Tipologia: Oasi WWF; istituita nel 1982.
Regioni: Lazio
e Toscana
Province: Viterbo e Grosseto
Nel tipico paesaggio maremmano, l'area di Vulci vanta un insieme unico di motivi di interesse naturalistico e archeologico: l'Oasi WWF sul fiume Fiora e il Parco Naturalistico Archeologico di Vulci, a breve distanza l'una dall'altro.
L'Oasi WWF di Vulci, nata nel 1982, è stata costituita intorno a un bacino artificiale creato da Enel sul fiume Fiora negli anni Venti del secolo scorso. L'oasi copre una superficie di 295 ettari nei comuni di Canino e Montalto di Castro (VT), e di Manciano (GR).
Oasi WWF di Vulci - Parco Archeologico Città di Vulci (foto www.wwf.it)
Il fiume Fiora, tra i meglio conservati dell'Italia centrale, scorre, nel tratto inferiore, in una gola ricoperta di vegetazione mediterranea. Lo sbarramento del fiume prodotto da una diga Enel ha consentito la formazione di una zona umida che ospita un bosco ripariale circondato da campi coltivati e incolti, frequentati da uccelli stanziali e di passo. La macchia è costituita prevalentemente da leccio, alloro, mirto, filliree, lentisco, mentre il bosco ripariale comprende ontano nero, salice bianco, pioppo bianco e un ricco sottobosco igrofilo.
Nei canneti si possono osservare aironi cinerini e garzette, stanziali; durante il passo migratorio aironi rossi, nitticore, cicogne e fenicotteri; in inverno germani reali e altri anatidi, oltre a numerosi limicoli; il fiume ospita un piccolo ma importantissimo nucleo di lontre.
Lungo il percorso di visita sono dislocati capanni di avvistamento; dall'ultimo di essi è possibile scorgere la diga ed avere una visione d'insieme dell'area protetta. Il fiume Fiora, oltre l'oasi, forma con una piccola cascata lo splendido laghetto del Pellicone, raggiungibile lungo il percorso di visita del vicino Parco Archeologico di Vulci.
Al suo interno sono presenti percorsi-natura con punti di osservazione dell'avifauna; si effettuano visite guidate ed attività didattiche.
Come arrivare
In auto: da sud, autostrada A12 Roma-Civitavecchia; da nord, Autostrada A12 Genova-Rosignano; in entrambi i casi si prosegue sulla SS1 Aurelia fino a Montalto di Castro; da est, superstrada Orte-Viterbo fino a Viterbo, poi strada Viterbo-Tuscania-Montalto.
Gestione
L'Oasi di Vulci è gestita in convenzione con l'Enel dal WWF Italia, Delegazione Lazio
Via Trinità dei Pellegrini 1, Roma
Tel. 06 6892951
Il Parco naturalistico archeologico di Vulci (nei Comuni di Canino e Montalto di Castro) si trova a breve distanza dall'Oasi WWF. Presenta motivi di interesse naturalistico perfettamente compenetrati con quelli più spiccatamente archeologici. Il Fiora, che lo attraversa, scorre prima in un profondo canyon costituito da rocce vulcaniche per poi allargarsi, dopo una cascatella, nel suggestivo laghetto del Pellicone. L'area era anticamente occupata da una città etrusco-romana, di cui si conserva il tracciato dell'imponente cinta muraria con porte urbane e resti di luoghi di culto e dimore.
L'ingresso al Parco si effettua dalla Porta Ovest, aperta nei resti delle mura del V-IV secolo a.C. Ai lati del decumano (asse est-ovest della città) sorgono le principali testimonianze archeologiche, quasi tutte di età romana. A destra l'edificio in laterizio (II secolo) e l'edificio absidato (forse una piccola basilica cristiana tardoantica); a sinistra il Tempio Grande (IV secolo a.C.-I secolo, raro esempio di sintesi tra tradizione greca ed etrusca) e la Domus del Criptoportico (II-I secolo a.C.), un grandioso complesso residenziale con mosaici pavimentali e ambienti sotterranei. Proseguendo oltre l'incrocio con il cardo (asse nord-sud della città) si incontra il Sacello di Ercole, edificio di culto oltre il quale si esce dalla porta est raggiungendo il corso del Fiora, che si risale fino al laghetto del Pellicone.
Celebri per i sontuosi corredi rinvenuti sono inoltre le grandi necropoli etrusche di Vulci. Presso il castello della Badia, imponente struttura a ridosso del Fiora risalente al secolo XIII, ha sede il Museo Archeologico Nazionale di Vulci, che conserva importanti collezioni di reperti provenienti dalle aree archeologiche. Un itinerario ricco di spunti attraversa la zona di Vulci, snodandosi da MOntalto di Castro, non lontano dalla costa tirrenica, a Marta, sul lago di Bolsena.
Sito web: http://www.vulci.it