Nocciolo - Corylus avellana L.
Atlante delle coltivazioni arboree - Alberi da frutto

Generalità

Pianta originaria dell'Asia Minore. In Italia è diffuso in tutte le regioni, dalla pianura fino 1300 m di altitudine
L'Italia e' uno tra i principali produttori mondiali. Le regioni dove assume maggiore importanza sono la Sicilia, la Campania, il Lazio, il Piemonte e la Liguria.
Appartiene alla Famiglia delle Betulaceae, genere Corylus, comprendente numerose specie tra cui Corylus avellana L., C. maxima Mill., C. chinensis Franch., C. sieboldiana Bl., C. colurna L. Il nocciolo comune coltivato in Italia presenta un gran numero di varieta', alcune delle quali sono degli ibridi tra Corylus avellana L. e C. maxima Mill. Portamento a cespuglio, pollonifero, alto in genere 2-4 m (max 7 metri). Il fusto è sottile e slanciato. I giovani rami recano peli corti, in parte ghiandolari. La corteccia è di colore marrone grigio, precocemente glabra, con solcature longitudinali e sparse lenticelle chiare. Le radici sono superficiali; le foglie alterne rotondo-ovali con picciolo lungo. La pagina superiore è verde poco pelosa; la pagina inferiore è più chiara; le nervature sono evidenti. Pianta monoica con fiori riuniti in infiorescenze unisessuali che si sviluppano molto prima delle foglie. Gli amenti maschili sono riuniti in gruppi di 2-4 all’estremità oppure all’ascella delle foglie dei rami dell’anno precedente; ogni amento è in realtà un insieme di tanti piccolissimi semplicissimi fiori, formati ciascuno da una squametta che protegge gli stami. I fiori femminili sono invece nascosti entro piccole gemme: contemporaneamente alla fioritura dei fiori maschili, emettono gli stimmi, un ciuffetto rosso presente all’apice destinato ad accogliere i granuli di polline Il frutto è un diclesio (nocciola e involucro), il cui pericarpio legnoso contiene un seme dolce e oleoso (nocciola).

Nocciolo Nocciolo (foto Paul Fontaine www.odezia-atrata.be)

Varietà

Varietà fra le più diffuse ricordiamo:
- "Tonda di Giffoni": diffusa in Campania; ha frutto medio con buona resa in sgusciato e di ottima qualità. Impollinatori: Mortarella, Camponica, Riccia di Talanico;
- "Tonda Romana": diffusa nella zona di Viterbo; frutto medio-grosso, di buona resa in sgusciato, di ottime caratteristiche organolettiche. Impollinatori: Nocchione;
- "Tonda Gentile delle Langhe": tipica del Piemonte, molto pregiata per le eccellenti caratteristiche organolettiche ma poco adattabile a condizioni diverse dalla zona di diffusione. Impollinatori: Camponica.

Fiori maschili e femminili e  rametto di Nocciolo con frutti Fiori maschili e femminili e  rametto di Nocciolo con frutti

Tecniche colturali

La necessità di ridurre i costi di coltivazione ha fatto introdurre tecniche colturali idonee a favorire la totale meccanizzazione, contribuendo a contenere le maggiori fisiopatie, integrando le pratiche di difesa nel rispetto dell’ambiente. Al posto del tradizionale cespuglio, nei nuovi impianti si preferiscono la forma a monocaule nelle diverse varianti: vaso libero, monocono, ipsilon e a siepe.
La tendenza attuale è per un aumento della densità di piantagione; tenendo comunque conto della necessità di favorire la meccanizzazione ed evitare la competizione nei riguardi della luminosità, è consigliabile non scendere sotto i 5 m fra le file.
La preparazione del terreno prevede un livellamento, la ripuntatura e un’aratura leggera con la quale interrare sostanza organica e dosi elevate di fosforo e potassio.
Nella fase di piena produzione l’apporto di azoto deve essere di 100-150 Kg/ha in coltura asciutta e 200-250 Kg/ha nei noccioleti irrigati, con un rapporto NPK circa di 2-1-2, ripartendo la distribuzione degli azotati da febbraio a luglio.
La potatura di produzione va eseguita annualmente in modo da eliminare il 10-15% della vegetazione e lasciando una buona dotazione di rami con lunghezza fra 20 e 25 cm. Il controllo dei polloni si effettua con apposite macchine o con prodotti chimici.
Il ricorso all’irrigazione, specie nelle aree poco piovose o con precipitazioni mal distribuite, è indispensabile per ottenere produzioni soddisfacenti.

Produzioni

La raccolta, se eseguita a mano, incide per circa un terzo sul costo colturale totale; se meccanizzata si abbassa al 19%. Le macchine per la raccolta sono le raccoglitrici pneumatiche trainate e quelle semoventi (piu' rapide ma anche più costose; non sempre adattabili alle irregolarità dei terreni). La raccolta meccanica può essere agevolata da trattamenti chimici, per favorire la maturazione contemporanea e la caduta delle nocciole.
La produzione di nocciole e' molto variabile oscillando da 1-2 q.li/ha di prodotto secco con guscio, in condizioni vegetative scadenti, a 5-15 q.li/ha in coltura specializzata e fino a 16-18 q.li/ha e oltre. La raccolta viene effettuata in agosto-settembre.
Ricordiamo inoltre che il nocciolo e' una delle piante predilette dal tartufo bianco (Tuber Magnatum) e dal tartufo nero di Norcia (Tuber melanosporum).

Avversità

Il nocciolo va soggetto a numerose avversità causate da batteri, virus, funghi, acari ed insetti.

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