Dieffenbachia - Dieffenbachia spp.
Atlante delle piante da vaso - Piante da appartamento e da balcone

Classificazione, provenienza e descrizione

Nome comune: Dieffenbachia
Genere: Dieffenbachia.

Famiglia: Aracee.

Etimologia: il nome del genere ricorda quello del curatore dei giardini del palazzo imperiale di Schönbrun a Vienna, J. F. Dieffenbach.
Provenienza: America tropicale.

Descrizione genere: comprende circa 30 specie di piante perenni, sempreverdi, adatte alla coltivazione in appartamento e in serra, apprezzate per la bellezza delle foglie di forma oblunga o lanceolata, ad apice acuminato, di colore verde con variegature variabili a seconda della specie, con le venature marcate (specie la centrale, mentre le laterali risultano depresse) e con i piccioli guainanti che proteggono la nuova foglia, fino a quando non è completamente uscita. Sono piante cespugliose o a fusto eretto e carnoso, che facilmente si contorce e si inclina. Le infiorescenze non hanno valore decorativo, in quanto sono poco vistose, di colore bianco-verdastro e costituite da uno spadice e da una spata convoluta. Una caratteristica poco simpatica di tali piante consiste nella tossicità della linfa. È necessario maneggiare con cura le parti tagliate ed evitare di toccare le mucose, specialmente quelle degli occhi e della bocca. Esiste una specie non in commercio (D. seguine) che nei paesi anglosassoni viene chiamata “pianta del muto”, a causa dell’effetto della sua linfa, che è in grado di paralizzare gli organi vocali per diversi giorni, se posta a contatto con la bocca.

Dieffenbachia picta Dieffenbachia picta (foto www.agraria.org)

Specie e varietà

Dieffenbachia amoena: specie molto diffusa e vigorosa, che raggiunge l’altezza di 60-200 cm. e presenta foglie grandi, oblungo-acuminate e di colore verde scuro con variegature e macchie irregolari, lungo le nervature laterali, di colore bianco. Il fusto è grosso, erbaceo e succulento. La pianta tende a perdere le foglie basali. Dalla specie originaria sono state ottenute per selezioni successive molte varietà “Tropic”.

Dieffenbachia x bausei: ibrido ottenuto dall’incrocio tra D. picta e D. weiri, che presenta foglie grandi, acuminate e di colore giallo-verdastro, con macchie irregolari bianche o verde scuro.

Dieffenbachia celsonii: presenta foglie di colore verde, maculate di giallo-verde. Le venature sono di colore grigio-argenteo.

Dieffenbachia delecta: poco coltivata, questa specie presenta foglie strette e pendenti di colore verde, con macchie gialle

Dieffenbachia oerstedii: originaria del Costa Rica, questa specie presenta foglie ovali grandi e di colore verde scuro. Le nervature sono bianche e lungo la costolatura è presente una striscia color avorio.

Dieffenbachia picta o D. maculata: è la specie più diffusa in commercio. Presenta foglie oblunghe e acuminate, portate da piccioli lunghi, che spesso diventano penduli, che prendono attacco sul fusto erbaceo e carnoso. Il colore delle foglie della specie tipo è verde vivo, con macchie color crema che si dispongono in modo irregolare ai lati della nervatura centrale. Ne esistono in commercio numerose varietà, che presentano colorazioni diverse, tra le quali si ricorda: “Antioquiensis” (foglie verde scuro maculate di giallo), ”Barraquinia” (foglie di colore verde brillante maculate di bianco e picciolo avorio), ”Superba” (foglie verde scuro maculate di bianco), ”Exotica” (foglie giallo-pallido con margini e nervatura principale verde), ”Roehrsii” (foglie di colore giallo verde e nervature laterali avorio).

Dieffenbachia amoena, Dieffenbachia x bausei, Dieffenbachia celsonii, Dieffenbachia delecta, Dieffenbachia oerstedii, Dieffenbachia picta o D. maculata.

Dieffenbachia picta Dieffenbachia picta (foto www.agraria.org)

Dieffenbachia "Tropic" Dieffenbachia "Tropic" (foto www.agraria.org)

Esigenze ambientali, substrato, concimazioni ed accorgimenti particolari

Temperatura: la temperatura minima invernale tollerata varia da specie a specie, ma si aggira tra i 15 e i 18°C.
Luce: molto buona, per mantenere la variegatura del fogliame, con esclusione del sole diretto.
Annaffiature e umidità ambientale: le annaffiature dovranno essere frequenti in estate (2-3 volte la settimana), ridotte in inverno, anche se non sospese (1 volta la settimana), visto che la pianta cresce ininterrottamente tutto l’anno. Troppa acqua nel periodo invernale accentuerà la normale tendenza a perdere le foglie basali. Sono piante soggette alla marcescenza delle radici (di consistenza particolarmente carnosa) e che temono i ristagni di acqua nel sottovaso. L’umidità ambientale dovrebbe essere buona, anche se sopportano anche i climi asciutti dei nostri appartamenti. Saranno di particolare giovamento spruzzature e lavaggi delle foglie (specialmente in inverno, quando l’atmosfera dei nostri appartamenti risulta particolarmente calda e secca), che avranno anche l’effetto secondario di preservare le piante dall’attacco di cocciniglie cotonose, cui sono particolarmente soggette.
Substrato: miscela a pH abbastanza acido, composta da terra di foglie con aggiunta di torba e sabbia, allo scopo di aumentarne il drenaggio, che dovrà essere incrementato anche dalla presenza di sassi o cocci in fondo al vaso.
Concimazioni ed accorgimenti particolari: in estate somministrare concime liquido ogni 12-15 giorni; in inverno ogni 30-35 giorni. Si rinvasano, al bisogno, in primavera. Le gocce che si formano all’apice delle foglie non sono segno di malattia, ma rappresentano un fenomeno fisiologico detto guttazione. A causa del potere irritante e della tossicità della linfa delle Dieffenbachie, è bene utilizzare i quanti per maneggiarle.

Moltiplicazione

Le Dieffenbachie si possono moltiplicare per talea, utilizzando a tale scopo la parte terminale della pianta (alla quale bisogna lasciare una porzione di fusto lunga circa 10 cm.) e la parte di fusto rimanente tagliato in segmenti di 5-7 cm. di lunghezza, ciascuna con almeno 2-3 nodi. Le talee così ottenute dovranno essere piantate in una terrina contenente una miscela di sabbia e torba, mantenuta umida (per le talee di fusto; mentre per quella apicale il substrato di propagazione dovrà essere mantenuto quasi asciutto fino a radicazione avvenuta) e alla temperatura di 20-25°C. Le porzioni di fusto potranno essere piantate in posizione sia verticale che orizzontale, parzialmente interrati. A radicazione avvenuta le nuove piantine dovranno essere trapiantate in vasi di 10 cm. di diametro. Di solito anche la pianta madre, tagliata alla base, dà origine a nuovi germogli e accestisce. Il periodo migliore per eseguire questa pratica è la primavera-estate. Su esemplari molto alti che si sono spogliati alla base può essere praticata una margotta.

Malattie, parassiti e avversità

- Cocciniglie cotonose: eliminare il parassita e trattare la pianta con un prodotto anticoccidico o strofinare la parte con un batuffolo di cotone imbevuto di acqua e alcool.

- Macchie di “marciume” su foglie e fusto: la pianta si trova in un punto troppo freddo e umido. Ricordare che la temperatura non deve scendere sotto i 15-18°C.

- Foglie appassite, scolorite e cadenti: troppa acqua o esposizione a temperature eccessivamente basse.

- Foglie pallide e poco screziate: scarse concimazioni.

- Ragnetto rosso: acaro che si sviluppa facilmente in ambienti caldi e secchi. Determina la comparsa sulle foglie di macchie ramate. Se ne può prevenire la comparsa spruzzando le foglie e mantenendo alta l’umidità ambientale (ad esempio ponendo la pianta su una terrina riempita di ciottoli tenuti sempre bagnati, facendo attenzione che l’acqua non raggiunga mai il fondo del vaso). Si combatte con prodotti acaricidi.

Nome genere A - H
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