Caciotta è il nome adoperato in tutta l'Italia centrale, con qualche propaggine nel Meridione, per designare la produzione casearia fatta dal contadino pastore; piccoli formaggi che pesano generalmente intorno al kg, fatti con latte bovino, ovino, caprino oppure misto. La Casciotta di Urbino, di antiche origini, è un formaggio prevalentemente di latte ovino (3/4) e un po' di latte vaccino (1/4).
Area di produzione: province di Pesaro (in particolare Urbino).
La Denominazione di Origine Protetta è stata riconosciuta il 12 giugno 1996.
Casciotta di Urbino DOP
La Casciotta di Urbino ha forma cilindrica e piccole dimensioni (alta meno di 10 cm e larga meno di 20 cm; peso non superiore a 1,2 kg). La crosta è sottile a causa della breve maturazione (15-30 giorni). La pasta è compatta, di colore bianco paglierino, molto friabile e con lievi occhiature, di sapore dolce con sentore di latte.
Tipo di formaggio: pasta compatta, friabile; fresco.
I vini consigliati per l'abbinamento sono Rosso Piceno, Sangiovese dei Colli Pesaresi, Torgiano Rosso e Vino Nobile di Montepulciano.
Il Casieddu è un formaggio di capra che si produce tra luglio e settembre nel comune di Moliterno in provincia di Potenza, quando le pecore vanno in asciutta e cessa quindi la produzione di pecorino.
Casieddu di Moliterno - Stemma del Comune di Moliterno (Potenza)
La principale caratteristica della tecnica casearia di questo formaggio è quella di portare il latte alle soglie della bollitura, il che, eliminando ogni germe patogeno, ingloba nella cagliata sia la caseina del latte che l'albumina (come per il Cacioricotta). Prima di essere cagliato, il latte viene insaporito con un'erba fortemente aromatica (Calamintha Nepeta Savi, appartenente alla famiglia delle Labiate). Dopo aver ottenuto la pasta casearia, questa viene modellata in tante piccole sfere del diametro di 8-9 cm, che, nel caso vengano consumate fresche, si avvolgono in foglie di felce tenute insieme da un legaccio fatto con steli di ginestra. Soltanto nelle forme da stagionare si effettua la salatura a secco, che conferisce alla crosta un colore tra il grigio e il giallo.
Molto interessante è il valore nutrizionale per la presenza sia della caseina che dell'albumina.
I vini consigliati per l'abbinamento sono Alezio Rosso, Lizzano Negroamaro Rosato.