Cane di Mannara
Atlante delle razze di Cani

Origine, classificazione e cenni storici

Origine: Italia.
Classificazione F.C.I.: RAZZA NON RICONOSCIUTA

Il Cane di Mannara o Cane da Pastore Siciliano o Cane Pecoraio Siciliano è una razza di origine siciliana. Un antenato del cane di mannara era presente in Sicilia sin dall’età del bronzo, come dimostra il ritrovamento di reperti ossei in siti archeologici a chiara economia agricolo pastorale. Introdotto dai Fenici nel I° millennio a.C nel corso dei loro frequenti commerci lungo le rotte del Mediterraneo e diretto discendente del Molosso d’Epiro. Tracce della sua presenza si trovano nelle monete dei Mamertini del IV secolo a.C. che raffigurano un cane di tipo mastino posto a guardia del tempio di Adrano. Ha subito poi l’influsso dei cani nordafricani dei pastori berberi nomadi, importati in Sicilia forse già durante le guerre cartaginesi tra la fine del IV e gli inizi del III secolo a.C. e poi nell’878 d.C., durante la dominazione araba che ha influenzato per più di due secoli l’agricoltura siciliana.

Finalmente è stato attivato il Registro Supplementare Aperto per il cane di mannara. L'Enci, con una lettera del 7 Ottobre u.s. ha comunicato a questa Associazione l'importante decisione, presa dopo il parere favorevole della Commissione tecnica di allevamento dell'Ente (18.10.2014) >>>

Aspetto generale

E' un cane di mole medio-grande di aspetto rustico ma mai grossolano, fortemente costruito ma sempre molto ben proporzionato e mai pesante; dimorfismo sessuale molto marcato; la conformazione generale è quella del mesomorfo il cui tronco sta nel rettangolo; armonico rispetto al formato e disarmonico rispetto ai profili; tronco più lungo dell’altezza al garrese di circa il 10 %, non deve tuttavia sembrare basso sugli arti. Deve dare l’impressione di una grande facilità di movimento. La sua rusticità e l’armonia dell’insieme devono far pensare ad un cane di antico lignaggio.

Temperamento, carattere e attitudini

Impiegato per la guardia agli ovili ed alle greggi che difende dalla predazione di volpi e cani randagi così come un tempo difendeva dall’attacco dei lupi. Cane docile nei confronti delle persone familiari. La sicurezza nei confronti degli animali ad esso affidati deve essere considerata segno distintivo della razza. Poco esigente, adattato da secoli a un’alimentazione povera a base di pane raffermo e scarti di lavorazione del latte.
Molto legato all’uomo, riservato ma non indipendente, diffidente nei confronti degli estranei che tiene costantemente d’occhio, girando loro intorno con una snervante azione di minaccia. Di notte, specie se in branco, diventa pericoloso per gli intrusi che dovessero avvicinarsi all’ovile od alla proprietà. Possiede in forma inalterata tutti i comportamenti sociali della specie.

Cane di Mannara Cane di Mannara (foto www.canedimannara.org)

Cane di Mannara Cane di Mannara (foto www.canedimannara.org)

Standard provvisorio del Cane di Mannara

Redatto dall'Associazione per la salvaguardia del cane di Mannara - SAMANNARA

Origine e storia: un antenato del cane di mannara era presente in Sicilia sin dall’età del bronzo, come dimostra il ritrovamento di reperti ossei in siti archeologici a chiara economia agricolo pastorale. Introdotto dai Fenici nel I° millennio a.C nel corso dei loro frequenti commerci lungo le rotte del Mediterraneo e diretto discendente del Molosso d’Epiro. Tracce della sua presenza si trovano nelle monete dei Mamertini del IV secolo a.C. che raffigurano un cane di tipo mastino posto a guardia del tempio di Adrano. Ha subito poi l’influsso dei cani nordafricani dei pastori berberi nomadi, importati in Sicilia forse già durante le guerre cartaginesi tra la fine del IV e gli inizi del III secolo a.C. e poi nell’878 d.C., durante la dominazione araba che ha influenzato per più di due secoli l’agricoltura siciliana.

Utilizzo: Non è un cane da pastore in senso stretto poiché, oltre a seguire le pecore al pascolo è sempre stato impiegato anche come cane da guardia agli annessi dell’ovile ed alla masseria. Verrebbe quindi posto nella classificazione FCI al 2° gruppo tra i cani del tipo cane da montagna.

Aspetto generale: Il Cane di Mannara è un cane di mole medio-grande di aspetto rustico ma mai grossolano, fortemente costruito ma sempre molto ben proporzionato e mai pesante; dimorfismo sessuale molto marcato; la conformazione generale è quella del mesomorfo il cui tronco sta nel rettangolo; armonico rispetto al formato e disarmonico rispetto ai profili; tronco più lungo dell’altezza al garrese di circa il 10 %, non deve tuttavia sembrare basso sugli arti. Deve dare l’impressione di una grande facilità di movimento. La sua rusticità e l’armonia dell’insieme devono far pensare ad un cane di antico lignaggio.
Temperamento, carattere ed attitudini: Impiegato per la guardia agli ovili ed alle greggi che difende dalla predazione di volpi e cani randagi così come un tempo difendeva dall’attacco dei lupi. Cane docile nei confronti delle persone familiari. La sicurezza nei confronti degli animali ad esso affidati deve essere considerata segno distintivo della razza. Poco esigente, adattato da secoli a un’alimentazione povera a base di pane raffermo e scarti di lavorazione del latte.
Molto legato all’uomo, riservato ma non indipendente, diffidente nei confronti degli estranei che tiene costantemente d’occhio, girando loro intorno con una snervante azione di minaccia. Di notte, specie se in branco, diventa pericoloso per gli intrusi che dovessero avvicinarsi all’ovile od alla proprietà. Possiede in forma inalterata tutti i comportamenti sociali della specie.

Proporzioni importanti
La lunghezza della testa non deve superare i 3,6/10 dell’altezza al garrese
La larghezza del cranio è uguale alla sua lunghezza
La lunghezza del muso è uguale al 45 % della lunghezza totale della testa
L’altezza del costato eguale al 50 % dell’altezza al garrese
La lunghezza del corpo dalla punta della spalla alla punta della natica è superiore rispetto all’altezza al garrese di circa il 10 %
Il perimetro toracico raggiunge almeno il 135 % dell’altezza al garrese
testa moderatamente massiccia, larga, troncoconica, assi cranio facciali leggermente divergenti; indice cefalico non inferiore a 53, pelle aderente ai tessuti sottostanti, liscia e tesa.
Cranio ampio, la sua lunghezza è pari al 55 % della lunghezza totale della testa e la sua larghezza è pressoché eguale alla lunghezza; seni frontali sufficientemente sviluppati ma non tanto alti da rendere brusco il salto naso frontale che tuttavia è evidente, solco medio-frontale pronunciato, cresta occipitale poco evidente; muso largo, le sue facce laterali sono solo molto lievemente convergenti, pieno, lungo circa il 45 % delle lunghezza totale della testa; labbra asciutte e stirate; nel maschio il muso è più pieno ma le labbra non sono mai pendenti, commessura labiale visibile.
Tartufo voluminoso, visto di profilo non deve sporgere oltre la faccia anteriore del muso, mascella e mandibola ben sviluppate; dentatura corretta e completa, chiusura a tenaglia o a forbice.
Occhi relativamente piccoli in rapporto alle dimensioni della testa e del cranio, non sporgenti né infossati; posizione sub frontale; il colore dell’iride varia tra il miele ed il marrone scuro; palpebre ben aderenti.
Orecchie non grandi in rapporto alle dimensioni del cranio, inserite più in alto dell’arcata zigomatica,portate pendenti a riposo e per un terzo semierette in attenzione, non devono assomigliare alle orecchie di un collie; possono essere amputate cortissime dai pastori secondo la tradizione e la necessità funzionale. Se non amputate, la forma è triangolare con apice smussato.
Collo lungo almeno l’85 % della lunghezza della testa, largo e ben raccordato alle spalle, con profilo superiore moderatamente arcuato, pelo abbondante; criniera e collare presenti soprattutto nel maschio adulto; presente la giogaia, sempre ben divisa.
Tronco nel rettangolo fortemente costruito, dorso largo e muscoloso, linea dorsale solida e rettilinea, senza avvallamenti, regione lombare forte e ben raccordata con la groppa; per effetto dell’ottusità degli angoli del posteriore si può avere l’impressione che la linea dorsale risalga lievemente verso la groppa che deve essere piuttosto larga e muscolosa, di giusta lunghezza, non inclinata; torace ben cerchiato e ben sviluppato nelle tre dimensioni; petto largo e ben prominente; costole lunghe e ben inclinate; ventre normalmente retratto.
Coda inserita sul prolungamento della linea del dorso, grossa, lunga, ricca di pelo folto; pendente in riposo, è portata alta, a scimitarra, quando il cane è in attenzione. Il suo portamento e la sua inserzione sono segno distintivo della razza.
Arti anteriori con ossatura forte; ben distanziati tra loro stante la larghezza del petto; spalla relativamente lunga con buona inclinazione; braccio lungo all’incirca quanto la spalla; angolo scapolo omerale leggermente aperto, gomiti ben aderenti al tronco non ruotanti né all’interno né all’esterno; avambraccio della stessa lunghezza del braccio, dritto e forte; carpo in prosecuzione della linea verticale dell’avambraccio; metacarpo non lungo e lievemente flesso; piede rotondo e compatto con cuscinetti forti e spessi.
Arti posteriori forti e muscolosi con moderate angolazioni garretto forte e spesso; metatarso robusto, asciutto; la presenza di speroni, semplici o doppi non è da penalizzare; piede come l’anteriore ma lievemente ovaleggiante.
Il movimento tipico del Cane di Mannara è il trotto sciolto, elastico e relativamente veloce con scatti di velocità. Buon saltatore.
Pelle piuttosto spessa, sempre ben aderente al corpo tranne alla gola dove forma una giogaia ben divisa.
Pelo di copertura semilungo, folto e compatto, non deve lasciare intravedere la pelle, presenza di sottopelo, è corto su muso e margini anteriori degli arti, relativamente lungo sulle orecchie; non è mai completamente dritto, presenta sempre una leggera ondulazione ma si può presentare anche molto ondulato, oppure in riccioli larghi, forte ma non eccessivamente duro; sulla coda è folto e ricco ed, a volte, può formare una leggera frangia al suo margine inferiore; presenti, soprattutto nel maschio adulto, la criniera ed il collare.
Manti ammessi sono: fulvo in tutte le sue sfumature dal mogano al crema, nero, pulce (fegato chiaro) con distribuzione del bianco più o meno estesa a formare pezzature o la cosiddetta distribuzione “ a monaca” (estese macchie bianche su gola, petto, collo calzini e punta della coda), tigrato associato ai suddetti colori, nero focato con distribuzione delle focature tipiche dei mantelli “black and tan” senza o con presenza del bianco (tricolore).
Taglia al garrese:
-Maschi minimo 65 cm
- Femmine minimo 59 cm
Taglie superiori sono ammesse solo se il cane conserva agilità e armonia senza pesantezza.

Difetti:
Il presente standard provvisorio è indispensabile premessa alla creazione ed all’impianto, ad iniziativa di SAMANNARA, di un libro genealogico aperto in cui iscrivere quali capostipiti tutti i soggetti che saranno ritenuti nel loro complesso rispondenti al tipo morfologico descritto ed idonei ad essere utilizzati per l’allevamento di selezione per fissare la razza.
Pertanto, in questa sede, SAMANNARA si limita ad indicare, quali elementi che non consentono l’ammissione di un soggetto complessivamente rispondente al tipo all’istituendo libro genealogico aperto, solamente i seguenti difetti:
- il monorchidismo o il criptorchidismo
- la vigliaccheria o l’estrema aggressività,
- il manto a pelo corto,
- il manto unicolore bianco.

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