Becco di Corallo - Estrilda troglodytes
Atlante degli Uccelli da gabbia - Esotici

Classificazione sistematica e informazioni generali

Classe: Uccelli
Ordine: Passeriformi
Famiglia: Estrildidi
Genere: Estrilda
Specie: E. troglodytes

E' considerato uno dei più piccoli uccelli del mondo. Facente parte del grande gruppo degli Estrildidi africani, è originario del centro Africa, Gambia, Senegal, Eritrea, Sudan e si può trovare anche in Arabia del Sud. Con il commercio e la globalizzazione è stato importato in America Latina e nello specifico in Brasile, dove si è adattato molto bene. Il suo habitat ideale è la zona semi-desertica e zone secche.

Becco di Corallo Becco di Corallo - Estrilda troglodytes (foto http://uccellideuropa.jimdo.com)

Becco di Corallo Maschio di Becco di Corallo - Estrilda troglodytes (foto www.mistermandarino.it)

Caratteristiche

La sua taglia è veramente minima, la sua lunghezza massima è di circa 10 cm, ma si possono ammirare anche soggetti più piccoli. Il suo piumaggio è di colore grigio-bruno. Il colore di base è più scuso sulla coda e molto più chiaro sul ventre. Tipica è la banda oculare di colore rosso e il becco di colore rosso corallo, da cui prende il nome. Le sua zampe sono di colore grigio chiaro. In questa specie il dimorfismo sessuale non è assolutamente evidente, poiché la livrea dei due sessi è identica.

Allevamento

Si tratta di una specie socievole e molto adatta a vivere in piccole colonie in voliere. Può essere tenuto anche in voliere miste. Se lo si vuole far riprodurre in voliera bisogna mettere a sua disposizione molti nidi. Bisogna stare molto attenti alla temperatura in quanto non deve mai scendere sotto i 15 gradi, inoltre l'umidità dell'ambiente non deve essere troppo elevata. Non adatto a svernare all'esterno. Se allevato in gabbia, il nido da utilizzare è quello a forma di cassetta, di legno o di plastica. Il nido non va posizionato alto, in quanto questa specie sovente cova vicino al suolo. Per foderare il nido vengono usate fibre varie, tra cui le fibre di cocco e anche fieno. Se la riproduzione avviene in voliera, dovrà essere allestita con molta vegetazione, in modo da mascherare il nido e dare alle coppie la tranquillità e la privacy di cui hanno bisogno. La femmina depone quattro-cinque uova. I pulli lasciano il nido a meno di un mese di età. La difficoltà è inanellare i nidiacei in quanto l'anello regolamentare ha un diametro molto ristretto e i piccoli hanno le zampe molto piccole, pertanto talvolta risulta difficile maneggiare la zampa ed inserire correttamente l'anellino.
L'alimentazione di base è il misto da esotici, arricchito con semi erbe prative, semi della salute, spighe di panico e anche verdura. Oltre al pastoncino, per allevare la prole, questa specie utilizza anche semi germinati e prede vive, come tarme della farina tritate. Il pastoncino si può anche integrare con uovo sodo tritato, per aumentare l'apporto proteico.
Il Becco di Corallo non è molto diffuso alle mostre ornitologiche, tant'è vero che viene giudicato quasi sempre insieme a tanti altre specie poco diffuse, nella categoria denominata “altri estrildidi ancestrali”, ma comunque è abbastanza allevato.

Scheda realizzata da Federico Vinattieri http://ornitologia.difossombrone.it

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