Il nome di questo pregiato e raro formaggio deriva dal luogo di provenienza. "Bagòss" nel dialetto locale significa infatti "di Bagolino", un antico paese della valle del Caffaro, in provincia di Brescia. La ricchezza dei pascoli e la tradizionale tecnica di lavorazione ne fanno un formaggio esclusivo. La migliore produzione è quella ottenuta in estate nei pascoli d'alta quota. Ma anche il Bagòss prodotto nei mesi invernali nel fondovalle è comunque eccellente.
Area di produzione: Bagolino (BS).
Formaggio Bagòss di Bagolino
La materia prima è il latte crudo vaccino, parzialmente o totalmente scremato per affioramento naturale della panna. Le forme vengono salate a mano e, durante il periodo di stagionatura, vengono periodicamente rivoltate, raschiate da eventuali muffe e unte con olio crudo di lino. La stagionatura può durare da un minimo di 2 mesi ad un massimo di 2 anni. Il prodotto finito ha forma cilindrica, con diametro di 40 cm e altezza di 12-15 cm. Il peso è di circa 15 kg. La crosta è liscia, di colore bruno-aranciato; la pasta è compatta, giallo-paglierino che diventa più carico col procedere della stagionatura. Il sapore è caratteristico, decisamente aromatico, ma non piccante.
Ottimo come formaggio da tavola o arrostito sulla piastra. Se stagionato, va servito a scaglie, come il formaggio grana.
I vini consigliati per l'abbinamento sono: Capriano del Colle Rosso, Franciacorta Rosso e Montepulciano d'Abruzzo.
Il nome di questo formaggio sembra derivare dall'Alpe Bettelmatt, situata nel comune di Formazza, in provincia di Novara. La zona di produzione è circoscritta all'omonima Alpe (a circa 2.100 metri di altitudine, al confine con la Svizzera) e a tutte le alpi di Formazza e, in misura minore, della Valle Antigorio. In queste zone la vegetazione è ricca di un'erba, la mattolina, che conferisce al Bettelmatt il colore giallino che lo caratterizza (un tempo questo formaggio veniva chiamato anche Mottolina).
Formaggio Bettelmatt della Valdossola
La tecnologia di lavorazione è simile a quella della fontina: si porta il latte crudo a 32-35 ° C e si aggiunge il caglio liquido naturale. In trenta minuti avviene la coagulazione.
Dopo la rottura della cagliata, la massa è deposta nelle fascere e leggermente pressata. Talvolta è sottoposta a breve stufatura a 22 gradi circa per favorire lo sviluppo dell'occhiatura. La salatura può avvenire in salamoia o a secco.
Viene stagionato dai 40-60 giorni a un anno in un ambiente con temperatura di 10°C.
Le forme di Bettelmatt sono cilindriche, con diametro anche superiore ai 50 cm e altezza fino a 9 cm. La crosta è spesso rossastra, la pasta burrosa, a volte con rilevante occhiatura, di colore giallo paglierino.
I vini consigliati per l'abbinamento sono Gattinara, Ghemme, Velletri rosso.