Astrilde di Dybowski - Euschistospiza dybowskii Emile Oustalet, 1892
Atlante degli Uccelli da gabbia - Esotici

Classificazione sistematica e informazioni generali

Classe: Uccelli
Ordine: Passeriformi
Famiglia: Estrildidi
Genere: Euschistospiza
Specie: E. dybowskii Emile Oustalet, 1892

Questo uccello fa parte del grande gruppo degli estrildidi africani.. Vive però in due regioni ben distinte: la prima regione è localizzata geograficamente nella parte occidentale dell'Africa, ossia tra Sierra Leone e Nuova Guinea, mentre la seconda regione più centrale, che dall'altezza dell'Equatore che si estende dal Sudan meridionale al Camerun. Il suo habitat ideale sono le zone boschive e aree cespugliose, ma anche da zone erbose estese. Questa specie fu scoperta nell'anno 1892 sulle rive del fiume Kemo, un fiume minore, affluente del ben più grande Oubangui. È stato chiamato “Astrilde di Dybowski” in onore dell'ingegnere agronomo Thaddeus Emmanuel Jean Dybowski (Parigi 1856 – Seine 1928), il quale era un grande appassionato di ornitologia e fece studi sugli uccelli del Congo e dell'Oubangui, inviando oltre 500 esemplari ai Musei Nazionali di Storia Naturale.

Disegno di una coppia di Astrilde di Dybowski (fonte: wikipedia)

Caratteristiche

Si tratta di un piccolo uccello di circa 11-12 cm di lunghezza. La sua livrea è inconfondibile e molto appariscente. Se pur di piccola taglia, è un uccello di una eleganza unica. La forma del corpo è tozza, robusto, e presenta un becco appuntito e di forma conica. Il colore predominante è il grigio, che ricopre il piumaggio della testa , del petto e del dorso. Le ali e la coda presentano un colore più scuro, quasi nere. Presenta sui fianchi la tipica puntinatura bianca. Il dorso presenta una colorazione rossa, presente anche sul codione e sul sopracoda. Il becco è di colore grigio, tendente al nero. L'occhio è nero. L'occhio presenta la tipica cerchiatura perioculare di colore rosa. Anche le zampe sono di colore grigio. In questa specie il dimorfismo sessuale non è molto evidente, poiché nelle femmine il disegno è veramente simile a quello del sesso opposto; l'unica differenza è dovuta ad una colorazione del ventre un pochino più opaca e con ridotta punteggiatura sui fianchi; inoltre la colorazione sul dorso rossa è meno estesa. La colorazione delle ali è più scusa nei maschi e più tendente al marrone nelle femmine.

Allevamento

Allo stato libero questo piccolo Estrildide non è stato molto oggetto di studi e quindi non vi sono ricerche etologiche approfondite sulle sue abitudini. Sappiamo che è un uccello prevalentemente terricolo, piuttosto sedentario e che è solito starsene nel fitto della boscaglia. Non vive mai in grandi colonie, bensì in piccoli gruppetti o addirittura in semplici coppie. In natura si riproducono in corrispondenza della stagione delle piogge, quando il cibo è abbondante e la vegetazione rigogliosa. La copula avviene quasi sempre all'interno del nido. Si tratta di uccelli essenzialmente granivori, che si nutrono prevalentemente di semi di graminacee, ma in natura sono soliti integrare la loro dieta anche con frutti, bacche, ma anche vermetti, piccoli invertebrati e anche insetti. In cattività l'alimentazione ovviamente non sarà mai uguale a quella allo stato naturale, ma deve comunque essere nutrito con alimentazione varia e di alto valore nutrizionale e qualitativo. Bisogna inoltre provvedere alla giusta alimentazione nel periodo riproduttivo, in quanto per l'imbecco dei nidiacei questo uccello necessita di particolati attenzioni; bisogna tener conto che una integrazione di insetti e larve è essenziale per permettere loro il giusto apporto proteico ai nidiacei, quindi bisogna fornire sempre uova di formica, tarme della farina, e possibilmente anche moscerini della frutta, molto graditi. Anche l'integrazione minerale è di fondamentale importanza, pertanto il normalissimo “grit” deve essere sempre a loro disposizione nella gabbia. Non è semplice allevare in cattività questo Estrildide. È abbastanza raro avere successo nella riproduzione dell'Astrilde di Dybowski, soprattutto se non si concede loro la giusta collocazione. La gabbia deve essere molto ampia, meglio se una voliera e non devono mai essere esposti a temperature fredde. Si riproducono solo nei mesi caldi. È buona norma mettere a disposizione della coppia più nidi, collocati in varie zone della voliera. Il nido prescelto dalla femmina verrà poi da lei rivestito e imbottito con fibre vegetali, steli, fibra di cocco, in ogni sua parte, a formare addirittura una forma sferica. Di solito la femmina depone 3-5 uova, che cova per circa 2 settimane. I pulli nati vengono accuditi da entrambi i genitori. Quando escono dal nido, restano alle dipendenze dei genitori per circa altre 3 settimane e diventano quindi “svezzati” a tutti gli effetti a circa 40 giorni di vita. Uno dei consigli è quello di allontanare i novelli dai genitori non appena avranno messo la livrea da adulti, altrimenti si rischieranno dei conflitti, soprattutto se tra i novelli vi sono dei maschi. Durante il periodo delle cove, questi uccelli emettono dei canti, che ricordano vagamente il verso dell'Usignolo.
In Italia è quasi sconosciuto tra gli ornitofili. Alle mostre ornitologiche è una vera rarità.

Esemplari di Astrilde di Dybowski (fonte: i.ytimg.com)

Scheda realizzata da Federico Vinattieri http://ornitologia.difossombrone.it

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