Porro - Allium porrum L.
Atlante delle coltivazioni erbacee - Piante da tubero e orticole

Famiglia: Liliaceae
Specie: Allium porrum L.
Sinonimo: Allium ampeloprasum porrum L.

Francese: Poireau; Inglese: Leek; Spagnolo: Puerro; Tedesco: Lauch.

Origine e diffusione

Il Porro è un ortaggio da foglia, apprezzato dalle popolazioni del Mediterranei fin dal tempo degli Egizi e dei Romani; la sua coltivazione è diffusa in Europa, America e Asia.
E' presente sul mercato specialmente nel periodo autunno-invernale. E' coltivato in tutte le regioni italiane, specialmente al Centro-Nord.
Viene utilizzata la parte basale delle foglie, che formano un falso fusto di 20-30 cm di lunghezza e 3-5 di diametro; questo, sottoposto ad eziolatura, costituisce la parte edule
.

Porri a fusto lungo Cultivar invernale di Porro a fusto lungo - Allium porrum L. (foto www.agraria.org)

Caratteri botanici

Il porro è una pianta biennale (coltivata a ciclo annuale) derivata da Allium ampeloprasum L., originario del Su Europa e Nord Africa, spontaneo in alcune regioni centro-meridionali ed utilizzato anche per l'alimentazione. Il Porro non si trova allo stato spontaneo, presenta un bulbo poco sviluppato o assente, foglie allungate (con portamento eretto o ricadente, di colore da grigio verde a verde bluastro) con piccioli piegati a doccia ed avvolgenti alla base, formando un falso fusto più o meno allungato (da 15 a 40 cm.
Presenta un apparato radicale fascicolato, con molte radici che si possono spingere fino a 50 cm circa di profondità. Il fusto è accorciato a formare un disco appiattito, da cui si dipartono le foglie e le radici.
Lo stelo fiorale viene emesso nel secondo anno, in aprile-maggio; è pieno e termina con un'infiorescenza sferica (6-8 cm di diametro) protetta da una spata univalve caduca; sono presenti 300-400 fiori peduncolati, con tepali di colore bianco, rosa o lilla. I semi sono neri angolosi e grinzosi (peso 1.000 semi pari a 2,5-3,3 grammi). La durata della germinabilità è di 2-3 anni.

Esigenze ambientali

Il porro si adatta bene sia ai climi temperato-caldi che temperato-freddi, con l'impiego di varietà e cicli colturali differenti.
I terreni più adatti sono quelli di medio impasto, con buona capacità idrica di ritenuta, ma senza problemi di drenaggio e ben dotati di sostanza organica; il pH deve essere compreso tra 6 e 7; scarsa è la tolleranza alle elevate salinità. Per quanto riguarda le concimazioni si consiglia di impiegare 400-500 q/ha di letame maturo, interrato con una lavorazione a 30-40 cm, 80-100 kg/ha di P2O5 e 100-150 kg/ha di K2O; durante il ciclo si interviene con azoto frazionato in 3-4 volte (100-120 kg/ha).
L'irrigazione è quasi sempre necessaria, ad esclusione del periodo invernale.

Varietà

Le cultivar sono classificate in base alla lunghezza del "falso fusto" e in base all'epoca di produzione:
- Cultivar estive: semina a dicembre-gennaio su letto caldo;
- Cultivar autunnali: con semina in marzo-aprile;
- Cultivar invernali: con semina in maggio-giugno.

Tecnica colturale

Di solito vengono trapiantate le piantine (alte 20-25 cm) ottenute in vivaio; la semina (con seminatrici di precisione) viene poco praticata perché si ottengono porri di pezzatura non omogenea e per risulta più difficile il controllo delle infestanti. La densità colturale varia da 20 a 40 piante al metro quadrato, maggiore nelle colture destinate a raccolte precoci. Nelle colture tardive le piantine vengono sottoposte a rincalzatura, utile per aumentare la parte bianca del fusto e per ottenere una maggiore resistenza al freddo.
Il diserbo viene praticato sia in semenzaio che durante la coltura.

Raccolta e produzione

La raccolta comincia quando il diametro dei fusti ha raggiunto i 2-3 cm, dopo circa 3-4 mesi dal trapianto o 5-7 dalla semina. Dopo l'estirpazione, vengono tolte le foglie vecchie più esterne, tagliate a 15 cm sopra la parte bianca, accorciate le radici e lavati. In frigorifero (0-1°C e UR 90-95%) possono essere conservati fino a tre mesi. Una buona produzione varia dai 400 ai 500 quintali ad ettaro.

Avversità e parassiti

I parassiti sono simili a quelli della cipolla.
I danni più gravi sono provocati da Fusarium culmorum e da Pyrenochaeta terrestris; altre crittogame dannose sono le ruggini (Puccinia porri e Puccinia allii), la peronospora del porro (Phitophtora porri) e l'alternariosi (Alternaria porri).
Tra i parassiti animali: la tignola del porro (Acrolepia assectella), la mosca della cipolla (Hylemia antiqua), il tripite (Trips tabaci) e i nematodi dello stelo (Ditylenchus dipsaci).

da Principi di Orticoltura - Romano Tesi - Edagricole

Cereali
Leguminose Granella
Da tubero e orticole
Piante industriali
Foraggere
Versione italiana English version Versión española
La coltivazione della vite Guida al biologico Coltivare ed allevare per l'autosufficienza della famiglia

Zootecnia Cani e gatti Coltivazioni erbacee Fruttiferi Coltivazioni forestali Insetti Prodotti tipici Funghi Parchi ed aree protette
Copyright © www.agraria.org - Codice ISSN 1970-2620 - Webmaster: Marco Salvaterra - info@agraria.org - Privacy