Canguro gigante rosso - Macropus rufus - Desmarest, 1822
Atlante della Fauna - Mammiferi

Classificazione sistematica

Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Classe: Mammalia
Superordine: Australidelphia
Ordine: Diprotodontia
Sottordine: Macropodiformes
Famiglia: Macropodidae
Genere: Macropus
Specie: M. rufus - Desmarest, 1822

Il Canguro gigante rosso (Macropus rufus), come le altre specie di canguridi, animali simbolo dell'Australia, ma presenti con diverse specie e razze anche su altre isole oceaniche, come la Tasmania e la Nuova Guinea, afferisce all'ordine dei Marsupiali (Marsupialia), infraclasse Metateri (Metatheria), che insieme all'ordine dei Monotremi (Monotremata), per alcuni autori afferente alla sottoclasse, per altri invece alla infraclasse dei Prototeri (Prototheria, il gruppo vivente più arcaico di mammiferi), costituiscono non solo la stravagante teriofauna oceanica e in minima parte sudamericana, ma anche uno dei numerosi ordini oggi ancora esistente di mammiferi, ove la maggior parte afferisce alla infraclasse degli Euteri (Eutheria).
L'altra grande peculiarità che caratterizza tutti i marsupiali, è la modalità riproduttiva, la quale ha fatto sì che evolutivamente le femmine delle varie specie, afferenti alle varie famiglie che compongono questo ordine, venissero dotate, ad un certo punto della loro Storia Naturale, di una tasca incubatrice, dove ( come sarà descritto successivamente ) avverrà gran parte dello sviluppo embrio-fetale, tasca dal ben noto nome di “marsupio”; sebbene pochi, alcuni marsupiali in realtà, non hanno il marsupio.
Questa curiosità anatomica, ha reso le femmine di quest'ordine, svincolate totalmente o quasi, dalla necessità di avere un annesso o membrana materno-embrionale interna, essenziale invece negli euteri, la “placenta”, che origina in parte dall'endometrio uterino materno e in parte dal trofoectoderma della blastocisti embrionale impiantata; in tutti i buoni mammiferi (ciò che significa la parola euteri), è ovviamente necessaria per la nutrizione e ossigenazione del feto, all'interno della camera gestazionale uterina, ove lo sviluppo si protrae fino alla nascita; nei rari casi di marsupiali in cui c'è una placenta rudimentale, questa si forma dal sacco vitellino, tranne nel genere Perameles, in cui esiste una semplice “allantoplacenta”.
Per tale ragione, i biologi definiscono gli Euteri (Eutheria), mammiferi vivipari placentali o placentati, mentre definiscono invece i Marsupiali (Marsupialia), mammiferi vivipari aplacenatali o aplacentati.
Ovviamente sia i marusipiali che i monotremi, sono organismi amnioti, come lo sono tutti i mammiferi, tutti gli uccelli, tutti i rettili, mentre anfibi e pesci essendo privi del relativo sacco amniotico, sono definiti anamni o anamnioti.
L'ordine dei Marsupiali (Marsupialia), si suddivide in otto famiglie, che si localizzano biogeograficamente in Oceania, nello specifico in Australia, Tasmania, Nuova Guinea e isole circostanti, come anche in Sudamerica e con una singola specie, negli Stati Uniti meridionali.
Le famiglie sono ( quelle in cui non è specificata l'area geografica, sono presenti in Oceania ): quella dei Didelfidi (Didelphidae), i marsupiali americani di cui fanno parte i famosi opossum; quella dei Diasuridi (Dasyuridae), a cui afferiscono varie specie di topi, ratti marsupiali, come gatti e lupi (sebbene quest'ultimo, il tilacino, è ormai estinto) e, il famoso diavolo della Tasmania; i Notorittidi (Notoryctidae), costituita da un solo genere Notoryctes, a cui afferisce la talpa marsupiale, un caso
sorprendente di convergenza evolutiva, poiché sono collegati in essa, costumi di vita e abitudini da marsupiale e mammifero eutero, contemporaneamente; la famiglia dei Peramelidi (Peramelidae), a cui afferisce il famoso Bandicoot (Perameles gunni); i Cenolestidi (Caenolestidae), che come i didelfidi sono sudamericani; i Falangeridi (Phalangeridae), a cui afferisce il ben noto Koala, un marsupiale arboricolo, come molte altre specie di questa famiglia; i Fascolomidi (Phascolomidae), di cui fanno parte i vombati; i Macropodidi (Macropodidae), famiglia suddivisa in due sottofamiglie, quella dei Potoroini (Potoroinae), a cui afferiscono i ratti canguro, di dimensioni minori e quella dei Macropodini (Macropodinae), a cui afferiscono tutti i generi e le specie di canguri, come il Wallaby delle rocce dalla coda anellata (Petrogale xanthopus), il Wallaby delle paludi (Protemnodon bicolor), il Wallaby (Protemnodon parma) e, il Canguro grigio gigante o Canguro gigante orientale, o il grande grigio, o Forester gigante (Macropus giganteus) e, la specie oggetto di questa scheda il Canguro rosso gigante (Macropus rufus), da alcuni biologi australiani incluso in un genere separato il Megaleia, che attualmente è il più grande marsupiale del pianeta; sono molte altre le specie di canguri, ad esempio solo i wallaby contano altre sette specie oltre quelle segnalate prima, afferenti alla sottofamiglia dei Macropodini (Macropodinae), distribuite tra l'Australia, la Tasmania, la Nuova Guinea e gli isolotti circostanti.
Riassumendo, la tassonomia del Canguro rosso (Macropodus rufus), ci dice che esso afferisce alla classe dei Mammiferi (Mammalia), infraclasse Metateri (Metatheria), ordine Marsupiali (Marsupialia), famiglia Macropodidi (Macropodidae), sottofamiglia Macropodini (Macropodinae), genere Macropo (Macropus).

Canguro gigante rosso Canguro gigante rosso (foto http://nature.ca)

Zoogeografia

Il Macropus rufus, è endemico dell'Australia, dalla costa occidentale fino all'inland.

Ecologia-Habitat

Questi splendidi saltatori, tendono a preferire le zone aride ove si hanno meno di 500 mm di pioggia atmosferica all'anno, il bush e la boscaglia arbustiva, le ampie praterie, le zone a macchia Mediterranea e a savana, permettendogli appunto di spostarsi a salti (modalità deambulatoria, comune a tutte le specie di canguri, con cui possono raggiungere i 3 m d'altezza e, i 4 di lunghezza), preferendo evitare quindi l'inoltro della foresta pluviale come i boschi
d'eucalipto.
Si nutrono tendenzialmente di varie specie di graminacee, ma, in condizioni d'estrema siccità, possono nutrirsi di piante che normalmente vengono scartate dalla maggioranze degli erbivori; questa capacità di adattamento alimentare, a cui si aggiunge una scarsa richiesta d'acqua, poiché bevono pochissimo, evitando la disidratazione, producendo una orina molto concentrata, gli permettono di vivere bene in queste aree piuttosto estreme.
La IUCN, stabilisce uno status di localmente comune, per questa specie.

Morfofisiologia

Esistono tre specie di grossi canguri, afferenti al genere Macropus, che significa dai piedi grandi, ma l'elevato numero di sottospecie o razze geografiche, ha dato origine a una grande confusione sia nella nomenclatura scientifica, come la International Code for Zoological Nomenclature (ICZN) sottolinea, sia in quella popolare.
Il canguro rosso gigante come accennato, è la specie di marsupiale in assoluto più grande, del nostro pianeta.
E' alto quanto un uomo, forse anche qualche cosa di più, poggia in posizione eretta sui due arti inferiori robusti e possenti, per mezzo dei quali compie i suoi poderosi salti (sfrutta per mantenersi in tale posizione anche la robusta coda, che funge anche da timone durante i salti), con cui può raggiungere i 30/50 km/h; spesso in questa posizione sfruttano la coda a mo di seggiola, si riposa.
Gli arti superiori, sono piccoli, è sono utilizzati nei combattimenti tra maschi, o dalle femmine per difendersi.
Le femmine di questa specie, vengono chiamate dagli australiani “blue flyers”, cioè “volatrici azzurre”; questo è dovuto al fatto, che la femmina del canguro rosso è in realtà grigia con riflessi azzurro-metallici al sole, mentre il maschio ha la pelliccia rossastra, caratteri di dimorfismo sessuale, che si evidenziano anche nelle dimensioni a favore del maschio che può raggiungere i 100 kg di peso, per lunghezze di 1,40-1,70 m a cui devono essere aggiunti 1,20-1,30 m di coda, mentre la femmina, ha una lunghezza di 0,85-1,00 m, con una coda di 70-90 cm, per un peso di 60-70 kg.
La confusione delle specie, viene aumentata proprio dal fatto che la femmina del canguro rosso ha pelo grigio, mentre molti wallaroo, nome comune con il quale s'identificano delle specie di canguri dalle dimensioni intermedie a quelle dei wallaby e quelle dei canguri giganti, un esempio èil Wallaroo orientale o comune (Macropus robustus), hanno manto rosso.
Le tre specie di canguri il Wallaroo orientale (Macropus robustus), il Canguro grigio gigante (Macropus giganteus) e, il Canguro rosso gigante (Macropus rufus), possono distinguersi più facilmente in base al muso: glabro in Macropus robustus, peloso in Macropus giganteus, mentre in Macropus rufus, con una limitata area priva di pelo.
La femmina del canguro rosso, cessa la sua crescita al quarto anno di età, sopraggiunta la maturità sessuale, mentre il maschio cresce fino al decimo anno.
Le linee morfologiche comuni a tale ordine, ci dicono che le pelvi sostiene le ossa epipubiche, come quelle dei monotremi e di molti rettili: un tempo i biologi zoologi chiamavano queste ossa “marsupiali”, un nome che in realtà genera confusione poiché esse non sostengono affatto il marsupio e, sono presenti in entrambi i sessi.
Nella dentizione, che varia di famiglia in famiglia, comunque non è mai presente più di un solo dente deciduo, un molare latteo, presente in tutte le specie.
Presentano anche tre incisivi superiori e uno inferiore per parte, separati dai molari mediante uno spazio “diastema”.
L'encefalo è piuttosto piccolo, rispetto le dimensioni dell'animale e, come nei monotremi, manca del corpo calloso.
Un carattere univoco per tutte le specie delle otto famiglie di marsupiali, è che l'estremità posteriore si rastrema gradatamente nella coda: un modo che ricorda quello delle lucertole e che contrasta, con l'attacco della coda dei mammiferi euteri.
Anche nel canguro rosso, come nelle altre specie di canguri, è presente una ghiandola sternale, ghiandola che nei marsupiali arboricoli serve con il secreto che emette, a marcare il territorio, mentre in questi animali ha un significato ancora ignoto.
Il canguro rosso, come tutti i marsupiali, sono afoni, contrariamente agli euteri, solo qualche fischio o brontolio, quando sono in allarme; solo i marsupiali falangeridi volanti, in realtà emettono grida che possono essere percepite anche a distanza.
Sebbene sono animali endotermi, e possono regolare la temperatura corporea meglio dei monotremi, possono intorpidirsi durante la stagione fredda.
I canguri rossi, come le altre specie, possono vivere in piccoli gruppi di un decine di elementi, che posso aumentare nelle aree di ristoro.
Alla presenza di un predatore, come un dingo, si disperdono rapidamente, i maschi, non sempre difendono la prole.
Il quarto dito delle zampe posteriori è lunghissimo, il secondo e il terzo sono “sindattili” cioè fusiinsieme, il primo dito è assente; i corti arti anteriori hanno cinque dita, la coda è robustissima.
Per molto tempo, si è creduto che i canguri, compreso quindi il gigante rosso, fossero in grado di divaricare i denti incisivi inferiori sporgenti in avanti e quindi, utilizzarli come forbici per tagliare l'erba.
Negli anni '70 del secolo scorso, studi più specifici hanno dimostrato che questa ipotesi è errata: le due metà della mandibola, non sono unite e pertanto i denti, possono distanziarsi, ma non per essere usati come forbici.
Quando l'animale bruca l'erba e l'afferra con la bocca, gli incisivi inferiori si allontanano in modo da potersi avvicinare maggiormente a quelli superiori, per afferrare il cibo, che quindi viene tirato su e non tagliato.
Quando il cibo è in bocca, gli incisivi inferiori si avvicinano in modo che i molari lo mastichino, con un movimento rotatorio delle mascelle, senza che gli incisivi inferiori vadano a urtare con quelli superiori.
Buona parte del cibo, viene poi rigurgitata per essere ulteriormente masticata grazie a una specie di solco a spirale, presente nello stomaco.
In alcune parti dell'Australia, i canguri giganti rossi, come le altre specie più grandi, sono ancora oggi considerati animali infestanti, dai proprietari di allevamenti di ovini; negli anni '50 e '60 del XX secolo, questi animali venivano cacciati, per venderne le pelli e la carne: nel 1966, una sola fabbrica del Queensland, riuscì a lavorare ben 2.000 carcasse di canguro rosso a settimana!
La caccia a questi animali, inizialmente nacque da una leggenda secondo cui questi erbivori, mangiano quando otto pecore, in realtà in rapporto alle loro dimensioni, mangiano quanto una pecora.
Tuttavia, sono in competizione con questi ovini, per alcune tra le erbe più nutrienti, anche se, normalmente, non brucano germogli di piante che sono appetibili per gli ovini.
Durante gli anni '80 del secolo scorso, il governo australiano ha reso illegale la caccia ai canguri, delimitando il loro effetto negativo sui pascoli per gli ovini, costruendo un apposito recinto (lungo ben 5.000 km!), che taglia gran parte dell'Australia, isolandoli in estese aree a loro disposizione.

Scheda a cura di Giuliano Russini >>>

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