Erica - Erica spp.
Atlante delle piante da vaso - Piante da appartamento e da balcone

Classificazione, provenienza e descrizione

Nome comune: Erica.
Genere: Erica.

Famiglia: Ericaceae.

Etimologia: dal nome greco usato già da Teocrito, ereike.
Provenienza: Europa occidentale e mediterranea e Africa.

Descrizione genere: comprende più di 500 specie di piante arbustive e suffruticose, perenni, sempreverdi, rustiche e delicate, adatte alla coltivazione all’aperto (per formare siepi o tappezzare terreni) o in vaso (in serra o appartamento). La maggior parte delle specie sono coltivate per la bella fioritura, ma talune presentano anche un fogliame variamente colorato. I fiori sono hanno corolla tubolare, urceolata o cilindrica e compaiono riuniti in spighe o racemi terminali, sui rami dell’anno precedente. Il loro colore può andare dal bianco al porpora. Le foglie sono verticillate, piccole e aghiformi e in alcune specie e varietà possono assumere toni che vanno dal giallo al rosso, passando per il ruggine e l’arancione. Sono piante fortemente calcifughe, che prediligono posizioni fresche e arieggiate. Le eriche adatte alla coltivazione in vaso sono quasi tutte ibridi derivati da specie africane. Spesso, comunque, le piante vendute come eriche appartengono al genere Calluna, di cui fa parte un’unica specie: C. vulgaris, che presenta caratteristiche e necessità simili a quelle delle eriche.
Ricordiamo anche l'Erica carnea, un cespuglio spontaneo assai diffuso nelle zone calcaree italiane delle Alpi e dell'Appennino.

Erica carnea Erica carnea (foto Elena Nelli)

Specie e varietà

NB: Vengono riportate le specie che hanno dato origine a ibridi adatti alla coltivazione in vaso.

Erica gracilis: originaria dell’Africa, questa specie delicata, a fioritura autunno-invernale, che raggiunge i 30-40 cm. di altezza e i 30 cm. di diametro, è adatta alla coltivazione in serra o appartamento e, solo nelle zone a clima più mite, può essere coltivata all’aperto. Le foglie sono di colore verde chiaro. Da settembre a dicembre produce fiori, di colore rosso porpora e forma globosa, che compaiono, riuniti a mazzetti di 3-4, all’estremità dei germogli laterali. Ne sono state prodotte diverse varietà tra le quali ricordiamo: “Vernalis”, con fiori rosa che sbocciano in ottobre-novembre; ”Autumnalis”, che presenta fiori di colore rosa in settembre-ottobre; ”Rosea”, con fiori rosa autunnali; ”Alba”, che in settembre-ottobre si ricopre di fiori bianchi.

Erica hyemalis: di origine non ben definita, questo arbusto, che raggiunge i 60 cm. di altezza e i 30-40 cm. di diametro, presenta foglie filiformi e fiori tubulosi bianchi con sfumature rosa. Fiorisce da novembre a gennaio e, per la sua delicatezza, è adatto alla coltivazione in serra o appartamento.

Erica melanthera: questo piccolo arbusto compatto, presenta rami tomentosi sui quali prendono attacco piccole foglie strette. I fiori tubulosi sono rosa con stami neri. Cresce fino a 60 cm. di altezza.

Erica pageana: originaria dell’Africa meridionale, questa specie a portamento eretto presenta foglie lineari, ciliate e verticillate (sono riunite in verticilli formati da quattro foglie per nodo). In autunno produce fiori gialli riuniti in racemi terminali e laterali. Può crescere fino a 30-100 cm. di altezza.

Erica persoluta: originaria dell’Africa meridionale, questa specie a portamento cespuglioso raggiunge i 90 cm. di altezza. Presenta fusti fragili e vellutati e, in marzo-aprile, produce fiori di colore bianco con sfumature rosa.

Erica perspicua: questa specie arbustiva a portamento eretto produce fiori tubolari, di colore bianco-rosa, riuniti in racemi lunghi 7-10 cm.

Piantina di Erica gracilis Piantina di Erica gracilis (foto www.agraria.org)

Erica carnea Fiori di Erica carnea (foto Elena Nelli)

Esigenze ambientali, substrato, concimazioni ed accorgimenti particolari

Temperatura: la temperatura minima invernale non dovrebbe essere inferiore a 4-7°C.
Luce: necessitano di un’esposizione molto luminosa; al mattino tollerano anche qualche ora di sole diretto.
Annaffiature e umidità ambientale: le annaffiature dovranno essere regolari e moderate, avendo cura che il terreno non risulti mai né saturo d’acqua né troppo asciutto. In inverno è bene che il terreno risulti sempre leggermente umido. L’umidità ambientale deve essere mantenuta alta, facendo attenzione ai ristagni: le eriche amano le posizioni fresche e arieggiate.
Substrato: miscuglio a pH acido costituito da terra di foglie e terra d’erica in parti uguali, con aggiunta di torba e sabbia per aumentarne il drenaggio.
Concimazioni ed accorgimenti particolari: somministrare concime liquido ogni 15 giorni, durante il periodo estivo. Le piante devono essere rinvasate ogni anno, a marzo. In estate le piante possono essere portate all’aperto.

Moltiplicazione e potatura

Moltiplicazione: di solito si utilizza la moltiplicazione per talea (della lunghezza di 5 cm.) prelevata a marzo dai germogli laterali e messa a radicare in terrine riempite con torba e sabbia in parti uguali, coperte con fogli di plastica, per ottenere un alto tasso di umidità (avendo cura di arieggiare ogni tanto per evitare pericolosi ristagni), alla temperatura di 16-22 °C. Sarebbe meglio annaffiare le talee con acqua non calcarea.
Potatura: devono essere potate annualmente dopo la fioritura, avendo cura di eliminare le infiorescenze sfiorite e di accorciare tutti i rami.

Malattie, parassiti e avversità

- Cocciniglie: sono piccoli insetti, visibili a occhio nudo, che debilitano la pianta spingendola a produrre sostanze zuccherine, che la rendono facilmente attaccabile da muffe, rendendola appiccicosa e fuligginosa. Si eliminano con prodotti anticoccidici.

- Pianta che perde le foglie: siccità troppo prolungata.

- Ragnetto rosso: acaro che si sviluppa facilmente in ambienti caldi e secchi. Si manifesta con ragnatele e sfumature rossastre sulle foglie. Se ne può prevenire la comparsa spruzzando le foglie e mantenendo alta l’umidità ambientale (ad esempio ponendo la pianta su una terrina riempita di ciottoli tenuti sempre bagnati, facendo attenzione che l’acqua non raggiunga mai il fondo del vaso). Si combatte con prodotti acaricidi.

Nome genere A - H
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