Venturone africano - Serinus citrinelloides Rüppell, 1840
Atlante degli Uccelli da gabbia - Esotici

Classificazione sistematica e distribuzione

Classe: Uccelli
Ordine: Passeriformi
Famiglia: Fringillidi
Genere: Serinus
Specie: S. citrinelloides Rüppell, 1840

Questo particolare uccello è originario dell'Africa orientale. Il suo areale copre un'ampia fascia di territorio che si estende dall'Etiopia, fino al Mozambico. Il suo habitat ideale sono gli spazi aperti, prediligendo le altitudini sopra i 1000 metri e solitamente in zone molto piovose. Ha diversi nomi comuni, tra cui i più noti sono “Serin d'Abyssinie”, “Canario africano”, “Canarino d'Africa” o “African Citril”.

Venturone africano Venturone africano - Serinus citrinelloides (foto www.pbase.com)

Venturone africano Maschio di Venturone africano - Serinus citrinelloides (foto www.flickr.com/photos/ngari/4405018326/)

Caratteristiche

Questo uccello, di media-piccola taglia, presenta una livrea molto particolare. Il maschio adulto presenta un piumaggio tratteggiato molto fine, su un colore di fondo giallo-verdastro; inoltre ha la fronte, il mento, le guance e anche le redini di colore nero. Il dimorfismo sessuale è molto evidente in questa specie in quanto la colorazione nelle femmine adulte è molto più spenta rispetto ai maschi ed è subito evidente la totale assenza del colore nero sul mento e sulla fronte, pur avendo un tratteggio su tutto il corpo, più fitto e più marcato. Ad un occhio inesperto, questo Serinus è facilmente confondibile con un comune Canarino domestico melaninico, per forma e anche per colore.

Allevamento

Questi uccelli si nutrono principalmente di semi, e più precisamente di semi di girasole, che resta sempre la base della sua alimentazione. Si nutre occasionalmente anche di piccoli invertebrati e di insetti, soprattutto durante il periodo di riproduzione, per nutrire i piccoli. La coppia costruisce un nido abbastanza mimetizzato. Per realizzare il nido utilizzano fibre vegetali di vario genere, tra cui anche fieno e fili d'erba. La femmina depone solitamente da due a cinque uova. Nella maggioranza dei casi le uova deposte sono 3-4. La cova ha una durata di circa 13-14 giorni. I pulli escono dal nido a circa 20 giorni di età e diventano totalmente indipendenti a circa 35 giorni. Normalmente in natura viene effettuata dalla coppia, una o al massimo due covate all'anno.
Si formano sovente dei piccoli stormi di questi uccelli, che si uniscono anche ad altre specie simili, che si spostano alla ricerca di cibo e soprattutto di fonti d'acqua. L'allevamento in cattività di questo uccello non è comune, in quanto non è semplice far riprodurre questi uccelli. Per tentare di aver successo nella riproduzione, è buona norma collocare la coppia in un'ampia voliera con molta vegetazione sia all'esterno che all'interno, in modo da fornire la privacy necessaria e per dare a questi uccelli l'illusione di libertà e dell'ambiente naturale. Il fotoperiodo è di fondamentale importanza e bisogna fornire solo, nel periodo della riproduzione, almeno 15 ore di luce. É di fondamentale importanza anche mettere sempre a loro disposizione delle vaschette con prede vive, come ad esempio le tarme della farina o altri tipi di larva. Per foderare il nido bisogna fornire alla coppia molto materiale tra cui fibre di juta, cotone idrofilo e anche fieno e rametti. Esisto alcuni allevamenti in Italia, ma soprattutto in Portogallo, Spagna e anche negli Stati Uniti e in America latina. Proprio perché poco allevato, è difficile poterlo ammirare nell'ambito delle mostre ornitologiche nazionali e internazionali.
Fortunatamente la densità di popolazione di questa specie nel suo habitat naturale africano è elevata.

Scheda realizzata da Federico Vinattieri http://ornitologia.difossombrone.it

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