Giglio - Lilium spp.
Atlante dei fiori - Bulbose, Rizomatose, Tuberose

Classificazione, provenienza e descrizione

Famiglia: Liliaceae
Genere: Lilium
Nome comune: Giglio

Tipologia: Perenni, Bulbose
Propagazione: divisione dei bulbi, seme

Etimologia: Lilium è il nome latino del giglio che deriverebbe dal nome greco "leirion", col quale venivano denominati i gigli, a sua volta proveniente dal celtico li (bianco).

Il numero di specie del genere Lilium varia secondo gli autori. Secondo alcuni sono un centinaio, originarie dell'Europa, dell'Asia e del Nord America. In Italia se ne trovano alcuneallo stato spontaneo, tra cui Lilium candidum (giglio di Sant’Antonio o della Madonna o di San Luigi), Lilium bulbiferum (giglio di San Giovanni), Lilium martagon (giglio martagone).
Alcune specie di giglio, come il L. candidum, vengono coltivate anche per le proprietà medicinali, utilizzando il bulbo e i petali dei fiori.

Lilium Stargazer Lilium Stargazer (foto www.extension.iastate.edu)

Giglio di san Giovanni Giglio di san Giovanni - Lilium bulbiferum L. (foto www.giardinocapracotta.unimol.it)

Come si coltiva

Prosperano bene in terreni ben drenati, lavorati in profondità e concimati con letame vecchio di 2-3 anni. Le esposizioni più adatte sono il levante e il ponente. Sono specie rustiche e preferiscono il freddo al caldo; solo poche, come il longiflorum, il japonicum, il brownii e il formosanum, sono piante che non tollerano il gelo.
I bulbi si impiantano una volta per tutte e si lasciano interrati per 5-6 anni, togliendoli soltanto nel caso in cui si vogliano dividere. Generalmente dopo tale numero di anni vanno cambiati di sede perché tendono a impoverire il terreno dove vivono. La stagione di impianto migliore è la primavera o anche il tardo autunno, quando le piante non sono in vegetazione. Per il L. candidum, i cui bulbi non entrano mai in riposo completo, l'agosto. Vanno piantati a una profondità di circa 10 cm dalla punta del bulbo alla superficie.
I L. si possono riprodurre per seme, processo alquanto lento (da 4 a 6 anni per avere il primo fiore) e da consigliare solo ove si vogliano produrre nuovi ibridi. Molto più agevole è la riproduzione attraverso i bulbi, che si formano accanto ai bulbi principali, o attraverso i bulbilli, che in alcune specie si formano alle ascelle delle foglie. Anche le scaglie dei bulbi, staccate con un frammento del disco cui aderiscono, messe in sabbia, in serra, ben presto sviluppano la nuova pianticina. Prima di metterle sulla sabbia bisogna attendere che secchino le ferite e cicatrizzino i tessuti. Le piante così ottenute fioriranno tra il quarto e il sesto anno. I bulbilli si trapiantano in terrine, i giovani bulbi singolarmente in vasetti o anche in aiuole a cm 15 uno dall'altro.

Bulbo di Lilium Stargazer Bulbo di Lilium Stargazer (foto www.agraria.org)

Giglio martagone Giglio martagone Lilium martagon (foto Troise Carmine)

Lilium candidum Lilium candidum (foto http://vocaciondejardinero.blogspot.it)

Lilium tigrinum var. splendens Lilium tigrinum var. Splendens (foto www.waysidegardens.com)

Lilium speciosum Lilium speciosum (foto www.tar-mar.com.tr)

Specie e varietà

- Lilium martagon L.: specie originaria dell'europa e dell'Asia, è diffusa in Italia nei prati e nei boschi, anche a 2000 m di quota. Lo stelo fiorale è forte e rigido, porpora verdastro, e reca un gran numero di fiori singoli, penduli, di media misura, d'aspetto ceroso, in diverse gradazioni di porpora, macchiati di un colore più scuro. La forma del fiore è simile al tipico berretto turco. Il profumo è poco gradevole. Le foglie sono ovate-lanceolate, a fasci le inferiori, sparse le superiori. Oltre alla specie, sotto questo nome sono raggruppati numerosi ibridi nati dall'incrocio del L.m. con altre specie. Vuole terreno ricco di humus e calcareo.
- Lilium bulbiferum L.: specie originaria dell'europa centrale e occidentale; in Italia è diffusa nei boschi e nei prati. Questa specie e le sue varietà formano un gruppo piuttosto variabile, a fiori aranciati ed eretti, portati a gruppi di stelli rigidi. Ama il sole, ma bulbo e radici devono essere tenuti all'ombra in terra umida e fresca.
- Lilium candidum L.: specie originaria dei Balcani, della Macedonia, del Libano, raro allo stato selvatico in Italia; sfuggito alle colture in diversi luoghi della penisola, è presente nel Meridione e nelle isole. E' una specie molto nota e coltivata anche industrialmente dai floricoltori per la vendita del fiore reciso. Ha bulbo grande, squamoso, steli rigidi ed eretti, recanti numerosi fiori a forma di tromba, bianco puro con vistose antere gialle, intensamente profumati. Le foglie cauline sono lanceolate e sparse, le basali compaiono nella tarda estate e sono più o meno sempreverdi. Ancor più che nelle altre specie i bulbi di l.c. non sono mai in completo riposo e le foglie basali rimangono sempre attive.
- Lilium auratum Lindl.: è una specie originaria del Giappone, che si coltiva solo in terreni non calcarei; è uno dei più coltivati a livello industriale per la vendita del fiore reciso. i fiori sono imbutiformi, larghi 30 cm, bianco puro, con macchie irregolari giallo oro e macchie più piccole porpora intenso all'interno dei tepali. Cresce fino a 1,5-2 m. Sono disponibili molte varietà.
- Lilium longoflorum Thunb.: specie originaria del Giappone. Come il L. speciosum, l'auratum e il candidum è molto coltivato dall'industria floricola; ha fiori bianchi, a forma di tromba, leggermente profumati, 4-5 per stelo, e foglie lanceolate, irregolarmente sparse lungo lo stelo. Si ottiene facilmente da seme e fiorisce entro un anno.
- Lilium tigrinum L.: specie originaria del giappone e della Cina. Il Giglio tigrato si incontra frequentemente neoi giardini. Ha steli robusti e rigidi che portano fino a 25 fiori penduli, a tepali molto retroflessi, arancio rosso macchiati di nero. La varietà Splendens ha fiori di color arancio vivo, è vigorosa e a fioritura più tardiva.
- Lilium speciosum E.H. Wilson.: specie originaria del Giappone. Spcie molto apprezzata per i giardini e la coltivazione industriale.Gli steli rigidi portano numerosi fiori ben spaziati, penduli, con lunghi peduncoli; i tepali sono retroflessi e a margini ondulati, spessi e cerosi, con antere prominenti. Il colore è un rosa bianco, segnato da numerose macchie rosa e cremisi. Non ama il terreno calcareo e preferisce il sole. Esistono diverse varietà, tra cui la alba, di eccezionale bellezza, a fiori bianchi.

Ibridi
Oltre alle specie tipiche esistono numerosissimi ibridi, molto diffusi, che generalmente vengono riuniti in 8 gruppi, a seconda della provenienza:
- Ibridi americani: si tratta di ibridi e varietà che provengono dagli Stati Uniti, di facile coltivazione;
- Ibridi Martagon: a questo gruppo appartengono gli ibridi derivati dalle specie Lilium martagon e Lilium hansonii, che sono piante rustiche, di facile coltivazione, adatte per posizioni leggermente ombreggiate;
- Ibridi Candidum: sono gli ibridi ottenuti dall'incrocio tra le specie europee, come per esempio Lilium candidum, Lilium chalcedonicum (ad eccezione di Lilium martagon) e le loro varietà;
- Ibridi Longiflorum: comprende gli ibridi e le varietà ottenute dall'incrocio tra Lilium longiflorum e Lilium formosanum;
- Ibridi a tromba: gruppo di ibridi derivati da alcune specie e dai loro ibridi come: L. henryi e ibridi aurelian e altri Gigli a forma di tromba;;
- Ibridi orientali: appartengono a questo gruppo gli ibridi d'origine orientale, distinti a seconda della forma dei fiori in 4 sottogruppi. Appartengono a questo Gruppo i Lilium 'Stargazer';
- Ibridi asiatici: sono ibridi derivati da alcune specie e dai loro ibridi come: L. tigrinum, L. cernuum, L. davidii, L. maximowiczii; L. x maculkatum, L. x hollandicum, L. pumilum, L. concolor, L. bulbiferum;
- Altri ibridi (Gruppo 8): include gli ibridi che non appartengono ai gruppi sopra citati.

Malattie, parassiti e avversità

Il principale nemico dei gigli è la Criocera, le cui larve divorano in pochissimo tempo foglie e fiori e, se in colonia numerosa, tutta la pianta. Il metodo migliore per combatterle è ispezionare le piante e distruggere le larve e soprattutto distruggere gli insetti allo stadio adulto, che sono rosso vermiglio.
Altri parassiti temibili sono gli afidi, che si insediano nei bulbi durante la conservazione e attaccano le piantine giovani, favorendo la diffusione delle virosi; lo zanzarone degli orti (Tipula oleracea) e le limacce, che si nutrono delle radici, dei fusti, delle foglie e dei bulbi.
Le malattie più diffuse sono il marciume radicale e il marciume dei bulbi.

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