L'origine del suino Nero Calabrese risulta incerta. Due sono le ipotesi attuali: una la fa discendere dal ceppo iberica, l'altra da quello romanico. Un tempo era presente in vaste zone della Calabria ed era distinta in diverse "varietà" locali (Reggitana, Cosentino, Orielese, Lagonegrese, Catanzarese Casalinga e altri). Tutti questi animali avevano in comune la produzione di carne magra ideale per la produzione dei tipici insaccati della zona. Solo l'esistenza di pochi capi in una struttura dell'ARSSA, presso Acri (CS), ne ha impedito la totale scomparsa.
La consistenza attuale è molto ridotta: Pochi sono i soggetti veramente tipici e molti altri che richiamano più o meno da vicino il tipo originale. Fornisce tagli magri, mentre i prosciutti e le spalle sono di buona pezzatura.
Come molte razze "colorate autoctone" le caratteristiche principali sono la capacità di valorizzare alimenti poveri, la rusticità, adattabilità al pascolo, il vigore sessuale per il verro e l'attitudine materna per la scrofa.
Il registro dei tipi genetici autoctoni in Italia è composto da divisioni distinte per le razze Cinta senese, Mora Romagnola, Nero siciliano, Casertana, Calabrese.
Suino di media taglia, con masse muscolari non eccessivamente sviluppate, con struttura ossea solida. Arti non troppo lunghi (buona camminatrice).
Profilo fronto-nasale rettilineo con orecchie medio-grandi pendenti portate in avanti.
Il colore dominante è il nero, ma a volte nascono alcuni soggetti macchiati o con balzane bianche.
I maschi all'anno arrivano a pesare anche 150 kg, mentre le femmine ingrassate possono superare i 120 kg.
Visita i siti:
www.suinonero.com
www.aziendavallerote.com
Scrofa di razza Calabrese (foto Consdabi)