Parco Naturale Regionale Sirente-Velino - Abruzzo
Atlante dei Parchi e delle aree protette in Italia

Tipologia di area protetta - Dove si trova

Tipologia: Parco Naturale Regionale; istituito con LL.RR. 13 luglio 1989, n. 54; 11 giugno 1992, n. 43; 30 dicembre 1992, n. 106.
Regione: Abruzzo
Provincia: L'Aquila

Il Parco Naturale Regionale Sirente-Velino occupa una superficie di 50.288 ettari nel cuore dell'Abruzzo, a sud di L'Aquila; interessa i comuni di Acciano, Aielli, Castel di Ieri, Castelvecchio Subequo, Celano, Cerchio, Fagnano, Fontecchio, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, Magliano dei Marsi, Massa d'Albe, Molina Aterno, Ocre, Ovindoli, Pescina, Rocca di Cambio, Rocca di mezzo, Secinaro, Collarmele e Tione degli Abruzzi (in provincia di L'Aquila).

Piana dei Cavalli Piana dei Cavalli (2.119 m), ai piedi di Monte Sevice (foto www.camosciodabruzzo.it)

Descrizione

Cuore geografico delle montagne d'Abruzzo, il Velino (2.487 m) e il Sirente (2.349 m) offrono a chi ne visita le valli, gli altopiani e le vette tutti i motivi d'interesse dei massicci più elevati dell'Appennino. Pareti rocciose, canyon, circhi glaciali, creste modellate dall'erosione compongono uno spettacolare ambiente di alta montagna. Faggete e praterie d'alta quota, fenomeni carsici e fioriture, la presenza del lupo e dell'aquila (cui si aggiungono da qualche anno il cervo e il grifone) completano il quadro. L'ampia scelta di sentieri e di escursioni sugli sci fa di questi monti una "scuola di Appennino2 a portata dei cittadini di buona parte dell'Italia centrale.
Molte e di grande interesse le testimonianze storiche presenti nel Parco o a poco distanza dai suoi confini: le rovine di Alba Fucens (la più nota città antica dell'Abruzzo), la necropoli di Fossa, i castelli d'Ocre e di Celano (imponente fortezza iniziata intorno al 1392 e terminata dopo il 1463 dai Piccolomini), le chiese romaniche di San Pietro di Alba Fucens e di Santa Maria in Valle Porclaneta, il centro storico di Fontecchio (con strade, archi e botteghe d'impronta medievale), le rustiche "pagliare" di Fontecchio e di Tione (abbandonati negli anni '70, erano villaggi utilizzati in estate dai contadini e dagli allevatori dei paesi sottostanti).
I massicci del Velino e del Sirente, separati dall'ampia distesa dell'Altopiano delle Rocche, propongono il più tipico paesaggio calcareo dell'Appennino centrale. Le loro rocce, che si sono formate tra i 130 milioni di anni fa del Cretaceo e i 25 milioni del Miocene, mostrano ai visitatori del Parco le distese carsiche del Piano di Pezza, del Piano di Campo Felice e dei Prati del Sirente e le spettacolari gole rocciose di Celano e di San Venanzio. A poco distanza dal corso dell'Aterno le Grotte di Stiffe e più in alto le pareti calcaree verticali del Sirente. Ai piedi della montagna, verso la conca de L'Aquila, si aprono le colossali doline di Monticchio e di Fossa Raganesca. Poi ci sono le valli modellate dai ghiacciai del passato, a iniziare dalla Valle di Teve, dalla conca del Puzzillo e dalla splendida Valle Majelana. I colossali ghiaioni formati dallo sfaldamento delle rocce sono ben visibili anche da lontano. I campi carsici, gli inghiottitoi, i circhi glaciali si possono osservare quasi ovunque.

Flora e fauna

Il clima rigido - il Velino e il Sirente sono i massicci appenninici più lontani dal mare - rende possibile nel Parco la presenza di piante che vivono di norma in luoghi più freddi. Fino ai 1.000 metri circa, la vegetazione è dominata da querce, e in particolare da roverella. Più localizzata è la presenza del cerro e del nocciolo selvatico. Interessante, in alcune zone di bassa quota come l'imbocco della Valle di Teve, è la presenza di una specie mediterranea come il leccio. Più in alto, e fino al limite della vegetazione arborea, è il faggio a dominare il paesaggio vegetale del Parco. Le più belle faggete del massiccio - tra queste le foreste dell'alta Valle di Teve, il bosco di Cerasolo e la straordinara faggeta che si stende ai piedi dell'intero versante settentrionale del Sirente - sono senz'altro all'altezza di quelle più celebri del Parco Nazionale d'Abruzzo e dei Monti della Laga. A bassa quota il faggio si accompagna sporadicamente all'acero di monte, all'orniello, al pioppo tremulo e al sorbo degli uccellatori. La betulla cresce nell'alta Valle di Teve. Oltre il limite della vegetazione arborea, e quindi al di sopra dei 1.700-1.800 metri, le praterie d'alta quota si estendono fino alle vette più alte, dove però l'aspetto roccioso è prevalente. Sassifraghe e specie rare come la potentilla appenninica, la dripide linneiana, l'Allium lineare crescono anche sui ghiaioni più ripidi e impervi. I ginepri si abbarbicano alle creste rocciose più aspre. Straordinaria, a tutte le quote, è la varietà delle fioriture. Tra le specie più belle il giglio martagone e il giglio rosso, la genziana maggiore e la genzianella, la sassifraga, l'aquilegia, il narciso dei poeti e molte orchidee selvatiche. Nel passato, le montagne d'Abruzzo sono state disboscate per lasciare spazio alle greggi. In tempi più recenti, i rimboschimenti hanno visto quasi esclusivamente l'utilizzo di un'essenza resistente come il pino nero.
Nel Parco del Sirente-Velino è stata più volte segnalata la presenza dell'orso marsicano. Tra i mammiferi gli si aggiungono il cinghiale, la volpe, il ghiro, la donnola, la martora, il gatto selvatico, la faina, lo scoiattolo, la lepre. Sicuramente presente nell'area protetta è il lupo. Sono circa un centinaio i cervi presenti, reintrodotti sul Velino dal Corpo Forestale dello Stato all'inizio degli anni '90. Anche la reintroduzione del camoscio d'Abruzzo potrebbe avvenire in tempi brevi. Tra gli uccelli, l'aquila reale nidifica in Valle di Teve, in Valle Majelana e nelle Gole di Celano. Tra i rapaci sono presenti anche il gheppio, la poiana, lo sparviero, il falco pellegrino, l'astore, il lanario, il grillaio, il grifone (introdotto a partire dal 1994). Tra i rapaci notturni segnaliamo il gufo reale, il gufo comune, la civetta. Starne, pernici, coturnici sono in lenta ripresa. In territorio di Rocca di mezzo nidifica da qualche anno la cicogna bianca.

Il Lago Fucino

Un tempo, ai piedi del Velino e del Sirente si trovava il Lago Fucino, che con i suoi 160 kmq era uno tra i più vasti bacini naturali della Penisola. Sulle sue sponde si insediò l'uomo fin dall''età del Bronzo e del Ferro. La conca mantenne questo aspetto anche dopo la conquista romana. Per prima cosa gli ingegneri dell'Urbe tracciarono ai piedi del Velino la via Tiburtina Valeria, la principale via di comunicazione tra l'Adriatico e il Tirreno. Poi si accinsero a un'opera ancora più grandiosa: il prosciugamento del lago. Avviati sotto Claudio, i lavori di svuotamento durarono undici anni e si conclusero nel 52 d.C. sotto il regno di Nerone. Nel Medioevo, a causa della mancata manutenzione, l'ostruzione dell'emissario imperiale fece nuovamente riempire d'acqua il bacino. Intanto, su tutti i versanti del Sirente e del Velino, la civiltà dell'Abruzzo medievale aveva visto a partire dal Mille una eccezionale fioritura di castelli, borghi fortificati, chiese e abbazie. Fu Francesco I di Borbone ad avviare per la seconda volta la bonifica. Nel 1854 l'ultimo re di napoli diede in concessione al duca Alessandro Torlonia i lavori per la seconda bonifica. Nel 1875 i lavori si conclusero la solenne inaugurazione dell'Incìle, la captazione sorvegliata da una grande statua della Madonna dove le acque della piana spariscono sottoterra. La sistemazione definitiva del bacino, però, proseguì fino al 1887. Suddivise in 497 appezzamenti di 25 ettari ciascuno, le terre nuove del bacino videro al lavoro migliaia di braccianti.

Monte Velino Monte Velino - Parco Naturale Sirente-Velino (foto www.camosciodabruzzo.it)

Informazioni per la visita

Come arrivare:
- In auto: utilizzando la A24 Roma-Teramo e la A25 Roma-Pescara, e proseguendo lungo le Statali 5 bis, 261, 578 e 584.
- In bus: i mezzi dell'ARPA collegano L'Aquila, Avezzano e Sulmona con tutti i centri del Parco.
- In treno: la linea FFSS Roma-Pescara costeggia il confine meridionale del Parco, mentre la L'Aquila-Sulmona (lenta ma pittoresca) percorre la Valle dell'Aterno. La soluzione più comoda consiste nello scendere alla stazione di Avezzano e proseguire in bus.

Centri visitatori:
- Uffici Informazione: Acciano, Aielli, Castelvecchio Subequo, Celano, Goriano Sicoli, L'Aquila, Magliano de' Marsi, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo e San Panfilo d'Ocre;
- Centro Visitatori con annesso Giardino Botanico a Magliano d' Marsi;
- Area faunistica del Camoscio a Rovere;
- Area faunistica del Capriolo a Fontecchio;
- Area faunistica del Lupo a Rocca di Cambio;
- Museo della Terra a Ovindoli;
- Museo Nazionale di Arte Sacra della Marsica e Museo della Preistoria a Celano.

Gestore:
Ente Parco Naturale Sirente-Velino
Viale XXIV Maggio
67048 Rocca di Mezzo (AQ)
Sito web: www.sirentevelino.it

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