Brianzola
Atlante delle razze Ovine - Razze di pecore

Origine e diffusione

Origine: Italia.
Attitudine: carne.

Per il suo aspetto morfologico fa parte del gruppo delle pecore alpine giganti da carne.
In passato, fino all’ultimo conflitto mondiale, si era diffusa e tipizzata raggiungendo in quegli anni la massima espansione numerica: la popolazione superava i quattromila capi. Patrimonio economico, culturale e sociale della Brianza (Lombardia) fu allevata con maggiore interesse nella fascia pedemontana.
Il primo a descriverla fu il veterinario Formigoni nel 1940 e 1942, che la classificò come popolazione autoctona lombarda di taglia pesante, molto prolifica con grandi capacità materne e collocabile fra gli animali a forte attitudine produttiva per il carattere carne; meno evidenti, rispetto a quest’ultimo carattere, ma ugualmente eccellenti, si dimostravano le produzioni di latte e lana.
Nell’immediato dopoguerra è iniziato il suo rapido declino arrivando i limiti della sopravvivenza, prima di recenti interventi di salvaguardia operati dalla Comunità Montana del Lario Orientale. La pecora Brianzola rimane, nell’area prealpina lecchese, l’ultima risorsa genetica ovina locale in grado di soddisfare i principi della politica di salvaguardia intrapresa in questi anni dall’U.E.
Attualmente la popolazione rispetta gli storici canoni morfologici descritti dal Formigoni nel 1940).
Era anticamente ubicata nel triangolo compreso tra Como, Lecco e Monza. Attualmente l’areale è ubicato nella fascia pedemontana della Brianza compresa tra i comuni di Cesana Brianza, Civate, Galbiate, Proserpio, Suello e Valmadrera. In tale areale si contano circa trenta allevamenti, per un totale di circa 700 capi allevati in cui si ritrovano soggetti riconducibili allo standard di popolazione (oltre 250 capi). La provincia di Sondrio si può ragionevolmente intendere come area di secondaria espansione.
Sono animali capaci di svezzare abitualmente una coppia d’agnelli, senza ricorso ad integrazione alimentari per la prole, il che depone a favore di un apparato mammario efficiente e funzionale.
Il sistema di allevamento è di tipo familiare stanziale rivolto principalmente all’integrazione di reddito attraverso l’autoconsumo di carne e la vendita a livello locale.

Registro Anagrafico delle popolazioni Ovine e Caprine autoctone a limitata diffusione.
(vedere www.assonapa.com)

Caratteristiche morfologiche e produttive

Taglia: medio-grande.
Testa: sviluppata in lunghezza ma ben proporzionata, priva di corna, con profilo fronto-nasale montonino più accentuato nei maschi, orecchie pendenti lunghe mai portate in avanti o divaricate rispetto all’asse longitudinale del corpo.
Collo: ben proporzionato.
Tronco: di buona lunghezza nel rispetto della mole, di poco superiore all’altezza al garrese, anteriore dell’animale ben sviluppato con petto possente ma proporzionato, torace profondo, linea dorsale corretta, buon sviluppo anche del posteriore con groppa poco spiovente.
Arti: sviluppati in lunghezza, robusti anche nelle articolazioni ma senza scadere nel grossolano, ossa relativamente fini, appiombi normalmente corretti.
Altezza media al garrese:
- femmine 75 cm
Peso medio:
- femmine  64 kg
- maschi  decisamente più pesanti, fino al quintale.

Attitudine da carne.
Animale poliestrale, stagionale, concentra i periodi di parto nell’autunno inoltrato o nell’inverno e nel periodo tardo primaverile o estivo. E’ possibile raggiungere tre parti in due anni con una gemellarità molto alta (circa 80%). Alta risulta la frequenza dei parti trigemini.
Produzioni:
- Carne: gli agnelli vengono normalmente macellati durante il periodo pasquale e natalizio. La macellazione avviene normalmente ad un peso di circa 15 -20 Kg di peso vivo anche se è sempre più richiesto un animale più pesante macellato al peso di 40 kg di peso vivo.
- Latte: normalmente utilizzato direttamente dall’agnello e prodotto quasi sempre in quantità sufficiente per portare allo svezzamento anche  tre agnelli per parto, essendo molto alta la prolificità di questa razza.
- Lana: pur essendo prodotta in quantità discrete, 2-3 kg anno, non viene utilizzata. Recenti iniziative locali in province limitrofe fanno però intravedere possibili sbocchi anche per questa produzione che attualmente incide solo negativamente sul bilancio aziendale.

Pecora di razza Brianzola Pecora di razza Brianzola (foto www.assonapa.com)

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