Diamante Mandarino di Timor - Taeniopygia guttata guttata Hartlaub 1860
Atlante degli Uccelli da gabbia - Esotici

Classificazione sistematica e informazioni generali

Classe: Uccelli
Ordine: Passeriformi
Famiglia: Estrildidi
Genere: Taeniopygia
Specie: T. guttata guttata

Il Diamante di Timor, fa parte del grande gruppo degli estrildidi oceanici. Specie endemica dell'Isola indonesiana di Timor, un'isola dove si è sviluppata tutta una seria di fauna autoctona, unica e diversificata da tutte le specie similari soprattutto per la taglia ridotta. Il suo habitat ideale rispecchia l'habitat del suo stretto parente il “Diamante Mandarino”, ossia aree di savana o aree secche subtropicali con copertura erbosa e anche con la presenza sporadica di arbusti e zone cespugliose.

Diamante Mandarino di Timor Femmina di Diamante Mandarino di Timor - Taeniopygia guttata guttata (foto www.hofmann-photography.de/)

Diamante Mandarino di Timor Maschi di Diamante Mandarino di Timor - Taeniopygia guttata guttata (foto imageshack.us)

Diamante Mandarino di Timor Maschio (a sinistra) e femmina (a destra) di Diamante Mandarino di Timor (foto www.efinch.com)

Caratteristiche

Il Timor è considerato uno degli uccelli più piccoli al mondo, e questa è una delle caratteristiche che lo distinguono sostanzialmente dal suo omonimo di taglia maggior, il Diamante Mandarino australiano, il quale oggi è senza dubbio l'uccello domestico più comune e più allevato in assoluto.
Il Timor è riconoscibile da D.M. Per la taglia, molto ridotta, ma anche per una importantissima differenza nel disegno del petto, infatti nel Timor sono assenti le classiche striature nere (zebratura), che caratterizzano invece i Mandarini. Per tutto il resto, la colorazione è molto simile ad un Diamante Mandarino ancestrale, con anche il medesimo dimorfismo sessuale. Ultimamente si stanno selezionando delle particolari mutazioni anche nel Diamante di Timor.

Allevamento

A differenza del D.M. classico, il Timor non è facile da far riprodurre. Vi sono diverse problematiche che un allevatore deve affrontare se decide di cimentarsi nell'allevamento di questa specie, prime tra tutte, le condizioni ambientali, che sono di fondamentale importanza per i Timor, i quali si presentano quasi “meteopatici”, ossia vogliono una determinata temperatura costante per l'inizio degli amori e per far sì che la femmina vada in estro. Un'altra problematica è la ritenzione dell'uomo, di cui le femmine di Timor soffrono e che talvolta porta anche alla morte di alcuni soggetti. È consigliabile alloggiare i Timor a coppie separate, in gabbie abbastanza ampie, posizionate il un luogo abbastanza isolato e nascosto, dove loro possano trovare la necessaria privacy per avviare la riproduzione. È sconsigliabile muovere o spostare la gabbia nella fase riproduttiva. Come nel D. Mandarino, il maschio e la femmina sono soliti entrare insieme nel nido e alternarsi alla cova e anche all'imbecco dei pulli. Il nido da utilizzare è quello classico a “cassetta” in legno o meglio in plastica, che loro imbottiranno con fibre di cocco e juta, che rendono l'interno soffice e accogliente. La cova ha una durata di circa tredici giorni e la femmina da subito si dà da fare per nutrire i piccoli. Come alimentazione, oltre al classico misto da esotici a prevalenza di panico, si deve sempre lasciare a loro disposizione del pastoncino abbastanza proteico, integrato con sementi germinati e anche con alimenti di origine animale, che forniscono il giusto apporto proteico. I piccoli vanno anellati a circa 5 giorni; siccome l'anello da utilizzare ha un diametro molto piccolo, l'allevatore è costretto a provare l'anellamento più volte, così da essere sicuri di centrare il giorno giusto in cui la zampina del nidiaceo sia delle giuste dimensioni. I novelli, come nel D. Mandarino, presentano il becco di colore nero, che poi pian piano si colora di rosso. Un prodotto che non deve mai mancare durante l'accoppiamento e la deposizione è il “grit”, abbinato anche con l'osso di seppia, che insieme soddisfano il fabbisogno di calcio della femmina. Il grit andrà poi tolto due giorni prima della nascita dei piccoli. Il Diamante Mandarino di Timor è poco allevato in Italia. Pochi sono gli allevatori che si appassionano a questa razza, anche perché è poco reperibile e per niente facile da allevare. Per poter ammirare alcuni esemplari di questa specie bisogna far visita ad una delle tante mostre specialistiche di uccelli esotici che ogni anno vengono organizzate in tutto il territorio nazionale. Visto e considerato che pochi esemplari vengono esposti, alle mostre i Timor vengono catalogati nella categoria “Altri estrildidi ancestrali”, categoria nella quale vengono esposti tutti gli estrildidi più rari. Alcuni allevatori tentano di produrre dei Timor, accoppiando i Diamanti Mandarini di dimensioni più piccole, non sapendo, nella maggior parte dei casi, che i Timor sono diversi dai D.M. anche nel disegno oltre che nella taglia, quindi i soggetti derivanti dai D.M. vengono subito identificati dai giudici e classificati come “atipici”.

Scheda realizzata da Federico Vinattieri http://ornitologia.difossombrone.it

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