Riserva Naturale integrale Tre Cime del Monte Bondone - Trentino
Atlante dei Parchi e delle aree protette in Italia

Tipologia di area protetta - Dove si trova

Tipologia: Riserva Naturale integrale; istituita con D.P.G.R. Trentino-Alto Adige del 3 luglio 1968, n. 128.
Regione: Trentino-Alto Adige
Provincia: Trento

La Riserva Naturale integrale Tre Cime del Monte Bondone si trova in prossimità della città di Trento, a una quota che va dai 1.580 m delle Viote ai 2.176 m del Cornetto. Ha una superficie di 185 ettari.

Monte Bondone e Viote Riserva Naturale integrale Tre Cime del Monte Bondone (foto www.scienze.unitn.it)

Descrizione

Nel 1500 il territorio dell'attuale Riserva, apparteneva, come tutta la montagna del Bondone (allora chiamata Monte Vason) al Principe Vescovo di Trento, che si era riservato il diritto esclusivo di caccia. Successivamente, come ringraziamento alla comunità del Bondone, per aver contribuito alla costruzione del Duomo di Trento e alla fornitura di legna da ardere, il Vescovo procedette alla suddivisione della montagna e donandola per gradi alle comunità di Sopramonte, Sardagna, Garniga, Cavedine, Baselga di Bondone e Vigolo Baselga. Nel XiX secolo la conca delle Viote venne trasformata in pascoli e praterie sfalciabili e iniziarono attività di allevamento del bestiame. In seguito l'area divenne una base strategica austriaca e vide la costruzione delle tipiche caserme in pietra che ancora oggi si possono ammirare.
La Riserva occupa una valle di origine glaciale che dalla piana delle Viote raggiunge le tre cime: il Doss d'Abramo (2.140 m), il Cornetto (2.176 m) e la Cima Verde (2.102 m). La conca è costituita da un substrato di rocce sedimentarie (marne calcaree e scisti marnosi) dell'Eocene ricoperto da abbondanti depositi morenici di origine glaciale. Più in alto, sulle Tre Cime, prevalgono i calcari bianchi e rossi del Giurassico e argillosi del Cretaceo, ricchi di fossili. Nell'area protetta scorrono tre corsi d'acqua: il Rio Val Magna, che scendendo a valle prende il nome di Roggia di Garniga, la Roggia di Sopramonte e la Roggia dei Molini, che confluiscono nel torrente Vela.
La superficie forestale è rappresentata da fustaie irregolari e coetanee di abete rosso, in gran parte artificiali. Negli ultimi anni, grazie ad una gestione del bosco di tipo naturalistico, che ha soppiantato quella ormai superata di tipo monocolturale, i boschi di abete rosso si stanno lentamente convertendo in popolazioni disetanee e miste con presenza di larice, abete bianco e pino cembro. In Val Magna e in località pozze sono presenti fustaie naturali di abete rosso e larice, qualche abete bianco, faggio e sorbo interrotte qua e là da radure prative. Nella parte alta della riserva prendono il sopravvento i mugheti con qualche esemplare sparso di larice. L'aspetto più caratteristico della copertura vegetale della Riserva è senz'altro rappresentato dalla flora erbace: si trovano endemismi insubrici come la Paederota bonarota, il Geranium argenteum, la Physoplexis comosa assieme ad altre specie di rilievo come Paeonia officinalis, Anemone alpina e A. montana e tante altre.
La parte più alta della Riserva è saltuariamente frequentata da caprioli, che però preferiscono la conca delle Viote dove trovano cibo in abbondanza; fra le rocce delle Tre Cime è stata segnalata la presenza del camoscio. Tra le specie di uccelli si ricordano il gallo cedrone, il gallo forcello, il corvo imperiale, il gracchio alpino e l'aquila reale.

Giardino botanico e torbiera
Il Giardino botanico alpino delle Viote di Monte Bondone, fondato nel 1938, su una superficie di soli 1.200 metri quadrati ospita oltre duemila specie di piante e fiori provenienti dalle principali catene montuose del mondo. E' uno dei più importanti giardini botanici delle Alpi ed è arricchito da esaurienti bacheche informative e da cartellini identificativi.
A poco distanza, situata a 1.550 metri di altitudine, si estende la torbiera delle Viote (20 ettari circa), denominata Palù di Bondone. Costituisce un tipico esempio di torbiera piana acida delle Alpi con presenza predominante di cyperacee e graminacee e saltuaria di Primula farinosa, Drosera rotundifolia, Menyanthes trifoliata, ecc. Da questa zona umida trae origine la Roggia del Monte Bondone. All'inizio del XX secolo la torbiera veniva coltivata: la torba estratta, utilizzata come combustibile, veniva trasportata a Mattarello (a 7 km da Trento) e in Valle dell'Adige a mezzo di una funicolare. A testimonianza di questo antico sfruttamento, terminato presumibilmente intorno al 1915, rimangono due ampie e profonde trincee e una serie di scavi che interrompono la superficie della torbiera.

Informazioni per la visita

Accessi:
Da est per la S.P. 85 che sale da Trento per Vaneze-Vason; da sud-est dalla S.P. che parte da Aldeno per Garniga, da ovest per S.P. 200 da Lasino per Lagolo-Viote.

Servizio Parchi e Foreste Demaniali della Provincia Autonoma di Trento
Centro Direzionale Nord - Via Trener, 3
38100 Trento
Tel. 0461 495833

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