Aechmea - Aechmea spp.
Atlante delle piante da vaso - Piante da appartamento e da balcone

Classificazione, provenienza e descrizione

Nome comune: Ecmea.
Genere: Aechmea.
Famiglia: Bromeliacee.

Etimologia: deriva dal greco akmé, punta, in seguito alla presenza delle punte acute del calice.
Provenienza: America Centrale e Meridionale.

Descrizione: comprende circa 50 specie di piante sempreverdi, quasi tutte epifite. Presentano un apparato radicale molto ridotto e sono capaci di assorbire il nutrimento necessario al loro sviluppo attraverso la pagina superiore delle foglie. Nonostante, in natura vivano aggrappate ai fusti di altri vegetali, si sono adattate bene anche a vivere in terra. Sono piante da serra o da appartamento e, per le caratteristiche del loro apparato radicale, necessitano di vasi piccoli (al limite della stabilità della pianta). Sono apprezzate per il fogliame dalla forma allungata e dalla colorazione che può andare dal verde glauco al verde lucente con striature di color argenteo o bruno striato di bianco e per le vistose infiorescenze a forma di spiga. Queste presentano fiori piccoli e di breve durata circondati da brattee rigide e vivacemente colorate (dal rosa al giallo al rosso all’arancio) che durano anche diversi mesi. Le infiorescenze fuoriescono dalla rosetta centrale, formata dalle foglie fittamente embricate tra loro e avvolte a spirale, che in gergo orticolo prende il nome di “vaso” e all’interno della quale, in natura, si raccoglie l’acqua che le piante utilizzeranno per il loro sviluppo.

Aechmea fasciata o Billbergia rhodocyanea Aechmea fasciata o Billbergia rhodocyanea (foto www.agraria.org)

Specie e varietà

Aechmea aurantiaca: presenta fiori di colore giallo-arancio, che compaiono in estate, racchiusi da brattee rosse.

Aechmea bracteata: specie tra le più coltivate, presenta foglie lunghe e verdi, fiori gialli e brattee rosse.

Aechmea caudata: di questa specie viene coltivata in modo particolare la varietà ”Variegata”, che presenta foglie di colore verde intenso con bordi color giallo-crema e fiori biancastri protetti da brattee gialle.

Aechmea chantinii: conosciuta anche come Billbergia chantinii, presenta foglie di colore verde intenso con striature trasversali grigiastre, su entrambe le pagine e fiori gialli protetti da brattee rosse. Necessita di temperatura più alta (minimo 18 °C) e maggiore umidità ambientale. La pianta può raggiungere i 90 cm di altezza e lo scapo fiorifero i 40 cm.

Aechmea fasciata: viene chiamata anche Billbergia rhodocyanea. Può raggiungere i 50 cm di altezza. Le foglie, larghe circa 10 cm e lunghe circa 45 cm, presentano margini spinosi, forma allungata e una colorazione grigio-verdastra con striature trasversali di colore grigio-argenteo. L’infiorescenza può raggiungere i 40 cm ed è formata da piccoli fiori azzurri, che appassiscono in pochi giorni, protetti da fitte brattee spinose di colore rosa che possono durare anche sei mesi.

Aechmea fulgens: in agosto-settembre produce un’infiorescenza a pannocchia ovale, ramificata alla base, lunga 10-15 cm, con fiori azzurro-violacei, dal calice ovale e persistente responsabile della comparsa delle bacche vermiglie persistenti, che seguono la fioritura. Può raggiungere i 30-35 cm di altezza. La varietà più diffusa è la “Discolor” che presenta le foglie di colore verde opaco sulla pagina superiore e rossastro su quella inferiore, mentre i fiori, di colore porpora, sono protetti da brattee scarlatte come lo stelo che li porta.

Aechmea laundei: specie dalle foglie grandi e lunghe fino a 100-120 cm., che produce un’infiorescenza con fiori rosa e brattee cremisi.

Aechmea mariae-reginae: questa specie, in estate, produce una bella fioritura di colore rosa, portata da uno scapo fiorifero che può raggiungere i 60 cm di altezza.

Aechmea marmorata: questa specie, originaria dell’America Meridionale, presenta foglie verde-bianco con macchie scure. Le infiorescenze sono rossastre. Può crescere fino a 50-60 cm.

Aechmea miniata: è una specie molto longeva. È la più piccola del genere e, in estate, produce fiori rossi e blu.

Aechmea rhodocyanea: specie originaria del Brasile, con foglie più larghe delle specie precedenti.

Aechmea aquilegia Aechmea aquilegia (Giardino Botanico di Berlino) (foto www.agraria.org)

Aechmea orlandiana Aechmea orlandiana (Giardino Botanico di Berlino) (foto www.agraria.org)

Esigenze ambientali, substrato, concimazioni ed accorgimenti particolari

Temperatura: la temperatura ideale si aggira intorno ai 15-20°C. Durante l’inverno non dovrebbe mai scendere sotto i 10-11°C. Nono tollerano le correnti d’aria.
Luce: prediligono posizioni molto luminose, senza luce diretta. Le piante già fiorite (come di solito vengono vendute) si adattano bene anche ad ambiente moderatamente luminosi. La fioritura invece, improbabile in appartamento, richiederebbe una fortissima illuminazione e un’alta umidità ambientale.
Annaffiature e umidità ambientale: regolari in estate, molto distanziate in inverno (per concedere alla pianta un periodo di riposo vegetativo). Sono piante soggette alla marcescenza del colletto se a contatto con un substrato molto umido. Si dovrebbe seguire la tecnica di tenere il “vaso” centrale sempre pieno di acqua (circa 2 cm), meglio se piovana, e il terreno asciutto, per evitare che la pianta soffra per la doppia umidità (esterna e interna).
Substrato: necessitano di un terriccio ricco di humus molto permeabile formato radici di felci, terra di foglie poco matura e sabbia. I vasi devono essere piccoli, al limite della “stabilità” della pianta.
Concimazioni ed accorgimenti particolari: sono consigliate somministrazioni di concime durante il periodo di accrescimento a cadenza bisettimanale. È necessario eliminare, gli eventuali depositi di calcare che si possono formare all’interno della rosetta e che possono pregiudicare l’assorbimento dell’umidità da parte della lamina fogliare. Si possono rinvasare le piante alla fine dell’inverno, tenendo presente che comunque, muoiono circa due anni dopo la fioritura. Di solito, prima di morire emettono numerosi germogli basali, che potranno essere utilizzati per ottenere nuovi esemplari.

Moltiplicazione

Si possono moltiplicare per separazione dei germogli laterali quando hanno raggiunto determinate dimensioni (da un terzo a metà della pianta madre). Due settimane prima di prelevare i polloni bisogna cominciare a versare acqua nel “vaso”. La percentuale di riuscita aumenterà se il pollone presenta almeno un abbozzo di apparato radicale. In caso contrario, occorre tagliarlo il più vicino possibile alla base e far asciugare la ferita per un paio di giorni. Quindi il germoglio viene usato come una talea che dovrà essere piantata nello stesso terriccio in cui era coltivata la pianta madre.
La riproduzione per seme, invece, richiede tempi lunghi: le piante ottenute non fioriscono prima di 5-6 anni.

Malattie, parassiti e avversità

- Marcescenza del colletto: causata da eccesso di umidità. Eliminare l’acqua nel vaso e lasciare asciugare il terreno; quindi ridurre le annaffiature.

- Foglie scure ai bordi: sono la manifestazione di un lungo periodo di siccità. Occorre immergere il vaso, per metà della sua altezza, in acqua fino a quando il terreno non si sarà imbibito. Quindi procedere con annaffiature regolari.

- Foglie scolorite: può essere segno di eccessiva secchezza dell’aria. Mettere la pianta in una terrina con ciottoli e acqua, facendo attenzione che quest’ultima non arrivi a toccare il fondo del vaso.

Nome genere A - H
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