Cardo - Cynara cardunculus L. altilis D.C.
Atlante delle coltivazioni erbacee - Piante da tubero e orticole

Famiglia: Compositae, sottofamiglia Tubiflorae
Specie: Cynara cardunculus L. altilis D.C.

Origine e diffusione

Il Cardo è una pianta originario del Mediterraneo. Era coltivato già al tempo dei Romani; Plinio, nella sua “Storia Naturale”, lo annovera fra gli ortaggi pregiati. E' molto affine al carciofo ma presenta un maggior sviluppo in altezza e foglie con picciolo e nervature spessi e carnosi che costituiscono il prodotto utilizzato nell'alimentazione.

Cardi pronti per la vendita Cardi pronti per la vendita (foto www.agraria.org)

Caratteri botanici

Il cardo è una pianta erbacea perenne in natura, annuale in coltura; presenta radici fittonanti e profonde; si distingue dal carciofo per il notevole sviluppo delle coste, il capolino molto più piccolo, dimensioni e sviluppo generalmente superiori. Il caule è grosso, striato da grosse nervature e lanuginoso. Le foglie sono pennatosette, superiormente di colore verde cenerino, inferiormente biancastre, molto tomentose. L'infiorescenza è un capolino con fiori sono ermafroditi; il frutto è un achenio.

Esigenze ambientali

Predilige terreni fertili, freschi e profondi, di medio impasto e senza ristagni idrici, tendenzialmente neurti; si adatta anche a terreni più o meno marcatamente sabbiosi e sopporta anche una certa salinità; le esigenze termiche sono analoghe a quelle del carciofo (è un po' più sensibile alle basse temperature: arresta la crescita a 0°C e può andare incontro a morte se scendono al di sotto dei -2°C. L'esposizione deve essere soleggiata.

Varietà

Le principali varietà di cardo coltivate in Italia sono: Cardo di Bologna, privo di spine, con costole piene, di media grossezza; Cardo di Chieri, molto diffuso in Piemonte, di buona qualità, poco spinoso e facilmente conservabile; Cardo di Tours, varietà pregiata ma poco diffusa perché spinosa; Cardo gigante di Romagna, coltivato nell'intera area romagnola, lembo fogliare largo, a media frastagliatura, verde-grigio chiaro, a picciolo lungo, mediamente concavo con spine.

Tecnica colturale

Il terreno deve essere preparato con una buona aratura e con una abbondante concimazione letamica e minerale, e successivamente ben preparato e spianato.
L'impianto (in primavera) si può realizzare con semina diretta a dimora (nel periodo aprile-maggio a file distanti 1 metro l’una dall’altra e 80 cm tra una pianta e l’altra, o a buche distanti 80/100 centimetri. Si collocano 3/4 semi per buca - 2/2,5 kg per ettaro - e dopo la nascita si diraderà lasciando una sola pianta); oppure con trapianto di piantine ottenute in semenzaio o in appositi contenitori (nel periodo maggio-giugno, quando le piante hanno raggiunto la cinquantesima o sessantesima foglia, con una densità di investimento di 12.000/13.000 piante per ettaro).
Vengono poi eseguite sarchiature (per il controllo delle infestanti) e concimazioni in copertura e irrigazioni se necessario.
Poiché il cardo viene posto in vendita dopo aver subito l'imbianchimento, è necessario coprire la pianta, dalla parte basale fino a circa i due terzi dell'altezza, per proteggerla dall'azione della luce. Per tale scopo le foglie della pianta vengono legate insieme attorno all'asse centrale e quindi si può fare la rincalzatura, addossando alla pianta un cumulo conico di terra; oppure si può piegare la pianta, entro una fossa scavata di fianco ad essa, ricoprendola quindi di terra, lasciandone allo scoperto la parte apicale; oppure si avvolge la pianta con paglia o cartone o teli plastici opachi (posti in opera a macchina nelle colture industriali). La durata della tecnica d'imbianchimento varia in funzione della temperatura (da 2 a 3 settimane circa).

Raccolta e produzione

Al momento della raccolta (da settembre a fine primavera), il cardo viene estirpato, privato delle radici e delle foglie esterne e mozzato all'estremità.
Le rese in prodotto lordo si aggirano intorno ai 400 quintali ad ettaro; il prodotto commerciale raccolto, eliminate le foglie esterne, la parte superiore della lamina e l'apparato radicale, si aggira intorno ai 150-200 quintali. il prodotto viene normalmente commercializzato fresco appena raccolto.

Avversità e parassiti

Tra le malattie fungine:
- Oidio o mal bianco (Leveillula taurica f. sp. cynarae Jaczewski);
- Peronospora (Bremia lactucae Regel.).
Batteriosi: Marciume batterico (Erwinia carotovora var. carotovora (Jones) Dye).
Virosi: Maculatura anulare.
Insetti:
- Cassida (Cassida deflorata Suffr.);
- Punteruolo (Larinus cynarae F.);
- Altica (Sphaeroderma ribudum Graells);
- Nottua (Hydroecia xanthenes Germ.);
- Vanessa (Vanessa cardui L.);
- Gelechia ( Depressaria erinacella Stgr.);
- Afide (Brachycaudus cardui L.);
- Mosca del cardo (Agromyza andalusiaca Strobl);
Molluschi: limaccia grigia (Agriolimax agrestis L.).

da Coltivazioni erbacee - A. Grimaldi, F. Bonciarelli, F. Lorenzetti - Edagricole

Cereali
Leguminose Granella
Da tubero e orticole
Piante industriali
Foraggere
Versione italiana English version Versión española
La coltivazione della vite Guida al biologico Coltivare ed allevare per l'autosufficienza della famiglia

Zootecnia Cani e gatti Coltivazioni erbacee Fruttiferi Coltivazioni forestali Insetti Prodotti tipici Funghi Parchi ed aree protette
Copyright © www.agraria.org - Codice ISSN 1970-2620 - Webmaster: Marco Salvaterra - info@agraria.org - Privacy