Pisello - Pisum sativum Asch. et Gr.
Atlante delle coltivazioni erbacee - Leguminose da granella

Classe: Dicotyledonae
Ordine: Leguminosae
Famiglia: Papilionaceae
Tribù: Vicieae
Specie: Pisum sativum Asch. et Gr.

Francese: Pois; Inglese: Garden Pea; Spagnolo: Guisante, Arveja; Tedesco: Erbse.

Origine e diffusione

Non si conoscono i progenitori selvatici del pisello, che risulta essere coltivato fin dal Neolitico (7000 a.C.).
Probabilmente è originario delle zone a Nord dell'India. E' coltivato in tutto il mondo, in particolare nei Paesi asiatici (India, Cina).
La produzione è orientata sul pisello fresco, da consumo diretto, sul pisello da pieno campo per l’industria conserviera (inscatolamento, surgelazione), sul pisello per granella secca per alimentazione umana o zootecnica (“pisello proteico”).
Il pisello è usato largamente anche come foraggera da erbaio.

Piante di Pisello - Pisum sativum Asch. et Gr. Piante di Pisello - Pisum sativum Asch. et Gr. (foto www.agraria.org)

Caratteri botanici

Il pisello è una pianta annuale glabra e glauca, con un solo stelo cilindrico sottile e debole, di lunghezza variabile da 0,30 a 3 metri (piselli nani, seminani e rampicanti). Nei piselli rampicanti da orto lo sviluppo è indeterminato, dando luogo a una fruttificazione continua e protratta nel tempo. Quelli nani hanno portamento semi-eretto e sono a sviluppo determinato per cui la fioritura e la maturazione dei vari palchi fiorali avvengono in un tempo alquanto breve.
La gracilità dei fusti ha come effetto che le colture di pisello tendono a prostrarsi a terra, a meno che non siano fornite di sostegni (frasche, reti) come nella coltura ortense. Nelle coltivazioni in pieno campo, e soprattutto in quelle da granella secca da raccogliere a maturazione piena, il fatto che la vegetazione sia prostrata al suolo rende la mietitrebbiatura non agevole dando luogo a perdite di prodotto.
Il pisello ha una radice marcatamente fittonante, che si sviluppa fino a 0,80 m di profondità, con numerose ramificazioni.
Le foglie sono pennate, composte:
- da 2-4 paia di foglioline grandi, ovate, intere;
- da uno o più paia di foglioline trasformate in cirri;
- da un cirro terminale ramificato sviluppatissimo;
- da un paio di stipole uguali, o addirittura più grandi, delle vere foglioline (è questa una caratteristica della specie).
I fiori sono lungamente peduncolati e si formano in numero da 1 a 4 su racemi ascellari sorgenti sui nodi mediani e superiori dello stelo. La corolla è grande e vistosa, bianca nel pisello da granella, rosso-violetto nel pisello da foraggio. La fecondazione è autogamia e produce un baccello liscio, quasi cilindrico, contenente numerosi semi (4-10).
La germinazione dei semi è ipogea, vale a dire che i cotiledoni restano sottoterra mentre emerge il fusticino (epicotile), incurvato. I semi di pisello sono variabilissimi per forma, colore, dimensione. La forma è normalmente rotondeggiante ma può essere cuboide nelle forme in cui i semi sono molto serrati nel baccello. Un’importante differenza di forma è quella tra semi lisci e grinzosi, causata dal diverso biochimismo dell’accumulo di carboidrati nei cotiledoni. Nei semi lisci, a maturazione è presente prevalentemente amido; in quelli grinzosi poco più della metà dei carboidrati di riserva è amido mentre il resto sono zuccheri solubili, la cui presenza fa si che i semi restino dolci e teneri a lungo, durante la maturazione; ciò è un grande vantaggio rispetto ai piselli a seme liscio che, se non raccolti al momento giusto, rapidamente si induriscono e perdono la dolcezza. I piselli a seme grande, verde e grinzoso vanno bene per la surgelazione mentre per l’inscatolamento si vogliono solo piselli a seme piccolo e liscio.
La dimensione dei semi è variabilissima: 1000 semi possono pesare da 100 a 500 g.

Legumi e semi di Pisello Legumi e semi di Pisello - Pisum sativum Asch. et Gr. (foto www.agraria.org)

Esigenze ambientali

Il pisello è una pianta microterma che ha limitate esigenze di temperature per crescere e svilupparsi, e rifugge dai forti calori e dalla siccità. Per questo la coltura del pisello può essere fatta con successo negli ambienti o nelle stagioni fresche. In Italia la semina autunnale nelle regioni a inverno mite (centro-meridionali), mentre in quelle settentrionali questa epoca si semina può essere adottata solo con varietà resistenti al freddo; in caso contrario, dopo passati i rigori dell’inverno.
Il pisello germina con accettabile prontezza con temperature del terreno intorno a 4 °C, mentre la temperatura ottimale per il compimento del ciclo vitale è compreso tra 15 °C e 18 °C.
La resistenza al freddo del pisello è limitata, ma varia molto con il grado di sviluppo della pianta e con la varietà. La fase di massima resistenza è lo stadio “4-5 foglie”, in cui sopporta senza danno temperature fino a -8 °C. allo stadio di fioritura anche gelate leggere sono dannose.
In generale, però, la maggiore intolleranza del pisello è per le alte temperature. Forti calori durante la fase di riempimento dei semi da raccogliere freschi, ne accelerano troppo la maturazione e ne provocano il rapido indurimento, con gravissimo pregiudizio per la qualità. La maturazione avviene invece con gradualità e la raccolta può essere fatta in tutta tranquillità, in condizioni di temperatura moderata e di elevata umidità dell’aria.
Il pisello teme moltissimo i ristagni di umidità che rendono il terreno freddo e asfittico. Non ha esigenze particolari riguardo al terreno, tuttavia i terreni più adatti sono quelli piuttosto sciolti (per tessitura e struttura), caldi, ben areati, con moderato contenuto di calce e pH compreso tra 6,5 e 7,5, di buona capacità idrica.

Varietà

L’ideotipo è diverso secondo che la destinazione del prodotto sia il mercato orticolo oppure l’industria conserviera (granella immatura) o mangimistica (granella secca). Nel primo caso si richiede precocità e scolarità di maturazione, con cultivar di grande sviluppo (rampicanti), essendo la raccolta manuale.
Per il pisello da pieno campo, al quale si fa prevalente riferimento, si tende alla completa meccanizzazione, fino alla raccolta che deve essere unica, per cui le regole da seguire sono le seguenti: scelta di varietà nane, a maturazione contemporanea, a bassa “velocità di maturazione”, cioè che si mantengano teneri e dolci anche in caso di raccolta un po’ ritardata. È inoltre necessario assicurare all’industria una lavorazione prolungata e uniforme: ciò mediante coltivazioni opportunamente pianificate per quanto riguarda epoca di semina e precocità delle varietà.
Le varietà adatte alla coltura di pieno campo, e quindi alla raccolta meccanica sono quelle nane o semi-nane, a maturazione contemporanea. Il panorama varietale è vastissimo e in rapida evoluzione.
Per l’inscatolamento sono richiesti semi verde chiaro, piccoli e lisci (ma quindi ad alta velocità di maturazione).
Le varietà da surgelazione sono a semi verde scuro, medi o grandi, grinzosi (che restano dolci a lungo).
Per la coltura da granella secca, caratteristiche apprezzate sono: alto contenuto proteico dei semi, seme piuttosto piccolo (che consente di risparmiare sulle semente), portamento delle piante a maturità non troppo prostrato in modo che la mietitrebbiatura dia luogo a perdite non eccessive.
Quest’ultimo requisito è posseduto da certe varietà di pisello espressamente selezionate per avere un eccezionale sviluppo dei cirri fogliari: l’intreccio dei cirri di piante vicine fa sì che tutta la vegetazione si sorregga da sé.
Le varietà di questo tipo sono dette semi-leafless (“parzialmente senza foglie”) o afila perché hanno trasformate in cirri tutte le foglie vere, sicché solo le grandi stipole conservano il loro aspetto fogliaceo.

Tecnica colturale

Il pisello è una precessione ottima per il frumento in quanto libera presto il terreno, lo lascia assai rinettato dalle malerbe e lascia un buon residuo di azoto, stimabile dell’ordine di 40-60 Kg/ha. Esso è quindi coltivabile tra due cereali autunnali.
È buona norma prevedere un intervallo di almeno 4 o 5 anni prima di far tornare il pisello sullo stesso terreno, a causa delle malattie.
Concimazione e preparazione del terreno
La concimazione minerale più importante è quella fosfatica, sempre necessaria nella misura di 60-80 Kg/ha di P2O5. Il potassio va somministrato in caso di terreni poveri di questo elemento, mentre l’azoto non dà, in genere, risposta; al massimo 20-30 Kg/ha di azoto potrebbero essere dati alla semina.
La preparazione del terreno è molto simile a quella per il frumento: lavorazione a media profondità, affinamento delle zolle anche in profondità per evitare cavernosità, ma affinamento superficiale non particolarmente spinto, data la grossezza del seme. Una cosa che invece ha grande importanza è lo spianamento e la regolarizzazione superficiale dei campi, che devono essere perfetti per rendere più agevole il futuro lavoro della mietitrebbiatrice.
Semina
L’epoca di semina più comune nelle regioni del Centro-Nord dove la coltivazione del pisello da granella è attualmente più diffusa, è in febbraio appena la temperatura del terreno è risalita a 5-6 °C; ma ove si disponga di varietà abbastanza resistenti al freddo, la semina autunnale è da preferire, va fatta in tempo perché all’arrivo dei freddi le piantine siano arrivate allo stadio di 3-4 foglie. In genere l’epoca è ottobre nel Nord Italia, novembre nel Centro Sud (qualche giorno prima del frumento).
Nel caso di colture per l’industria le semine si eseguono scalarmene, in modo da prolungare il periodo di maturazione-raccolta.
In pieno campo la semina va fatta a file distanti sui 0,18-0,25 m; in questo modo si ha maggior competizione verso le erbe infestanti e più facile raccolta meccanica.
Il pisello si semina a 70-100 semi a metro quadro per avere da 50 a 70 piante a metro quadro; peraltro la coltura ramificandosi più o meno riesce a compensare difetti di densità. A seconda del peso medio dei semi, le quantità oscillano da 150 a oltre 250 Kg/ha.
Per la semina si usano in genere le seminatrici universali da frumento, avendo cura di controllare che i semi non siano spaccati dal distributore.
I semi vanno posti alla profondità di 50-70 mm, onde ridurre la predazione da parte degli uccelli e roditori.
Cure colturali e diserbo
Interventi meccanici nel corso della coltivazione sono impossibili data la fittezza delle file e, d’altra parte, sono resi non necessari dal diserbo chimico.
Il controllo delle erbe infestanti del pisello può essere realizzato con efficacia pienamente soddisfacente con il diserbo chimico; spesso richiede due interventi: uno pre-semina o pre-emergenza e un altro eventuale in post-emergenza.
Trattamenti chimici possono rendersi necessari per combattere le avversità biotiche.

Raccolta e utilizzazione

Il pisello da industria va raccolto ad un giusto grado di maturazione, definito dalla tenerezza del seme valutata in gradi tenderometrici.
I piselli al di sotto di 90 gradi tenderometrici sono troppo teneri, quelli al di sopra di 130 sono troppo duri; il grado di maturazione più conveniente sia per l’agricoltore sia per l’industria è di 110 gradi.
Un altro aspetto qualitativo importante nel determinare il momento per raccogliere il pisello da inscatolamento è il calibro dei semi. La raccolta del pisello da industria si è evoluta attraverso le seguenti tappe:
- Falcia-andanatura, carico, trasporto, sgranatura a posta fissa in fabbrica;
- Falcia-sgranatura in campo;
- Pettina-sgranatura, con macchina semovente che stacca i baccelli e sgrana solo questi.
L’ultima soluzione è quella attualmente preferita per la velocità di esecuzione (1h per ettaro).
I piselli secchi si raccolgono con le mietitrebbiatrici da frumento, evitando di attendere che i baccelli e i semi si dissecchino troppo (forti perdite per sgranatura). Le produzioni ordinarie di buone colture sono 4-4,5 t/ha di semi freschi sgranati di pisello da industria. Buone rese di granella secca sono di 3,5-4 t/ha.

Avversità e parassiti

Le principali avversità in cui il pisello può incorrere sono le seguenti.
Parassiti vegetali
- Peronospora, la malattia si manifesta in periodi freddi, e piovosi, formando macchie clorotiche sulla parte superiore delle foglie e muffa bianca prima, violacea poi su quella inferiore;
- Antracnosi, in genere la malattia compare su foglie e baccelli, sui quali provoca macchie bianco-grigiastre rotondeggianti, con margine bruno-rossastro.
- Fusariosi, provocano necrosi del colletto con conseguente ingiallimento e avvizzimento rapido delle piantine.
Parassiti animali
- Afidi verde e nero, formano colonie sulle foglie portando deperimento delle piante e diffondono le virosi del pisello;
- Tonchio, i semi sono molto soggetti a essere attaccati dal tonchio che alla fine della fioritura depone le uova sui piccoli baccelli nei cui semi le larve poi passano e si sviluppano.

a cura di Francesco Sodi


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