Astrilde comune - Estrilda astrild Linnaeus, 1758
Atlante degli Uccelli da gabbia - Esotici

Classificazione sistematica e informazioni generali

Classe: Uccelli
Ordine: Passeriformi
Famiglia: Estrildidi
Genere: Estrilda
Specie: E. astrild

Meglio conosciuto come “Astrilde di Sant'Elena”, si tratta di una delle specie più comuni del Continente africano. Vive principalmente in Africa dalla zona a sud del deserto del Sahara fino all'estremo Sud del Continente. Con il commercio navale, questo piccolo esotico si è distribuito anche in altre parti del Mondo, formando piccole colonie stabili. Sono uccelli stanziali, quindi non migrano. Il suo habitat ideale sono le vaste praterie aperte, ma sempre in presenza di piccoli o grandi corsi d'acqua. Vi sono altre specie di estrildidi molto simili nell'aspetto nel Continente australiano. Noto con il nome inglese di “Waxbill”.

Astrilde comune Astrilde comune - Estrilda astrild (foto www.immaginidalmondo.net)

Astrilde comune Astrilde comune - Estrilda astrild (foto wikimedia.org)

Caratteristiche

Uccellino di circa 12 cm di lunghezza e di 7-10 grammi di peso. La sua livrea è elegante, con il colore predominante del corso grigio-brunastro. All'altezza dell'occhio vi è la caratteristica striscia oculare di colore scarlatto, che parte dal becco e orizzontalmente si estende fino quasi alla nuca. Il suo ventre è barrato. Le striature si estendono in gran parte del corpo. La sua coda è più scura rispetto al resto del corpo. Il becco è rosso. Le sue ali sono arrotondate. La sua coca è lunga. Le zampe sono grigio scuro, con dita piuttosto allungato, che lo rende in grado di una presa forte e consente di afferrare più fibre vegetali in una sola volta. In questa specie il dimorfismo sessuale è quasi inesistente.

Allevamento

Non è semplicissimo far covare questi piccoli esotici. Si tratta di specie che, nonostante tutti gli esemplari ora presenti in Europa siano nati in cattività, ancora non si è completamente adattata alla vita in cattività, evidenziando alcune problematiche tipiche degli uccelli con istinto selvatico. In natura l'Astrilde costruisce il nido di struttura ovale con un entrata tubolare posta di lato; il nido è fatto di steli di erba e viene imbottito di penne e anche di fiori, che rende l'interno molto soffice e accogliente. Il nido viene costruito solitamente in un cespuglio e nell'erba alta. In gabbia il nido da utilizzare è quello a forma di cassetta aperta o anche quello a forma di pera in vimini, che fornisce maggiore privacy. È buona norma nascondere il nido o coprirlo con vegetazione finta, così da dar loro l'illusione del nido nascosto allo stato naturale. Mai spostare la gabbia durante la cova. La femmina depone quattro-cinque uova, che cova per circa tredici giorni. Bisogna lasciar sempre a loro disposizione il “grit”, che và tolto due giorni prima della nascita dei pulli, che fornisce la dose necessaria di calcio, fondamentale per la deposizione delle uova. In natura vive in piccoli stormi che si nutrono di semi di erbe prative e trascorrono molto tempo al suolo cibandosi di sementi di erbacee. In allevamento la sua dieta è a base di misto da esotici, integrato con semi della salute. Pastoncino all'uovo e semi germinati non devono mai mancare da quando iniziano le nascite. I novelli sono molto tardivi e raggiungono l'indipendenza molto tardi rispetto a altri estrildidi.
Non è facile da reperire, lo si può trovare nelle mostre-scambio delle mostre ornitologiche. Nell'ambito delle Mostre è difficile poterli ammirare in quanto non sono molto allevati. Per vedere degli esemplari bisogna andare alle mostre specialistiche di esotici che vengono organizzare su tutto il territorio nazionale, nell'ultima parte dell'anno.

Scheda realizzata da Federico Vinattieri http://ornitologia.difossombrone.it

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