Elefante asiatico - Elephas maximus - Linnaeus, 1758
Atlante della Fauna - Mammiferi

Classificazione sistematica

Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Classe: Mammalia
Ordine: Proboscidea
Famiglia: Elephantidae
Genere: Elephas
Specie: E. maximus - Linnaeus, 1758

L’Elefante asiatico o detto anche indiano (Elephas maximus) vive nelle giungle e pianure erbose dell’Asia meridionale.
Le dimensioni sono minori della specie Africana, 2,5-3 m di altezza al garrese, con un peso massimo di 5 t, insieme a un profilo della fronte convessa verso il basso, all’assenza della zanne nelle femmine, che sono più piccole nei maschi, con orecchie per entrambi i sessi più piccole e una estremità della proboscide con una sola appendice digiti- forme anziché due, lo rendono distinguibile, abbastanza facilmente, dall’Elefante africano (Loxodonta africana).
L’elefante asiatico è gregario, e forma gruppi di 20 o più individui, che fanno capo, anche qui, alla femmina più anziana, incaricata di guidare il gruppo alla ricerca del cibo e dell’acqua.
Nella sua dieta, rientrano vegetali di ogni tipo, dall’erba, alle radici di bambù, oltre alle cortecce, frutti e fronde.
La quantità di cibo ingerita giornalmente supera i 50 kg, e la ricerca del cibo, viene interrotta solo nelle ore più calde, nelle quali l’animale si riposa e agita incessantemente le orecchie per disperdere l’eccessivo calore accumulato.
Come detto sopra, contrariamente a quello africano, l’elefante asiatico è sostanzialmente, entro certi limiti addomesticabile, e utilizzato come animale da soma.
Questa circostanza, unita alle trasformazioni territoriali eco-paesaggistiche e climatiche, nonché al bracconaggio, finalizzato alla raccolta dell’avorio delle zanne e della pelle, ha già decretato la scomparsa irreversibile di alcune razze, ed ha condotto la specie al limite dell’estinzione.
Infatti in passato lo si ritrovava anche in Persia (attuale Iran), a Giava e in Mesopotamia (attuale Iraq), regioni nelle quali è scomparso.
L’elefante asiatico, ha nello scheletro 19 paia di costole e 33 vertebre caudali, quello africano invece ha 21 paia di costole e 26 vertebre caudali.
Le femmine di elefante asiatico hanno un periodo di gestazione di circa 645 giorni.

Elefante indiano Elefante indiano - Elephas maximus indicus (foto Thomas Schoch)

Elefante di Sumatra Elefante di Sumatra - Elephas maximus sumatranus (foto Midori)

Rispetto alla specie Africana, quella Asiatica ha avuto storicamente una maggiore frequenza di contatto e interazione con l’essere umano (ad esempio in India, Sri Lanka, Pakistan, Birmania, Bangladesh, Vietnam, Thailandia, Malesia, Ceylon etc.) e nelle città o villaggi di tali paesi, non è raro trovarli a stretto contatto, per esempio nelle prossimità di una pompa di benzina o su una strada che attraversa un tratto di giungla tropicale o pluviale.
In molte feste dell’Asia del Sud, vengono bardati con costumi spettacolari, come ad esempio nel caso della folcloristica processione di Esala Perahera nello Sri Lanka.
In queste regioni geografiche vengono utilizzati an- che per compiere lavori pesanti, come il trasporto di tronchi d’alberi e per l’esplorazione della giungla vergine, anche perché sono gli unici animali che la tigre non attacca.
Vengono infine usati a scopo turistico, per permettere, come i cavalli e gli asini in Europa, passeggiate esotiche all’interno delle foreste tropicali e nei giardini, per foto memorabili.

Sono presenti quattro sottospecie di elefante asiatico, mentre altre due sono estinte:
- Elephas maximus maximus (Elefante di Ceylon)
- Elephas maximus borneensis (Elefante del Borneo)
- Elephas maximus indicus (Elefante indiano)
- Elephas maximus sumatranus (Elefante di Sumatra)
- Elephas maximus rubridens, sottospecie del nord della Cina, oggi estinto
- Elephas maximus asurus, Elefante Siriano, oggi estinto

Scheda a cura di Giuliano Russini >>>

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