Chrysanthemum - Chrysanthemum spp.
Atlante delle piante da vaso - Piante da appartamento e da balcone

Classificazione, provenienza e descrizione

Nome comune: Crisantemo, Margherita.
Genere: Chrysanthemum.

Famiglia: Asteraceae (Compositae).

Provenienza: Asia, Africa ed Europa.

Descrizione genere: il genere Chrysanthemum comprende più di 200 specie di piante erbacee e suffruticose, rustiche e semirustiche, annuali e perenni adatte alla coltivazione all’aperto, in serra e in appartamento.

Chrysanthemum multicaule Chrysanthemum multicaule (foto www.plantoftheweek.org)

Specie e varietà


SPECIE ANNUALI
Chrysanthemum carinatum o C. tricolor: questa specie a portamento eretto, originaria dell’Africa settentrionale, viene coltivata come annuale, anche se in realtà sarebbe perenne. Presenta foglie profondamente divise. Da giugno a settembre produce capolini semplici, larghi 5-6 cm, variamente colorati. I fiori del raggio di solito sono bianchi con striature trasversali di vari colori; mentre il disco centrale può essere porpora o giallo. Cresce fino a 50-60 cm. di altezza.

Chrysanthemum coronarium: originaria delle regioni mediterranee, questa specie, di facile coltivazione, presenta portamento eretto e ramificato. Le foglie, di colore verde chiaro, sono profondamente divise. In giugno-luglio produce capolini, larghi 3-5 cm., bianchi e gialli. Può crescere fino a 30-120 cm. di altezza. Tra le varietà presenti in commercio ricordiamo: “Golden Gem”, a fiori doppi di colore giallo oro, particolarmente adatta alla coltivazione in vaso; ”Flore-pleno”, che presenta fiori di tonalità variabili dal bianco al giallo scuro.

Chrysanthemum multicaule: presenta taglia ridotta (15-30 cm.) questa specie originaria dell’Algeria, particolarmente adatta per la coltivazione in vaso o in giardino roccioso. Le foglie, di consistenza carnosa, sono di colore grigio-azzurro; mentre i fiori, che sbocciano in luglio-agosto, sono semplici e di colore giallo oro.

Chrysanthemum parthenium o Matricaria eximia o Pyrethrum parthenium: originaria dell’Europa, questa specie perenne, coltivata spesso come annuale, presenta portamento cespuglioso e foglie tomentose di colore verde pallido, dotate di un pungente profumo. Da giugno a settembre produce capolini bianchi, larghi 1-2 cm. È adatta alla coltivazione sia in piena terra che in vaso. Raggiunge l’altezza di 20-70 cm.

Chrysanthemum segetum: presenta foglie oblunghe, di colore grigio-verde questa specie, originaria dell’Europa e adatta per la composizione di bordure e la produzione di fiori recisi. Da giugno a settembre produce capolini semplici, di colore giallo, larghi 5-7 cm. Raggiunge i 40-50 cm. di altezza.

Chrysanthemum spectabile: ottenuto dall’incrocio tra C. carinatum e C. coronarium, questo ibrido presenta foglie dentellate, di colore grigio-verde. I capolini, che sbocciano da giugno a settembre, sono larghi 8-10 cm., semplici e di vari colori. Può crescere fino a 90-120 cm.

SPECIE PERENNI
Chrysanthemum alpinum: adatta al giardino roccioso, questa specie presenta taglia ridotta (15 cm.) e portamento prostrato e molto ramificato. Le foglie sono di colore verde scuro; mentre i capolini, che compaiono tra luglio e agosto, presentano il disco giallo e i fiori del raggio bianchi.

Chrysanthemum coccineum o Pyrethrum roseum: originaria dell’Iran e del Caucaso, questa specie presenta foglie pennate di colore verde brillante. I capolini fanno la loro comparsa a maggio-giugno e a settembre e possono essere semplici o doppi e di colore rosa o rosso.

Chrysanthemum coreanum: questa specie comprende molti ibridi, conosciuti come crisantemi coreani, adatti alla decorazione di aiuole e bordure e alla produzione di fiori recisi. La specie tipica presenta portamento eretto e molto ramificato. I fiori, piccoli e di colore bianco rosato, sbocciano in autunno.

Chrysanthemum corymbosum o Pyrethrum corymbosum o Tanacetum corymbosum: questa specie a portamento eretto presenta foglie profondamente divise e capolini, bianchi con il disco giallo, che sbocciano a in luglio riuniti in corimbi semplici o composti.

Chrysanthemum frutescens: originaria delle isole Canarie, questa specie, a portamento suffruticoso e molto ramificato, presenta foglie profondamente divise di colore verde chiaro. I capolini, che sbocciano da maggio a ottobre, hanno il disco giallo e i fiori del raggio bianchi. Nelle regioni a clima mite possono fiorire durante tutto l’anno. Può raggiungere 30-90 cm. di altezza e 30-60 cm. di larghezza.

Chrysanthemum haradjanii o Tanacetum densum “Amani” o Tanacetum haradjanii: originaria dell’Asia Minore, questa specie nana non supera 15-20 cm. di altezza 30-40 cm. di larghezza. Presenta foglie argentee profondamente divise e piccoli capolini, che compaiono in luglio-agosto riuniti in folti corimbi.

Chrysanthemum hosmariense o Leucantheum hosmariense: originaria dell’Asia Minore, questa specie a portamento suffruticoso presenta taglia ridotta (15-20 cm. di altezza). Le foglie hanno colore grigio-argenteo; mentre i capolini, larghi 3-4 cm., hanno il disco giallo e i fiori del raggio bianchi. È anch’essa adatta al giardino roccioso e fiorisce da aprile a ottobre.

Chrysanthemum leucanthemum o Leucanthemum vulgare o margherita: originaria dell’Europa, questa specie adatta per bordure e aiuole, presenta foglie con caratteristiche diverse a seconda del punto di inserzione: quelle basali sono spatolate con i margini seghettati; mentre quelle superiori sono profondamente incise. I capolini, che compaiono da maggio a settembre, hanno il disco giallo e i fiori del raggio bianchi. Raggiunge i 40-60 cm. di altezza.

Chrysanthemum maximum o margheritone: originaria dei Pirenei, questa specie molto robusta presenta foglie lanceolate a margini seghettati, di colore verde scuro. Da giugno ad agosto produce capolini semplici, larghi 6-8 cm. con il disco centrale giallo e i fiori del raggio bianchi. Raggiunge i 70-90 cm. di altezza.

Chrysanthemum morifolium: questa specie perenne e ramificata presenta foglie tomentose, lobate, di colore grigio-verde e dotate di un intenso odore. La specie tipo fiorisce in autunno, ma spesso viene forzata in serra per ottenere la fioritura in qualsiasi periodo dell’anno. Ne esistono così tante varietà da soddisfare tutte le esigenze sia per quanto riguarda il colore che la forma dei fiori: semplici, doppi, a fiore d’anemone, incurvati, a pompom, a cascata…

Chrysanthemum rubellum o C. erubescens: originaria del Giappone, questa specie perenne produce (da agosto ad ottobre) capolini rosa e profumati, che compaiono riuniti in fitti corimbi terminali. Cresce fino a 50-75 cm. In commercio ne esistono anche varietà a fiori gialli e porpora.

Chrysanthemum uliginosum o Pyrethrum uliginosum: proviene dall’Europa orientale questa specie perenne a fusti eretti che può raggiungere 1,2-1,8 m. di altezza. Presenta foglie profondamente divise e di colore grigio-verde. Alla fine dell’estate produce capolini semplici, larghi 5 cm., con il disco verde-zolfo e i fiori del raggio bianchi.

CRISANTEMI DEI FIORISTI
Con questo nome si indica un gruppo di varietà, per la maggior parte derivate da C. indicum (cinese) e C. morifolium (giapponese), perenni, rustiche o semirustiche, a fioritura autunnale. Presentano foglie lobate di colore verde scuro. Di solito fioriscono in agosto-settembre o in ottobre-dicembre. I capolini possono assumere forma, dimensioni e colori completamente diversi da varietà a varietà. A seconda della forma si possono individuare i seguenti gruppi:
- A fiore d’anemone: presentano il disco costituito da fiori tubulosi e prominenti (che lo fanno assomigliare a un cuscinetto) e i fiori del raggio ligulati (presentano una piccola espansione terminale simile a una linguetta).
- Incurvati: producono capolini doppi, di forma globosa, con i fiori del raggio ligulati e incurvati verso l’interno.
- Incurvati-ricurvati: presentano capolini globosi e doppi, con i fiori del raggio ligulati e ripiegati verso l’interno, quelli centrali e verso l’esterno e il basso, quelli periferici.
- Intermedi (o forme giapponesi): i capolini presentano i fiori del raggio ligulati e ripiegati in varie direzioni.
- Pompom: presentano capolini globosi con i fiori del raggio ligulati, ma a forma di cucchiaio e fittamente sovrapposti.
- Ricurvati: hanno capolini doppi che presentano i fiori del raggio ligulati e rivolti verso il basso.
- Semidoppi: i capolini presentano il disco formato da fiori tubulosi e i fiori del raggio ligulati e disposti in più di cinque serie.
- Semplici: i capolini presentano il disco formato da fiori tubulosi e i fiori del raggio ligulati e disposti in non più di cinque serie.
- Altri tipi: raggruppano varietà che producono capolini con caratteristiche diverse: a cascata, raggiati, a fiori lunghi e sottili, con l’apice sfrangiato, portati da fusti ricurvi ecc.

Chrysanthemum coronarium Chrysanthemum coronarium

Chrysanthemum haradjani Chrysanthemum haradjani (foto www.ruhr-uni-bochum.de)

Chrysanthemum morifolium Chrysanthemum morifolium

Esigenze ambientali, substrato, concimazioni ed accorgimenti particolari

Temperatura: la temperatura invernale ideale si aggira intorno a 4-13 °C.
Luce: buona, ma al riparo dal sole diretto.
Annaffiature e umidità ambientale: annaffiare regolarmente la pianta, facendo in modo che il terreno risulti sempre umido. Innalzare l’umidità ambientale, tenendo la pianta su una terrina riempita di sassi mantenuti costantemente bagnati. Anche spruzzature a foglie e fiori contribuiranno a mantenere fresca la pianta.
Substrato: terreno fertile, sciolto e ben drenato.
Concimazioni ed accorgimenti particolari: concimare ogni tre settimane, solo dopo la comparsa dei boccioli. Per modificare il periodo di fioritura bisogna agire sul numero di ore giornaliere di luce: aumentarlo, con l’utilizzo di sorgenti artificiali, per ottenere una fioritura ritardata; ridurlo, invece, se si preferisce anticiparla.

Moltiplicazione e potatura

Moltiplicazione:

- Specie annuali: si riproducono prevalentemente per seme. Questi devono essere seminati in marzo-aprile in contenitori riempiti di torba e sabbia e mantenuti alla temperatura di 18 °C. Una volta che le piantine saranno abbastanza grandi da essere maneggiate, dovranno essere piantate in singoli vasi e tenute in una posizione luminosa, ma al riparo dal sole diretto. Alla comparsa dei boccioli si inizia la somministrazione di concime liquido a cadenza trisettimanale.

- Specie perenni: si moltiplicano preferibilmente per talea o divisione dei cespi. Nel primo caso si mettono a radicare, in primavera, sezioni lunghe 5-8 cm., prelevate dai germogli basali, in un miscuglio di torba e sabbia. Per le specie nane si procede nello stesso modo, ma il periodo di esecuzione si sposta a giugno-luglio. Esemplari molto sviluppati possono essere moltiplicati anche per divisione dei cespi, mettendo subito a dimora i cespi così ottenuti.

Potatura: i crisantemi dei fioristi richiedono una potatura particolare a seconda della necessità di produzione.

- Per ottenere piante con una fioritura abbondante: cimare il fusto principale prima che compaia il bocciolo apicale(detto bocciolo coronato primario) e le ramificazioni primarie (che compaiono sul fusto principale all’ascella delle foglie9, prima che sia apparso il bocciolo apicale (detto bocciolo coronato secondario). In questo modo la pianta produrrà ramificazioni di secondo ordine che daranno origine a boccioli coronati terziari e di conseguenza a fiori più piccoli ma molto più numerosi.

- Per ottenere fiori recisi: in giugno cimare il fusto principale (di solito la pianta dovrebbe avere raggiunto l’altezza di 15-20 cm.), avendo cura di lasciare non più di 6 ramificazioni primarie (sono quelle che compaiono all’ascella delle foglie sul fusto principale). In questo modo si ottengono esemplari che producono fiori di dimensioni ottimali. Per le piante coltivate in appartamento, è necessario ridurre il numero delle ramificazioni primarie da lasciare a 3-4. Queste inoltre dovranno essere “ripulite” da tutti i germogli laterali al fine di non disperdere le energie della pianta e ottenere fiori di dimensioni maggiori.

Malattie, parassiti e avversità

- Afidi: attaccano foglie e fiori. Succhiano la linfa e rendono la pianta appiccicosa. Si eliminano lavando la pianta e trattandola con insetticidi specifici.

- Tripidi: sono insetti piccoli e neri che saltano di pianta in pianta, pungendo foglie e boccioli, provocando la deformazione di questi ultimi (con conseguente difficoltà di schiusura), nonché l’essiccazione degli apici fogliari e la comparsa di areola argentee o macchie nerastre sulla pagina inferiore della lamina fogliare. Si combattono con insetticidi specifici.

- Minatrice delle foglie del crisantemo: le larve di questo parassita possono distruggere completamente le foglie scavando gallerie nel mesofillo, rispettando completamente l’epidermide. Si combattono con prodotti specifici.

- Mosca delle radici del crisantemo: la larva di questo insetto può attaccare le radici e la base del fusto. Si combatte con prodotti specifici.

- Nematode del crisantemo: attacca le foglie determinando, dapprima, la comparsa di macchie brune tra le nervature e successivamente l’annerimento e l’appassimento dell’intera foglia. In casi gravi possono portare alla morte l’intera pianta. Si combatte con prodotti specifici.

- Aleurotidi: possono attaccare le foglie. Si riconoscono perché scuotendo la pianta si determina la comparsa di una “nuvola bianca” di piccoli insetti volanti. Si combattono con prodotti specifici.

- Ragnetto rosso: acaro che si sviluppa facilmente in ambienti caldi e secchi. Se ne può prevenire la comparsa spruzzando le foglie e mantenendo alta l’umidità ambientale (ad esempio ponendo la pianta su una terrina riempita di ciottoli tenuti sempre bagnati, facendo attenzione che l’acqua non raggiunga mai il fondo del vaso). Si combatte con prodotti acaricidi.

- Carbone: si manifesta con la comparsa di macchie di colore marrone-rosato, piccole come la capocchia di uno spillo, sui fiori del raggio. Successivamente le macchie aumentano di dimensione, assumono un colore nerastro e si coprono di una muffa grigiastra. In pratica alla fine il fiore diventa bruno-nerastro. Le piante ammalate devono essere eliminate. Si previene trattando i semi.

- Macchie tondeggianti e nerastre sulle foglie: di solito sono dovute a cattiva ventilazione ed eccesso di azoto nella concimazione.

- Tracheomicosi: malattia fungina che colpisce le piante determinandone l’avvizzimento a partire dalla parte inferiore. Le piante infette devono essere eliminate e il terreno disinfettato con prodotti specifici.

Nome genere A - H
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