperatura e le condizioni di umidità che si verificherebbero all'interno del nostro contenitore coperto da lastre di vetro o film plastico sarebbero eccessive e, dunque, non porterebbero le talee all'attecchimento bensì alla loro morte. Per evitare questo epilogo collocheremo le talee in un vaso, sistemato in un grande ambiente caldo, come può essere una serra, sempre evitando l'esposizione diretta ai raggi del sole. Questo ambiente dovrà essere caldo ma anche sufficientemente areato; per creare la giusta umidità le innaffiature, in questa stagione e in questo locale, devono essere frequenti. Con questi accorgimenti si creano le condizioni di umidità e di temperatura ideali per stimolare la radicazione.
Un altro metodo particolarmente semplice per ottenere delle nuove piantine è quello di far radicare le talee in acqua; il rinvaso avverrà successivamente, quando l'apparato radicale sarà sufficientemente sviluppato. Anche con questo sistema di moltiplicazione deve essere garantita la necessaria temperatura ambientale.
Le grandi aziende floricole praticano la moltiplicazione anche d'inverno e, dato che la tecnica è simile a quella appena illustrata, ne farò solo un breve cenno. Le talee sono raccolte tra novembre e gennaio, vengono lasciate per un giorno a scolare il lattice, dopodiché sono poste in un cassone riscaldato a una temperatura compresa tra i 25-30°C. Il substrato è quello indicato precedentemente. Terminata la piantagione si annaffia abbondantemente e si copre il tutto con del film plastico, in modo da creare l'umidità necessaria alla radicazione. Se le condizioni sono ottimali, la radicazione avviene dopo meno d'un mese, in 20-25 giorni, e le piantine possono essere subito rinvasate, anche se è preferibile aspettare la primavera successiva, mantenendo la temperatura e l'umidità adatte durante tutto l'inverno.
La moltiplicazione di questo genere di piante non è particolarmente difficile, sono sufficienti poche attenzioni; però, se assolutamente non vogliamo fallire, possiamo usare dei prodotti che facilitano la radicazione, ovvero degli ormoni radicanti o rizogeni, i quali stimolano l'emissione di radici e dunque l'attecchimento.
- Margotta
L'altro sistema di moltiplicazione è quello per margotta. La margotta è una tecnica di moltiplicazione costituita da una serie di operazioni, effettuate in Maggio-Giugno sui rami più alti. La prima di tali operazioni è una incisione, fatta con un coltello, praticata nella corteccia del ramo che vorremo far diventare una piantina. L'incisione può essere provocata anche stringendo intorno al ramo un filo di ferro, il cui spessore deve essere proporzionale al ramo. Una volta compiuta questa operazione bisogna soltanto rivestire di sfagno o torba la parte del ramo incisa e poi avvolgere il tutto con del film plastico, legato qualche decina di centimetri al di sopra e al di sotto dell'incisione. E' importante praticare dei piccoli fori sul film plastico per permettere il passaggio dell'aria, ed un foro più grande per inumidire il substrato ogni qualvolta appaia asciutto.
Esistono altri due metodi secondari di moltiplicazione: la talea fogliare e la talea radicale. La talea fogliare è utilizzata particolarmente per il F. elastica, mentre la talea radicale è applicabile a tutte le specie di Ficus. Sono entrambi sistemi di moltiplicazione poco usati.

POTATURA
Se abbiamo coltivato la pianta di Ficus rispettando tutti i requisiti richiesti dalla pianta stessa, quali temperatura, substrato, luminosità, umidità ecc., per vivere e svilupparsi, avremo nell'arco di qualche anno una pianta molto rigogliosa che occuperà uno spazio crescente. Quindi si renderà necessaria una potatura, i residui della quale potranno essere usati per la moltiplicazione. E' preferibile potare la pianta in primavera, alla ripresa vegetativa, anche se è possibile farla durante tutto l'anno. Ovviamente la potatura ha lo scopo di contenere, entro certi limiti, lo sviluppo della chioma; quando essa si sostanzia nell'eliminazione dei giovani germogli si parla di cimatura. La cimatura obbliga la pianta a infittire la chioma, e, quindi, ci consente di ottenere piante più cespugliose e compatte, specialmente se viene praticata su piante giovani. Invece la cimatura dei germogli erbacei su piante molto sviluppate ed adulte non ci farà ottenere piante particolarmente folte; sarà l'asportazione dei rami lignificati a stimolare la ramificazione e dunque a infoltire la vegetazione. La potatura dei rami più grossi verrà eseguita in inverno, anche perché in quel periodo il lattice è meno abbondante, e quello che fuoriuscirà dovrà essere bloccato con della pasta cicatrizzante.
Parallelamente all'accrescimento della chioma si ha l'accrescimento delle radici, e la pianta può aver bisogno di essere rinvasata in un vaso più grande, perché il precedente è divenuto insufficiente; oppure può accadere che, per quanto la pianta si trovi già in un vaso di grosse dimensioni, si renda necessario una riduzione dell'apparato radicale. Nel primo caso è sufficiente procurarsi un vaso più capiente, provvedere a reperire il terriccio adatto per il Ficus, e procedere al rinvaso, ponendo attenzione soprattutto al drenaggio. Questo rinvaso può essere fatto in qualsiasi stagione. Nel secondo caso, invece, dobbiamo asportare le radici; è preferibile svolgere questa operazione a fine inverno o in primavera. Infatti in Marzo-Aprile la temperatura non è ancora elevata e, dato che dovremo asportare una certa quantità di radici, è preferibile procedere in quel periodo perché il fabbisogno idrico della pianta di Ficus è piuttosto limitato. In questo modo il Ficus non soffrirà eccessivamente per la riduzione dell'apparato radicale, come accadrebbe invece se questa operazione venisse effettuata in piena estate, manifestandosi con evidenti avvizzimenti. Prima di tagliare le radici, è necessario liberarle dal terriccio; si devono utilizzare sempre forbici affilate in modo da dare un taglio netto. La quantità di apparato radicale asportabile potrà essere anche della metà. Infatti le radici dei Ficus ricrescono in breve tempo e con facilità, per cui la pianta supererà questo momento abbastanza agevolmente. Non è possibile stabilire un intervallo di tempo fisso tra un taglio delle radici e il successivo, perché esso dipende anche dalle condizioni generali di salute della pianta. Se la pianta gode di ottima salute, alcuni segnali che ci avvertono della necessità del taglio delle radici possono essere la fuoriuscita delle radici dal foro di scolo, oppure il pane di terra sollevato rispetto al bordo del vaso, perché spinto in alto dalle radici. E' possibile, però, ricordare una regola generale: quando il Ficus è giovane, il rinvaso può essere fatto anche ogni due-tre anni perché il suo sviluppo è rapido, quando la pianta ha molti anni, l'accrescimento è più lento e possiamo ridurgli l'apparato radicale anche dopo più di sette anni. Dopo aver collocato la pianta nel vaso ed aver versato il nuovo terriccio, è necessario pressare in modo deciso il terriccio intorno alle radici rimaste e annaffiare subito dopo. Nel periodo successivo presteremo qualche attenzione in più alla pianta rinvasata a cui abbiamo tagliato le radici per poter monitorare giorno dopo giorno la ripresa vegetativa e per non far mai mancare, come sempre, tutte le condizioni ottimali di vita.

Malattie e parassiti

I Ficus, come come tutte le piante, possono essere colpiti da malattie causate da funghi, oppure possono essere attaccate da insetti parassiti. Va sottolineato che i Ficus sono molto resistenti alle malattie, mentre sono sensibili agli attacchi dovuti a insetti parassiti, che provocano maggiori danni. Per evitare di avere piante pesantemente infestate, è opportuno monitorarle continuamente e con attenzione, anche perché alcuni insetti attaccano la pagina inferiore o si nascondono nelle gemme.
Tra gli insetti che aggrediscono i Ficus troviamo i tripidi, gli acari e le cocciniglie.
I tripidi sono piccoli insetti, appartenenti all'ordine dei Tisanotteri, i quali posseggono un apparato boccale pungente-succhiante. I tripidi provocano danni all'apparato fogliare, sotto forma di deformazioni e bollosità; quando l'attacco è avanzato, questi sintomi possono evolvere in delle tacche di colore marrone.
Altri tripidi, oltre alle deformazioni fogliari, provocano delle decolorazioni fogliari con strisce di colore verde chiaro "a puntini". Alcuni tripidi possono attaccare la pagina superiore della foglia mentre altri quella inferiore ma in entrambi i casi l'effetto causato dalla loro presenza è un rallentamento della crescita. Si combattono con prodotti a base di piretro.
Se sulla pagina inferiore della foglia troviamo delle ragnatele e le foglie cominciano ad assumere una colorazione giallastra, siamo di fronte ad un attacco di acari. Gli acari sono insetti affini ai ragni (classe Aracnidi), dotati di un apparato boccale pungente-succhiante come i tripidi. Provocano danni simili a quelli provocati dai tripidi ovvero decolorazioni sulle foglie, a volte puntiformi, e rallentamento della crescita. In più, le punture di questo insetto causano raggrinzimenti e incurvature del lembo della foglia. La condizione necessaria per il loro sviluppo è la secchezza dell'ambiente, infatti il loro periodo di massimo sviluppo è l'estate. Se l'attacco si verifica dentro una serra, la soluzione più semplice per combatterli è aumentare l'umidità all'interno della serra stessa. La lotta agli acari è difficile perché essi si rifugiano nelle fessure della corteccia e delle gemme, e perché riescono a generare ceppi resistenti agli antiparassitari. Si possono combattere con alcuni dei prodotti usati contro i tripidi.
Le cocciniglie sono insetti emitteri che si nutrono della linfa delle piante. La cocciniglia che trattiamo è chiamata comunemente cocciniglia cotonosa ma il suo nome scientifico è Planococcus citri. Questa cocciniglia, oltre a rallentare lo sviluppo della pianta, per riduzione dell'attivita fotosintetica, lascia sulle foglie una secrezione biancastra e cotonosa. I rametti attaccati deperiscono, le foglie ingialliscono e successivamente seccano. La presenza di cocciniglie è sempre la condizione ideale per lo sviluppo di una malattia chiamata fumaggine; la fumaggine è un fungo che prospera sulla superficie delle foglie in presenza delle secrezioni zuccherine delle cocciniglie. Per combattere questo insetto ci si può avvalere di prodotti chimici specifici, però si può anche adottare qualche sistema semplice, economico ed innocuo. Infatti, se le piante sono coltivate in un appartamento, in ufficio o comunque in un ambiente chiuso e abitato, è sempre sconsigliato ricorrere alla soluzione "chimica", perché rischiamo di inalare noi stessi i prodotti usati contro i parassiti, e perciò ritengo sia giusto, ove possibile, promuovere soluzioni alternative. Infatti, basta una minima quantità di qualsiasi detersivo da stoviglie, diluito in acqua, per ottenere una soluzione saponosa, che, una volta spruzzata o distribuita con un pennello sulla pianta, contrasterà efficacemente il parassita. In alternativa, si ottengono gli stessi risultati utilizzando alcool denaturato, passato sulle superfici della pianta infestata con un batuffolo di cotone.
E'ovvio che queste sono soluzioni ideali per ambienti domestici dove le piante non sono in gran numero ed hanno dimensioni limitate.

da I FICUS: GLI ALBERI DA SOGGIORNO di Paolo Pecchioli

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Nome genere A - H
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