Begonia - Begonia spp.
Atlante delle piante da vaso - Piante da appartamento e da balcone

Classificazione, provenienza e descrizione

Nome comune: Begonia.
Genere: Begonia.

Famiglia: Begoniaceae.

Etimologia: il nome fu dato al genere da Linneo in onore di Michel Begon, governatore di Santo Domingo e grande sostenitore degli studi botanici.
Provenienza: fascia tropicale e sub-tropicale di America, Africa e Asia.

Descrizione genere: comprende circa un migliaio di specie di piante erbacee, perenni, sempreverdi o decidue. Altrettante sono le varietà e, addirittura, incalcolabili sono le cultivar. Hanno caratteristiche molto varie da specie a specie e vengono coltivate per il fogliame e/o per i fiori, nonché per la facilità di riproduzione e moltiplicazione. Le loro dimensioni vanno dai 10cm ai 3 m d’altezza. Possono avere portamento eretto, ricadente o rampicante. Il fusto di solito è carnoso con nodi rigonfi a livello dei quali partono le foglie asimmetriche, carnose, di forma e colore variabili. L’unica caratteristica comune a tutte le specie del genere è quella di essere piante monoiche: i fiori maschili e femminili si trovano sulla stessa pianta. I primi di solito sono caduchi, più appariscenti e formati da quattro petali ovali, due dei quali più corti; i secondi sono formati da quattro petali uguali, sono persistenti e presentano un ovario che dà origine a un frutto-capsula alato, a sezione triangolare, con molti semi finissimi.

Begonie Begonie (foto www.agraria.org)

Specie e varietà

Le specie sono divise in tre gruppi, in base al tipo di radici: tuberose (in cui rientrano anche alcune semi-tuberose che presumibilmente non sono vere specie, ma ibridi), rizomatose e a radici fascicolate. Le specie appartenenti agli ultimi due gruppi sono sempreverdi.

BEGONIE TUBEROSE
Sono caratterizzate da un grosso tubero nerastro, che presenta una depressione nella parte centrale. I fusti sono cespugliosi e molto corti; le foglie, molto decorative, sono larghe e cordate; i fiori possono essere semplici o doppi, grandi o piccoli e di solito presentano colori molto vivaci.

Begonia evansiana: originaria dell’Asia orientale, può raggiungere 30-60 cm di altezza. Presenta foglie con la pagina superiore verde intenso e quella inferiore rossastra. Da giugno a settembre produce fiori rosa, larghi 4 cm, riuniti in pannocchie. I tuberi devono esse piantati all’aperto o in vaso in primavera (maggio), in terreni ben drenati e ricchi di torba a una profondità di circa 5-8 cm. La specie preferisce posizioni riparate ed esposte a sud. Per facilitare la ripresa vegetativa i tuberi possono essere messi a “vegetare”, in marzo-aprile, prima di essere piantate all’aperto, con la parte concava rivolta in alto, in cassette con sabbia a una temperatura di circa 18°C. Alla comparsa dei primi germogli vengono piantate all’aperto. Nel periodo invernale i tuberi devono essere lasciati a riposo nel terreno asciutto, in zone a clima temperato, o estirpati, ripuliti, fatti asciugare e conservati all’asciutto e al buio, a una temperatura di 5-7°C, fino alla successiva messa a dimora in terra a maggio. Per la coltivazione in vaso è consigliabile seguire il periodo di “vegetazione”, descritto sopra, in marzo-aprile. I vasi potranno essere tenuti all’aperto o in casa. Trascorso un mese dalla messa a dimora definitiva in vaso, sarà utile somministrare del concime liquido ogni quindici giorni per tutta la durata del ciclo vegetativo.

Begonia socotrana: quelle che si trovano in commercio sono le varietà ibride (visto che la specie tipica è rara) che vengono divise in due gruppi: Lorena e Hiemalis. Le prime fioriscono da novembre a gennaio (i fiori sono rosa e larghi 2-3 cm) e presentano foglie tonde e concave al centro. Le seconde si differenziano dalle precedenti per i fiori più grandi e colorati. Anch’esse fioriscono in inverno. Sono begonie che vengono coltivate in serra.

Begonia x tuberhybrida: è la più nota del gruppo delle begonie tuberose. Ne esiste un elevato numero di varietà, anche molto diverse tra loro, tanto da non sembrare appartenenti alla stessa specie. Presenta fusti carnosi e succulenti, foglie larghe o strette, ma sempre oblique e acuminate e, di solito, ricoperte di peluria. Il portamento della pianta può essere eretto o ricadente. Le varietà di questa specie sono coltivate per i fiori (maschili) molto decorativi, che possono essere semplici, doppi o stradoppi e assumere svariate colorazioni ad eccezione dei toni del blu. Sbocciano in estate (da giugno a settembre) e arrivano fino a 7-15 cm di diametro.

Begonia tuberosa Begonia x tuberhybrida (foto http://herba.msu.ru)

Begonia tuberosa Tuberi di Begonia x tuberhybrida (foto www.longfield-gardens.com)

Tecnica colturale delle Begonie tuberose

Tutte le varietà necessitano di un completo riposo invernale durante il quale il tubero deve essere mantenuto nel suo vaso all’asciutto e al riparo dal freddo fino alla ripresa vegetativa. I tuberi devono essere piantati all’aperto o in vaso a fine maggio inizio giugno dopo averli fatti “irrobustire” in letto freddo. Per la coltivazione in vaso è consigliabile seguire il periodo di “vegetazione”, descritto per la B. evansiana, in marzo-aprile. I vasi potranno essere tenuti all’aperto o in casa. Trascorso un mese dalla messa a dimora definitiva in vaso, sarà utile somministrare del concime liquido ogni quindici giorni per tutta la durata del ciclo vegetativo.

Moltiplicazione delle Begonie tuberose

Le begonie tuberose possono essere riprodotte per seme, ma la tecnica di moltiplicazione più utilizzata risulta essere quella per talea. Queste si prelevano in aprile utilizzando i germogli basali, lunghi almeno 10 cm, (avendo cura di lasciarvi attaccata una porzione di tubero) che vengono messi a radicare in un miscuglio di sabbia e torba alla temperatura di circa 20°C. Queste begonie possono essere moltiplicate anche per divisione dei tuberi. Questi devono essere divisi in porzioni che presentino germogli robusti e piantati subito. La riproduzione per seme invece viene effettuata in febbraio-marzo in vassoi a circa 16°C. Le piantine devono essere ripicchettate dopo la comparsa della prima foglia. Quindi vengono trapiantate nel vaso definitivo.

BEGONIE RIZOMATOSE
Presentano fusti rizomatosi striscianti e foglie molto decorative. Sono coltivate per la bellezza del fogliame, essendo i fiori poco numerosi e di scarso interesse decorativo.

Begonia boweri: originaria del Messico, presenta foglie lanuginose verdi scuro, orlate di marrone. I fiori sono piccoli (1 cm di larghezza) e di colore bianco o rosa pallido. La varietà “Tiger” ha le foglie di colore verde brillante ticchiolate di bianco-grigio e fiori piccoli e rosa.

Begonia “Cleopatra”: è stata ottenuta dall’incrocio di due varietà (Maphil x Black Beauty) la prima delle quali discende dalla B. boweri. Presenta rizomi striscianti sul terreno ed eretti all’apice. In vaso, raggiunto il bordo, tendono a diventare ricadenti, se non sorretti da appositi sostegni. Le foglie presentano la lamina vellutata, palmata, obliqua e irregolarmente lobata di colore verde più o meno chiaro screziato di bruno o totalmente bronzato. La fioritura si manifesta solo in serra con alte infiorescenze che portano numerosi fiorellini rosa. Richiede una luce diffusa, ma buona e una temperatura invernale minima non inferiore a 13-16°C. L’umidità ambientale dovrebbe essere alta, tenendo però presente che le spruzzature rischiano di macchiare le foglie, e le innaffiature dovrebbero essere frequenti in estate e ridotte in inverno, evitando sempre ristagni di acqua sotto al vaso.

Begonia daedalea: originaria del Messico, presenta foglie verdi con nervature mogano. Produce fiori bianchi sfumati di rosa. Rimane di dimensioni contenute (30 cm).

Begonia x feastii: piccola begonia (20 cm di altezza) coltivata per le foglie che presentano la pagina superiore verde e quella inferiore porpora e sono orlate di lunghi petali bianchi. I fiori sono rosa pallido. La varietà più coltivata è la “Bunchii” che presenta i margini delle foglie increspati.

Begonia manicata: specie più alta delle precedenti (circa 50 cm) che presenta foglie verdi bordate di rosso e con peli rossi sulla pagina inferiore. I fiori sono di colore rosa e riuniti in pannocchie ramificate.

Begonia masoniana: introdotta in Inghilterra da Singapore, si pensa sia originaria dell’Indonesia o della Malacca. Raggiunge altezze modeste (20 cm) e fiorisce molto raramente. Presenta rizomi striscianti sul terreno dai quali si ergono picciuoli rossastri e ricoperti di peluria che portano foglie di colore verde brillante arrotondate che sulla pagina superiore risultano ricoperte di rilievi al centro dei quali si erge un corto pelo rosso. Dal centro della lamina e lungo le venature principali si diparte un disegno di color porpora che non raggiunge i bordi della foglia e che ricorda la forma di una croce. In serra la pianta riesce a produrre alte infiorescenze che portano numerosi fiorellini bianco-verdastri. Necessita di una temperatura invernale non inferiore a 16°C e luce buona e diffusa, con esclusione assoluta del sole diretto. Le annaffiature dovranno essere regolari in estate e ridotte in inverno. Questa specie di begonie richiede un’umidità ambientale discretamente elevata.

Begonia rex e B. rex x cultorum: è la più nota del gruppo delle begonie rizomatose. La specie tipo, originaria dell’Annam, ha dato origine a una numerosa serie di varietà coltivate per la bellezza del fogliame. Sono tutte piante con rizoma strisciante sul suolo o solo brevemente eretto e foglie acuminate, fortemente oblique, più o meno dentate, lobate o frastagliate con la pagina superiore variegata nei più diversi toni del verde, rosa, rosso, argento. I fiori compaiono raramente e sono di colore rosa.

Tecnica colturale delle Begonie rizomatose

Tutte le begonie rizomatose possono essere coltivate in serra o in appartamento. Non tollerano le basse temperature (mai sotto ai 13°C) e i vasi vanno posti in luoghi luminosi e al riparo dai raggi diretti del sole. Le innaffiature regolare d’estate dovranno essere quasi del tutto in inverno, quando i vasi andranno posti in un ambiente fresco. Le piante devono essere rinvasate ogni anno in aprile. Durante il ciclo vegetativo (primavera-estate) sarà bene somministrare concime liquido ogni quindici giorni.

Moltiplicazione delle Begonie rizomatose

Si possono riprodurre per seme (come descritto per le begonie tuberose) o moltiplicare per divisione del rizoma o per talea di foglia (metodo più diffuso). Le foglie da usare devono essere prelevate, munite di picciolo, in maggio-giugno. Si praticano delle incisioni sulle venature principali della foglia e la si pone, con la pagina superiore rivolta in alto, a contatto con una miscela, tenuta sempre umida, di sabbia e torba in parti uguali. In corrispondenza delle incisioni si formeranno le nuove piantine, che dovranno essere staccate, con una porzione della foglia madre, e piantate, non appena si svilupperà la terza, quarta fogliolina. Un altro metodo per praticare talea di foglia consiste nel tagliare la foglia madre in porzioni quadrangolari che verranno messe a radicare sullo stesso substrato umido. Bisogna fare attenzione che ogni porzione presenti una vena importante. La temperatura ideale si aggira intorno ai 24°C.

BEGONIE A RADICI FASCICOLATE
Presentano foglie piccole e fusti più o meno alti e lignificati.

Begonia albo-picta: originaria del Brasile, può raggiungere 1 m d’altezza e presenta foglie verdi lanceolate con macchie argentee. I fiori sono insignificanti di colore verdastro e compaiono in estate.

Begonia coccinea: è una specie semiarbustiva, che può raggiungere i 2 m d’altezza. Presenta foglie verdi bordate di rosso. Da maggio a ottobre inoltrato produce fiori rosso corallo.

Begonia corallina: presenta foglie verdi screziate di bianco, con la pagina inferiore rosso vivo. Può raggiungere 2 m d’altezza. Fiorisce da maggio a dicembre.

Begonia fuchsioides: originaria del Messico, raggiunge 1 m d’altezza e fiorisce da ottobre a marzo. I fiori, rosa o rossi, larghi 2 cm sono riuniti in pannocchie.

Begonia haageana: è una specie arbustiva che raggiunge 1,2 m di altezza e presenta foglie di colore verde scuro sulla pagina superiore e rosso porpora su quella inferiore. I fiori, bianchi sfumati di rosa, compaiono in estata.

Begonia metallica: specie che raggiunge il metro di altezza presenta fusti molto ramificati e foglie di colore verde lucido sulla pagina superiore con venature cremisi su quella inferiore. Anche questa specie produce fiori bianchi sfumati di rosa.

Begonia semperflorens: originaria del Brasile, è la più nota e diffusa delle begonie a radici fibrose. In realtà si dovrebbe parlare di B. semperflorens cultorum: si tratta infatti di un grandissimo numero di ibridi derivati dalla specie tipo. Solitamente sono esemplari di dimensioni ridotte (15-40 cm) utilizzati per cassette o aiuole. Le foglie sono glabre, ovali e di colore verde brillante (dal chiaro allo scuro a seconda della varietà) o porpora. I fiori, di colore bianco, rosa o rosso (anche se ne esistono anche di bicolori) sono riuniti in pannocchie di pochi esemplari. Se tenute in ambiente molto luminoso, fresco e riparato dal sole, fioriranno quasi tutto l’anno. Pur essendo piante perenni, sono trattate comunemente come piante annuali e riprodotte per seme ogni primavera. Le innaffiature dovranno essere regolari in estate e molto ridotte durante l’inverno, facendo particolare attenzione ad evitare che l’acqua ristagni nel terreno o alla base dei vasi.

Tecnica colturale delle Begonie a radici fascicolate

Le begonie a radici fascicolate si possono coltivare in vaso o all’aperto (per creare macchie, bordure, aiuole). Necessitano di terreni leggeri, umidi, ben drenati e di posizioni luminose, ma al riparo dai raggi diretti del sole. Le piantine devono essere messe a dimora a maggio inoltrato. Durante l’inverno devono essere messe al riparo dal gelo in casa o in serra.

Moltiplicazione delle Begonie a radici fascicolate

Si riproducono per seme (come descritto per le begonie tuberose) o per talea. Queste vengono prelevate da maggio ad agosto, utilizzando germogli fioriferi, lunghi circa 10 cm, e vengono messe a radicare in cassoni riempiti di sabbia e torba in parti uguali a circa 20°C. A radicamento avvenuto, vengono ripicchettate in vasi.

Begonia rex x cultorum Begonia rex x cultorum (foto www.agraria.org)

Esigenze ambientali, substrato, concimazioni ed accorgimenti particolari

Temperatura: la temperatura minima invernale sopportata varia molto da specie a specie, ma non deve comunque essere al di sotto di 13°C. Le begonie sopportano male le correnti d’aria.
Luce: tutte le begonie sono piante da sottobosco e non tollerano la luce diretta del sole. Le specie originarie delle foreste ombrofile necessiteranno di minore luce rispetto alle specie originarie delle foreste tropicali, che sono abituate a una maggiore luminosità invernale, allorché la maggior parte degli alberi si spogliano.
Annaffiature e umidità ambientale: generalmente richiedono annaffiature frequenti in estate, ridotte in inverno, in modo particolare per le specie da tubero, per le quali andranno sospese del tutto, per permettere il periodo di riposo vegetativo. Tutte le specie richiedono un’elevata umidità ambientale, che non dovrà però risultare stagnante e senza aerazione, per evitare l’attacco da parte di malattie fungine, prime fra tutte l’oidio o mal bianco.
Substrato: sarà ottimale un terreno ricco di humus e poroso, composto da terra di foglie e torba, che non dovrà mai essere soggetto a ristagni d’acqua, fatali per i marciumi radicali che possono provocare.
Concimazioni ed accorgimenti particolari: utile l’utilizzo di fertilizzante liquido ogni quindici giorni durante il periodo vegetativo.

Moltiplicazione

Si riproducono per seme (anche se la tecnica è complicata dalla eccessiva finezza dei semi), per talea (quelle a radice fibrosa), per mezzo di rizoma o talea di foglia (per tutte le specie rizomatose), per divisione del tubero (per tutte le tuberose).

Malattie, parassiti e avversità

Le begonie possono essere danneggiate da:

- Muffa grigia: è un fungo (Botrytis cinerea) che provoca la comparsa di macchie scure e, successivamente, di ammassi polverulenti grigi su foglie e fiori. È facilitata nella sua diffusione da piantagioni molto fitte. Bisogna eliminare le parti colpite e l’eventuale terriccio “ammuffito”, nonché trattare la pianta con un prodotto anticrittogamico.

- Oidio o mal bianco: è provocata da funghi della famiglia delle Eirisifacee. È causa della comparsa di macchie bianche polverulente su foglie e steli, caratterizzati da un tipico odore di muffa. Lasciare asciugare la pianta, aumentare la ventilazione (evitando correnti d’aria) e utilizzare un anticrittogamico.

- Marciumi. Ci sono vari tipi di marciumi che possono attaccare le begonie:
- Marciume nero delle radici: è causato da un fungo (Tielaviopsis basicola) che provoca la comparsa sulle radici di macchie nere che poi marciscono. La pianta va incontro a deperimento, avvizzimento e, successivamente, morte. I terreni nei quali si è manifestato tale fungo andrebbero sterilizzati, dato che questo può sopravvivere sui residui vegetali.
- Marciume delle piantine dei semenzai: causato da Pythium debaryanum, colpisce le piantine nate da poco all’altezza del colletto, che diventa biancastro e raggrinzito. Le piantine avvizziscono e muoiono. Bisogna evitare ambienti caldo-umidi senza aerazione e semenzai troppo fitti.

- Batteriosi delle begonie: si manifestano con la comparsa di macchie traslucide sulle foglie. Queste si estendono fino a far marcire completamente la foglia.

- Virosi: determinano la comparsa di macchie gialle o decolorate sulle foglie che arrivano anche a deformarsi. Possono essere trasmesse da una pianta all’altra per mezzo di parassiti (afidi e nematodi) o utilizzando talee di piante infette.

- Acari: possono attaccare i boccioli e le foglie delle piante giovani. Si combattono con prodotti specifici.

- Nematodi: vivono nel terreno formando tumefazioni sulle radici delle piante, che vanno incontro a una crescita stentata e deforme. Alcuni tipi di nematodi attaccano i tuberi (che presentano macchie scure all’interno) e i fusti e le foglie (sui quali si manifestano ingiallimenti e deformazioni). I tuberi fortemente infestati devono essere eliminati, mentre quelli infestati solo in superficie possono essere trattati immergendoli per alcune ore in acqua a 45°C.

- Punteruoli: sono piccoli coleotteri che rodono tuberi e radici. Un attacco grave può portare la pianta alla morte. Si combattono con prodotti specifici da acquistare in negozi specializzati.

Altre immagini (clicca qui)

Nome genere A - H
Versione italiana English version Versión española
Guida pratica alla Permacultura Manuale di Lombricoltura Le Insalate
Zootecnia Cani e gatti Coltivazioni erbacee Fruttiferi Coltivazioni forestali Insetti Prodotti tipici Funghi Parchi ed aree protette
Copyright © www.agraria.org - Codice ISSN 1970-2620 - Webmaster: Marco Salvaterra - [email protected]