Amaranto di Monteiro - Clytospiza monteiri Hartlaub 1860
Atlante degli Uccelli da gabbia - Esotici

Classificazione sistematica e informazioni generali

Classe: Uccelli
Ordine: Passeriformi
Famiglia: Estrildidi
Genere: Clytospiza
Specie: C. monteiri – Hartlaub 1860

Questo uccellino esotico fa parte del grande gruppo degli Estrildidi Africani. Allo stato naturale vive una una vastissima zona del centro Africa, che si estende dal Kenya, fino alla parte più a Sud del Ciad. Solitamente il suo habitat ideale sono le zone umide, ricche di alberi e cespugli con fitta vegetazione, ma si adatta anche a zone comprendenti vaste radure. Talvolta questi uccelli si addentrano anche in zone colonizzate dall'uomo, come campi coltivati e anche parchi e giardini urbani. Viene più comunemente chiamato anche “Amaranto Bruno”.

Amaranto di Monteiro Amaranto di Monteiro maschio - Clytospiza monteiri (foto lnx.ornieuropa.com)

Amaranto di Monteiro Amaranto di Monteiro in cattività - Clytospiza monteiri (foto www.domusexotica.com)

Caratteristiche

Si tratta di un passeriforme di circa 12 cm di lunghezza. Uccello dalla livrea elegantissima. La sua corporatura è piuttosto robusta. Il colore predominante su testa e collo è l'ardesia. Il dorso si presenta di colore bruno-grigio, così come le ali. Il colore castano caratterizza il ventre, il petto e anche i fianchi, che evidenziamo delle grandi macchie bianche. La sua coda è nera, mentre il codione è rosso. Le zampe sono color carnicino. Il becco è di colore nero con la base bluastra, di forma conica e molto forte. Gli occhi sono bruno-rossicci con palpebre tendenti al blu. Il dimorfismo sessuale è abbastanza evidente in questa specie in quanto nei soggetti di sesso maschile è presente una macchia di colore rosso sotto la gola, mentre nelle femmine questa macchia è di un bianco sporco. Questa macchia rappresenta l'unico segno di distinzione tra i sessi, ma ciò è più che sufficiente per distinguerli in maniera quasi immediata, cosa che tra l'altro non è così comune in tante altre specie appartenenti alla famiglia Estrildidae.

Allevamento

Questo uccelletto allo stato naturale vive in piccole colonie familiari di una dozzina di soggetti, oppure anche in singole coppie. Si tratta di uccelli dalle abitudini molto riservate; tendono ad essere molto schivi e sono soliti nascondersi sempre nel fitto della vegetazione o al suolo nell'erba molto alta; al minimo rumore non esitano a evadere con rapidità impressionante.
Come in molte altre specie africane, la stagione riproduttiva coincide quasi sempre con la fase finale della famigerata “stagione delle piogge”; in questo periodo il cibo a disposizione è abbondante e ciò non crea problemi per l'alimentazione dei novelli. In natura non costruiscono quasi mai un nido di sana piante, ma preferiscono sovente occupare un nido abbandonato, anche di volatili di taglia maggiore, ma provvedono all'imbottitura con fibre vegetali di vario genere e anche pelo animale ed esuvie di rettili. Non si conoscono benissimo le abitudini riproduttive dell'Amaranto di Monteiro, in quanto non è stato ben studiato in natura e non è molto allevato in cattività. La femmina depone quasi sempre cinque uova di colore chiaro, che vengono covate in alternanza da entrambi i genitori per circa 13 giorni. In libertà si nutrono di sementi che provvedono a sminuzzare utilizzando il potente becco, adatto proprio a questa mansione. La loro dieta viene integrata anche con germogli, bacche, frutti di vario genere e anche alimenti di origine animale, come ad esempio ragni, afidi, termiti e anche piccoli invertebrati.
L'alimentazione in cattività deve essere il più possibile compatibile con quella allo stato naturale: può essere utilizzato il classico misto da esotici, ma integrato con frutta, semi germinati e anche con pastoncino ad alto contenuto proteico, soprattutto quando vi sono i nidiacei da imbeccare; nella gabbia và inoltre messo a loro disposizione anche una vaschetta con delle tarme della farina, che la coppia utilizzerà per l'imbecco dei pulli.
Come sopra accennato, questo piccolo uccello non è quasi mai presente alle varie mostre ornitologiche organizzate su tutto il territorio nazionale; si tratta di uccelli abbastanza rari da vedere, e sono pochi gli allevatori che si cimentano nella sua selezione. Per poter ammirare uno o più esemplari di Amaranto Bruno si deve visitare una delle mostre specialistiche di uccelli esotici, che solitamente vengono organizzate negli ultimi mesi di ogni anno.
Essendo una specie piuttosto rara, alle mostre ornitologiche viene inserita nella categoria generica denominata “Esotici ancestrali africani”, nella quale sono presenti tutte quelle specie meno comuni.

Scheda realizzata da Federico Vinattieri http://ornitologia.difossombrone.it

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